Archivi del mese: febbraio 2014

CALATRAVA – BASTA GRANDI OPERE E SPRECHI! VOGLIAMO ESSERE NOI I PROTAGONOSTI DELLA CITTA’ CHE VERRA’

La vela bianca di Calatrava, che svetta nel cielo tagliando l’orizzonte della periferia romana di Tor Vergata, da diversi anni non ha una precisa funzione d’uso. Annunciata dal 2005 dalla giunta Veltroni come sogno dei Mondiali di nuoto 2009, è rimasta da tempo un cantiere perenne. Costi iniziali di 120 milioni di euro, diventati poi 400, ed infine 600, questo gioiello, mega opera per ora del tutto inutile, ha già succhiato 256 milioni di risorse pubbliche, guadagnandosi la fama di grande scempio e di spreco sulle spalle dei contribuenti. Per noi abitanti dei quartieri popolari limitrofi esso rappresenta una ferita aperta di fronte al deterioramento del nostro territorio, in termini di disoccupazione giovanile tra le più alte d’Europa, mancanza cronica di servizi sociali, di mezzi pubblici per il trasporto, di case popolari e carenza di luoghi veri per la formazione, la cultura e lo sport.

Da tre anni i lavori sono fermi, ma ora la vela di Calatrava a detta dell’amministrazione capitolina diventerà come nell’ipotesi originaria un palazzetto dello sport con vocazione principale per il nuoto, da realizzare attraverso ulteriori 50 milioni di euro istituiti dai fondi dell’Unione Europea.

Questa sembra essere la nuova soluzione indicata dal Sindaco Marino e dalla sua giunta. Oggi proprio perchè si fa riferimento ai fondi strutturali europei che per essere elargiti devono necessariamente passare per un percorso di partecipazione e non solo di ascolto della cittadinanza interessata, secondo Il codice di condotta adottato dall’Europa, rinnoviamo la nostra volontà di prendere parte attiva nella trasparenza e nella progettualità  di questa opera e ci auto-dichiariamo partener interessato.

Per questo il 21 Febbraio abbiamo deciso di affiggere degli striscioni all’entrata della vela , per questo abbiamo deciso di scrivere all’amministrazione capitolina, per avviare un percorso che dia dignità e speranza a noi che ci sentiamo sempre più lontani dal centro delle decisioni, perchè non vogliamo più essere sudditi ma protagonisti della città che sarà.

Cinecittà Bene Comune

 

 

L’ Almone, il fiume del parco dell’Appia Antica, ritornerà a vivere

almoneNella Riunione della Commissione Capitolina Ambiente del 14 febbraio 2014, l’ACEA Ato2 ha finalmente comunicato l’inizio dei lavori per il nuovo collettore fognario che libererà l’Almone, il fiume del Parco Regionale dell’Appia Antica, dagli scarichi fognari di Quarto Miglio e Statuario. Quindi tra 500 giorni, con la conclusione dei lavori del nuovo collettore fognario, rivedremo il fiume sacro ai Romani antichi tornare a vivere.

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Parco di Centocelle – incontro sulla delocalizzazione degli autodemolitori

Si è riunito il 18 febbraio nel primo pomeriggio, presso l’assessorato regionale all’Ambiente, il tavolo di lavoro per la delocalizzazione delle autodemolizioni all’interno del parco di Centocelle. Un parco che a breve sarà riqualificato e che, tuttavia, vede ancora non affrontato il tema della delocalizzazione degli sfasci. Il tavolo, a cui hanno partecipato l’assessore comunale all’Ambiente, Estella Marino, quello regionale all’Ambiente, Fabio Refrigeri, e il vice presidente del Consiglio regionale, Massimiliano Valeriani, si aggiornerà il 6 marzo alle ore 16. “La riunione di oggi – spiegano in una nota Estella Marino, Refrigeri e Valeriani – è servita per evidenziare l’impegno delle amministrazioni, e comunale e regionale, per risolvere insieme l’annosa questione delle autodemolizioni che insistono nel parco di Centocelle. Nel frattempo lavoreremo tutti all’individuazione di una o più aree in cui delocalizzare quegli sfasci, quale primo passo di un piano attuativo più generale per la risoluzione della questione dei siti di autodemolizione che interessa tutta la città di Roma”.

