Archivi del mese: settembre 2013

DIFENDIAMO IL POLICLINICO TOR VERGATA E I SERVIZI SOCIALI DEL NOSTRO TERRITORIO

Giovedì 19 settembre, Cinecittà Bene Comune ha promosso un’assemblea pubblica per riflettere e discutere lo stato attuale del Policlinico di Tor Vergata e i relativi servizi sociali del territorio. Di fronte ad una partecipazione rilevante, si è innanzi tutto ripercorso il processo di privatizzazione che ha investito il Policlinico, sottolineando le numerose criticità che ne sono seguite. Il Policlinico, nato nel 2002, è l’unico ospedale in Italia gestito e controllato da una fondazione privata, la quale inoltre si sostiene grazie ad un ingente apporto di denaro pubblico; entro i tre anni successivi al giorno dell’inaugurazione, l’amministrazione si era impegnata affinché venisse effettuato un esame atto ad analizzare il corretto funzionamento della struttura ospedaliera, ma questa verifica non è stata mai eseguita. Il 30 di giugno 2013 sono scaduti i termini dell’attività della fondazione; questa però è riuscita ad ottenere una proroga di 6/12 mesi intrattenendo un tavolo di confronto con il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, poiché all’interno della fondazione coopartecipa una seconda, denominata IME – Istituto mediterraneo di ematologia. Il servizio di primo soccorso interno all’ospedale, che nel 2005/2006 è stato trasformato in un pronto soccorso, non è ancora a norma di legge; e, soprattutto a seguito dei tagli regionali e statali del 2007, il pronto soccorso si è ritrovato in una situazione di crisi imminente. Attualmente, i medici che quivi attendono alla loro professione sono soltanto due – il primo si occupa dei codici rossi, l’altro è a disposizione di ulteriori urgenze. Questa situazione paradossale vede quotidianamente attivo soltanto un medico, a fronte di una media di 80 pazienti. Di  conseguenza, il risultato di alcuni interventi ha posto in luce i problemi della gestione e dell’assenza di trasparenza. Francesco Russo, medico e ricercatore, spiega come la crisi del Policlinico sia stata aggravata anche dagli investimenti sbagliati e dalle speculazioni – ricordando un appalto di 35 milioni per 9 anni concesso per la pulizia e il lavaggio degli strumenti chirurgici e da laboratorio, in un ospedale dove non c’è una sala chirurgica, né una di terapia intensiva. Una statistica rileva la disponibilità di 1,8 posti letto per mille abitanti nella zona Est della città – rispetto ai 7,8 posti letto delle strutture di Roma Nord – e quindi anche le prestazioni, come è naturale, subiscono un calo di efficienza – il laboratorio di analisi per esempio, in pochi anni si è ritrovato a patire una flessione del 30% in un contesto in cui anche il personale medico si è ridotto di 1/3 senza essere mai rimpiazzato. Sono intervenuti poi, due candidati alla presidenza del rettorato dell’Università di Tor Vergata: il prof. Colizzi della facoltà di Scienze ha ribadito la necessità di abbandonare la Fondazione; mentre il Presidente della facoltà di Lettere, il Dott. Salvatori ha affermato come il nesso fra Policlinico e territorio sia centrale per il rilancio della struttura. La gestione degli ultimi anni ha condotto verso una condizione tale che la struttura del Policlinico possiede 14 piani vuoti e 7 camere operatorie inutilizzate. Lucia, medico dell’associazione Medicina Solidale, ricorda che al Policlinico – nonostante esso abbia un bacino di utenza di un milione di persone, sia inserito in un territorio che registra la più alta natalità di Roma ( ex 8° Municipio ora 6°) e ci siano le competenze e risorse necessarie – la sala parto è chiusa. Il divario fra servizio ospadaliero e territorio era stato parzialmente ricoperto da una struttura cerniera composta da volontari – il “Servizio medicina solidale dell’emigrazione” – sospesa però nel 2011. Salvino Venezia, medico