L’assemblea di Piazza Don Bosco contro le discariche e per la raccolta differenziata porta a porta

Si è svolta sabato 9 novembre l’assemblea contro le discariche e a favore della raccolta porta a porta indetta dalle realtà in lotta per la difesa dei territori dalle devastazioni ambientali. Nonostante il mal tempo l’assemblea si è protratta fino a sera ed è stata attraversata da 300 persone accorse per esprimere solidarietà a chi, pure distante decine di chilometri da dove si stava svolgendo l’assemblea, continua ogni giorno a battersi contro le speculazioni e le opere dannose per l’ambiente e per la salute delle persone. Cinecittà come sempre ha risposto con sensibilità civica e generosità, solidale con chi lotta e soffre anche se lontano dal quartiere. Numerosi sono stati gli interventi delle principali vertenze ambientaliste, coscienziosi, dettagliati e propositivi. Sul palco, oltre agli esponenti del comitato No discarica di Falcognana e del Divino amore, anche i rappresentanti dei comitati di Bracciano, Cupidoro, i No Inceneritore di Albano, i No I-60, il comitato contro la cementificazione di Marino, gli attivisti per la bonifica di Ponte galeria e la rete No biocidio. Sul finale si sono susseguiti brevi interventi curati da Cinecittà Bene Comune, tra i quali il presidente della  comunità territoriale sulla centralità di Romanina, il comitato di quartiere Don Bosco, i lavoratori di Cinecittà Studios contro il piano di cementificazione degli storici stabilmenti, il movimento di lotta per la casa e gli universitari di Tor Vergata della Link.
Dopo la scelta irresponsabile del Ministro dell’Ambiente Olando di cedere i pieni poteri al commissario straordinario Sottile, già implicato in situazioni in cui si è dimostrato più incapace che abile nella risoluzione dei problemi, i promotori del corteo del 21 settembre scorso in lotta contro le discariche hanno deciso di fare tappa a Roma e per iniziare il loro tour hanno scelto piazza Don Bosco. Una piazza situata in un quartiere dove già da tempo erano sorti dei problemi in relazione ad una sperimentazione promossa da Ama e dalla precedente amministrazione comunale che si è conclusa con un vero fallimento perchè al posto del porta a porta in realtà la sperimentazione ha riguardato la raccolta differenziata duale. L’esperimento era in sostanza una sorta di espediente per tagliare mezzi e personale di Ama, nonostante le imposte continuino ad essere elevatissime e ad umentare. Con l’intento di risparmiare più che migliorare il servizio le condizioni del quartiere sono peggiorate. All’epoca comitati spontanei e blog riuscirono a stoppare il nefasto tentativo. Ma il ripristino dei cassonetti dell’indifferenziata e l’emergenza e la pericolosità di aprire nuove discariche e inceneritori dopo la chiusura di Malagrotta, necessitano di uno sforzo maggiore e di una seria politica di smaltimento dei rifiuti che sappia restituire la parola ai comitati di quartiere, alle comunità locali e ai singoli cittadini. Ci vuole un piano che sappia coinvolgere e far partecipare le comunità locali per una porta a porta vero e all’altezza dei tempi attuali, per salvaguardare e proteggere l’ambiente, la salute e il nostro futuro. Il che comporterebbe nuove assunzioni, un decoro migliore per i nostri quartieri e la possibilità di partecipare e contare realmente come cittadini che si sentono stufi della falsa partecipazione e della solidarietà delle istituzioni e dei partiti a cui però non seguono i fatti concreti. E’ necessario quindi individuare un piano serio e alternativo di raccolta differenziata spinta, adeguato realisticamente al nostro territorio e compatibile con ogni tipo di abitazione, dai palazzi di 8 piani ai quartieri più residenziali.
E’ chiaro che dietro i rifiuti si nascondono profitti, interessi privati enormi e spesso anche attività criminali e mafiose. Per questo un progetto di raccolta porta a porta, ormai necessario e fondamentale, deve essere accompagnato da un nuovo tipo di mercato in grado di assorbire il materiale riciclato, la trasformazione e il riuso. Serve un grande piano di riconversione ecologica della produzione, dei prodotti e delle merci che vengono fabbricate. Anche le istituzioni locali devono fare la loro parte per incrementare questo nuovo, quanto necessario, sistema di smaltimento favorendo nei bandi e in tutti i nessi amministrativi l’utilizzo di prodotti derivanti da processi di riciclaggio, a partire ad esempio dall’arredo urbano delle piazze e dei parchi fino al coinvolgimento delle scuole e di tutte le istituzioni.
 Sono stati molti gli interventi che hanno ribadito l’inadeguatezza dei siti individuati e dei rischi per la salute e per l’ambiente circostante tanto da affermare senza remore che con l’indifferenziata e con le discariche non si può più andare avanti. Un nuovo modello di sviluppo che non si basi più sullo spreco delle risorse e sappia limitare al massimo e in maniera intelligente la produzione in un’ottica di sostenibilità ambientale, potrebbe veramente concepire i rifiuti come una ricchezza anziché un delitto da nascondere sotto terra.
Cambiare la politica e la sua agenda sta a noi, al nostro modo di vedere il mondo, ai nostri comportamenti e alle nostre pratiche quotidiane, basate sulla partecipazione e la condivisione continua delle decisioni. Questa è stata la lezione dell’assemblea di Don Bosco.
Per questo una delegazione di Cinecittà Bee Comune ha deciso di partecipare alla manifestazione nazionale del 16 novembre a Napoli contro le devastazioni ambientali e l’apertura di nuove discariche.

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