LA STREET ART CONQUISTA IL 7 MUNICIPIO

imagesCAYJ92AUIl murales dedicato a Francesco Totti, realizzato sulla parete della scuola Giovanni Pascoli, nel VII Municipio, dall’artista romano Lucamaleonte, è uscito sulle pagine di tutti i giornali, suscitando la curiosità dell’opinione pubblica in merito a questa forma d’arte contemporanea. La STREET ART – arte urbana – nasce in Inghilterra e si diffonde immediatamente negli USA, espressa illegalmente nei luoghi pubblici, con spray, stencil, sticker-art.

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Osteria del Curato – AREA “DEL VICARIATO” ANCORA INUTILIZZATA

Nella serata di lunedi 10 febbraio i Vigili del Fuoco e la Polizia Municipale sono dovuti intervenire per togliere i bandoni pericolanti che delimitano l’area tra Via M. Broglio, Via Capizzano e Via del Casale Ferranti, dopo che alcuni di essi erano stati divelti dal vento, con pericolo per i pedoni e per gli automezzi di passaggio.

La recinzione viene ora ripristinata, sostituendo i vecchi bandoni con una nuova rete metallica: ciò, secondo il Comitato di Quartiere, potrebbe far desumere che non vi sia l’intento di procedere – in tempi brevi – alla realizzazione del previsto Complesso Parrocchiale.

L’area in questione, infatti, di proprietà del Comune di Roma, è stata concessa gratuitamente, in diritto di superficie, al Vicariato (per la precisione all'”Opera Romana per la preservazione della fede e la provvista di nuove chiese in Roma”).

La richiesta al Comune di Roma di concessione dell’area in diritto di superficie per la realizzazione di un Complesso Parrocchiale risale al 14 maggio 2002 e la Giunta Comunale ha concesso tale diritto con deliberazione n. 150 del 25 marzo 2003.

Successivamente, a seguito di nuova richiesta di ampliamento dell’area ai fini di una maggiore fruibilità a scopo di aggregazione sociale, il Consiglio Comunale ha accolto tale richiesta con deliberazione n. 268 del 24 ottobre 2005. Complessivamente, con le due delibere citate sono stati concessi un totale di mq. 13.300, senza alcun corrispettivo.

Sarebbe quindi buon diritto dei cittadini, trattandosi di un terreno comunale concesso a scopi ben precisi, vedere attuate in tempi congrui le realizzazioni previste. Sempre che ci sia ancora interesse, da parte del Vicariato, a utilizzare detta area, facente parte del Piano di Zona “167” Osteria del Curato 2.

Tanto più che, a breve distanza, la chiesa del quartiere già c’è, quella parrocchiale di S. Raimondo Nonnato, non certo carente di spazi per attività religiose, sociali e sportive.

CASE DEGLI ENTI PREVIDENZIALI E FONDI- assemblea a cinecittà

DOPO L’ORDINANZA DEL CONSIGLIO DI STATO E L’APPROVAZIONE DELLA MOZIONE IN PARLAMENTO – CHI FERMA LE SPECULAZIONI?
A metà gennaio 2014 il Consiglio di Stato ha emesso un’ordinanza con la quale ha bloccato le dismissioni del patrimonio della Cassa Ragionieri e ha di nuovo ribadito (dopo la sentenza di fine novembre 2013) che le Casse e le Fondazioni che gestiscono la previdenza sono enti pubblici e che gli stessi criteri stabiliti per gli enti pubblici devono essere applicati anche per la gestione degli alloggi.

I 9 dicembre la Camera dei Deputati, su spinta dell’ASIA-USB e dell’inquilinato resistente degli enti previdenziali, ha approvato una Mozione che chiede: di chiarire il quadro normativo che regola il processo di dismissione del patrimonio degli Enti pubblici, richiamando l’applicazione per la gestione di questo importante patrimonio della L. 410/2001; di aprire un tavolo di confronto anche con la partecipazione dei sindacati degli inquilini; di garantire tutele per gli inquilini; di regolarizzare gli inquilini sine titulo o irregolari e di “valutare” la sospensione delle aste, degli sfratti e degli sgomberi.

Sono passati alcuni mesi e nulla ancora è stato fatto dal governo per rispondere all’impegno del Parlamento e alla inoppugnabile ordinanza del Consiglio di Stato.