e rappresentante della Confederazione Lazio dell’ Usb, ha individuato nella Fondazione privata, presieduta da Bollero, la causa di tutte le disfunzioni e irregolarità. Diego Ciarrafoni, studente di Tor Vergata e rappresentante dell’organizzazione studentesca Link, afferma che molti dei 30.000 studenti dell’Università sono esclusi dal servizio sanitario in quanto ubicati fuori sede, e che ogni anno il progressivo indebitamento, causato dalla Fondazione privata, si è riversato in termini di un aumento di contributi pagato da studenti e cittadini. Mario (detto “il Ciociaro”) dell’8° Municipio ha espresso il suo osteggiamento alla vittoria del Dott. Novelli alle prossime elezioni Universitarie, in quanto quest’ultimo è favoreggiatore della Fondazione e sostenitore di una trasformazione dell’ospedale in un centro esclusivo di ricerca. Nella seconda parte dell’assemblea si è affrontato il tema dei servizi sociali nel nostro territorio. Lo scenario descritto da Simona Ammerata esponente dell’Agenzia diritti e da Sergio Giovannoli del Social Pride è quello di una città depressa e sconfitta a causa dei cinque anni dell’amministrazione dell’ex Sindaco Alemanno. Il buco di 120 milioni di euro lasciato dalla precedente Giunta comunale sta mettendo a rischio molti servizi di base, come l’assistenza ai minori, ai disabili e agli anziani, a cui si aggiunge un’emergenza abitativa che vede nella sola città di Roma 65.000 sfratti esecutivi, 40.000 cittadini in graduatoria per una casa popolare e 10.000 coinvolti nei processi di dismissione del patrimonio pubblico. Per ultimi hanno preso parola Monica Lozzi, consigliere del 7° Municipio e presidente della commissione sulle politiche sociali, e Erica Battaglia, consigliere del Comune di Roma e presidente della commissione sulle politiche sociali al Comune, ribadendo la loro sensibilità e disponibilità per la risoluzione dei problemi discussi. L’assemblea si è conclusa con il lancio di un appuntamento pubblico, un presidio davanti all’ospedale di Tor Vergata, previsto a breve con data da definirsi, onde continuare a sensibilizzare la cittadinanza, i lavoratori e i pazienti circa la crisi in cui versa la struttura ospedaliera ed al fine di trovare delle soluzioni che assicurino un rilancio e un nuovo sviluppo in senso pubblico e partecipato: ci si auspica un vero potenziamento del Pronto soccorso, con l’apertura di servizi sanitari territoriali da metter in rete con l’ospedale, una maggiore trasparenza rispetto alle consulenze esterne e agli appalti e la realizzazione e messa in funzione di una sala parto e di reparti di pediatria e chirurgia.

Via del Quadraro – 70° anniversario della Difesa di Roma e dell’inizio della Resistenza al Quadraro.

1186804_596275283744375_1359567172_n Il Centro Sociale Spartaco lancia un appuntamento cittadino per ricordare doverosamente tutti i caduti, e militari e civili, della battaglia del Quadraro avvenuta tra il 9 ed il 10 settembre 1943; invita pertanto tutta la società civile e democratica a portare un fiore simbolico al Partigiano morto per la libertà. L’appuntamento è previsto per martedì 10 Settembre alle ore 18, davanti al monumento sito all’angolo tra via del Quadraro e via Tuscolana. La deposizione dei fiori sarà seguita da una descrizione orale dei fatti storici, per onorare i quali nel maggio scorso è stata allestita ufficialmente una targa, inaugurata dalle più alte istituzioni e alla presenza dell’AMPI e dei cittadini accorsi in gran numero. Durante il racconto storico saranno portate alla luce le fasi documentate della battaglia che si svolse proprio in quella zona.
Il rendez-vous con la storia continua alle ore 21 presso il Rudere di via Sagunto 22, a poche centinaia di metri dal monumento, con la proiezione del film “Tutti a casa” di L. Comencini, considerato uno tra i cento migliori film prodotti in Italia.