Le dirigenze dei vari Enti e Fondazioni continuano ad andare avanti senza sosta come se nulla fosse accaduto, anche se il loro sistema comincia a vacillare (vedi le dimissioni del Presidente dell’Inps Mastrapasqua, del vice-Presidente dell’Enasarco, ecc.).

I ‘signori della previdenza’ vogliono far passare l’idea che le pensioni degli iscritti sono in pericolo, non per gli investimenti mobiliari fatti in fondi spazzatura, ma perché gli inquilini si oppongono alla ‘valorizzazione’ del patrimonio abitativo, agli aumenti degli affitti e agli sfratti, alle dismissioni ai prezzi di mercato. Si cerca di rimuovere totalmente il fatto che questo patrimonio è nato per avere una funzione sociale, che sono enti senza scopo di lucro e che la legge li obbligava a dismettere gli alloggi agli inquilini entro il 2001 (quando veniva valutato in base al valore catastale), quando molti inquilini – in età più giovane – avrebbero potuto far fronte all’acquisto della propria casa.

STOP ALLA GESTIONE SPECULATIVA DEL PATRIMONIO DEGLI ENTI.

IL GOVERNO APPROVI UNA NORMA CHE PRENDA ATTO DELLA SENTENZA DEL C.D.S. E DELLA MOZIONE APPROVATA DAL PARLAMENTO!

Mercoledì 12 febbraio ore 16,30

ASSEMBLEA PUBBLICA c/o SALA ROSSA del MUNICIPIO VII in Piazza Cinecittà 11 (Fermata SUBAUGUSTA, Metro A)
– per fermare gli aumenti degli affitti; le dismissioni a prezzi di mercato degli alloggi degli Enti previdenziali pubblici e privatizzati, dei Fondi ecc.; il caro-mutui; tutti gli sfratti (anche quelli per morosità incolpevole) e gli sgomberi;

– perché il Parlamento approvi una norma che ribadisca la gestione pubblica del patrimonio degli Enti previdenziali e dei Fondi e riconosca il diritto alla casa agli inquilini senza titolo;

– per l’apertura di un Tavolo inter-istituzionale che predisponga, insieme agli enti locali, un piano per la tutela di tutti gli inquilini.
Sono invitati a partecipare: il Presidente del Municipio VII, rappresentanti della Regione Lazio e di Roma Capitale, i parlamentari che hanno presentato le Mozioni.

Salviamo Cinecittà

Per scongiurare ogni ipotesi di speculazione edilizia negli storici stabilimenti cinematografici di Cinecittà

FIRMA

Il rilancio degli Storici Studi Cinematografici di Cinecittà attraverso un vero progetto industriale e culturale e’ essenziale per non distruggere 76 anni di storia del Cinema italiano e mondiale, famoso anche per l’unicità’ delle tante attività artigianali.

Cinecittà è un bene comune,un patrimonio del Paese, di Tutti.

I privati che dal 1997 gestiscono Cinecittà in tutti questi anni hanno cercato di liquidare tutte le attività di produzione e post produzione perché il loro unico interesse e’ l’utilizzo del marchio per altri fini e l’utilizzo degli studios soltanto per il puro intrattenimento.
Quella che è stata la fabbrica dei sogni, se si realizzasse il progetto di speculazione edilizia contro cui ci siamo battuti con 90 giorni di sciopero nel 2012 e che Fellini ha eletto a suo domicilio virtuale, rischia di SPARIRE nel cemento.
Chiediamo con queste firme al Ministro Bray di intervenire perché l’attenzione per il ‘mattone’ non ha mai elevato un paese, soprattutto se a danno della Cultura.

http://www.change.org/it/petizioni/a-i-cittadini-al-ministro-massimo-bray-salviamo-cinecitta

Parcheggio Arco di Travertino. Una cattedrale deserta.

Sette anni di lavori per un costo di 35 mln. Mille posti auto utilizzati per meno di un terzo. L’area pubblica ancora senza i servizi ipotizzati
di Aldo Pirone – 30 gennaio 2014

I lavori sono durati 7 anni e sembravano non finire mai. Iniziati con Veltroni nel 2006, finiti con Alemanno nel 2012, poi, finalmente, il 28 settembre Marino ha inaugurato ed aperto il parcheggio all’Arco di Travertino. Una gran bella opera su tre livelli interrati con stalli per circa mille auto (997) e sopra un’area di 3.500 mq. da adibire a servizi. Il parking è stato concepito come nodo di scambio con la metropolitana e i capilinea degli autobus 85, 409, 657, 671 e 765. Infatti per chi è abbonato al metrebus lo stallo è gratuito mentre per gli altri automobilisti il costo del parcheggio (che è aperto negli orari della metro ed è gestito da Atac) è di 1 un euro e 50 per le prime 12 ore. Simile gioiello, ornato all’interno anche da una grande fontana a forma di piscina, è costato la modica cifra, si fa per dire, di circa 35 mln di euro. In questi primi 4 mesi di apertura ha mostrato un solo difetto: è vuoto. Non viene utilizzato. Addirittura il secondo e il terzo livello sono stati chiusi perché, dicono i sorveglianti, basta il primo ad accogliere i pochi utenti che finora lo stanno utilizzando. Ma mentre il parcheggio è vuoto fuori nelle strade limitrofe, perfino sugli sterrati dello spartitraffico di via dell’Arco di Travertino, le auto continuano a sostare a piacimento.

I parcheggi di scambio realizzati nella città consolidata non hanno mai avuto un grande successo. Questo dell’Arco di Travertino aveva, presumiamo, una sua giustificazione perché consentiva lo scambio a chi proveniva dalla direttrice dei Castelli romani percorrendo l’Appia oppure doveva favorire l’utenza proveniente dai quartieri limitrofi a una certa distanza dalla metropolitana.

Sta di fatto che a tutt’oggi risulta molto sottoutilizzato. Meno di un terzo. All’inaugurazione qualcuno aveva gioito dicendo che si era evitato il rischio di una nuova cattedrale nel deserto. In verità qui è il contrario: la cattedrale è deserta e il circondario è affollato di auto in sosta vietata, doppia sosta, sosta precaria ecc.

Bisognerà che le amministrazioni municipale e comunale provvedano a incrementare l’utilizzo della struttura di scambio prima che tutto, compreso l’incombente degrado, spinga a farne un garage per un altro centro commerciale da situare sopra la superficie di 3.500 uccidendone sul nascere qualsiasi utilizzo per servizi di pubblica utilità per il quartiere circostante e i quartieri limitrofi.

A questo scopo è necessaria una maggiore, più evidente e costante pubblicizzazione del servizio e i suoi costi modesti per gli utenti saltuari o addirittura nulli per gli abbonati metrebus. Poi occorre combattere spietatamente la sosta irregolare nelle strade limitrofe valutando a questo proposito anche l’istituzione delle strisce blu per i non residenti.

L’altra questione non secondaria da risolvere celermente è l’utilizzo dell’area pubblica soprastante il parcheggio che continua a rimanere malinconicamente deserta. “Esiste già – come informò a settembre la Presidente del Municipio Susi Fantino – un tavolo tecnico con gli assessori Caudo e Improta dove valuteremo l’utilizzo di procedure che rendano realizzabili gli obiettivi in tempi rapidi. Ovviamente verranno valutate tutte le istanze dei cittadini. Si tratta di un’opera importante ed è plausibile il coinvolgimento del privato”. E aggiunse: “ “Il municipio aveva proposto in un primo momento un progetto che prevedeva una biblioteca e spazi privati con alcune indicazioni che prevedevano anche una palestra. Successivamente si votò in Consiglio che in questo spazio ci fossero anche una biblioteca e una Asl. Ma in questo modo ci sarebbe il rischio di superare la metratura a disposizione. Per questo sarà importante la valutazione del tavolo tecnico. Inoltre sarà molto importante valutare il progetto di finanza e le sue modalità qualora non si abbiano a disposizione fondi pubblici. I tre servizi più urgenti penso siano biblioteca, Asl e palestra comunale. Anche se si deve valutare la fattibilità dell’istituzione della Asl con l’intervento del privato”.

Secondo il Comitato di Quartiere Arco di Travertino, che ha combattuto per anni affinché l’opera fosse compiuta celermente e che continua senza sosta la sua battaglia perché l’opera non cada nel degrado, “Stanno emergendo ipotesi di un utilizzo immediato e provvisorio degli spazi in attesa dell’emanazione del bando per la Piazza Coperta. Tutti sono d’accordo sulle proposte del Comitato (ASL, Ufficio postale, biblioteca multimediale o caffè letterario e info point turistico). Si spera che ci siano a breve i primi interventi”. La loro speranza è quella di tutti i cittadini del Municipio.