Archivi del mese: marzo 2014

“Il Sindaco Petroselli” arriva in VII Municipio

Dopo l’anteprima cittadina dello scorso 1 marzo all’Auditorium della Musica, il film Il sindaco Petroselli – un documentario di Andrea Rusich, che ricostruisce la figura di Luigi Petroselli, sindaco mai dimenticato di Roma dal 1979 al 1981 – verrà proiettato giovedi 20 marzo nel nostro municipio, nell’ambito dell’iniziativa “Il Sindaco Petroselli” realizzata nei quartieri di Roma, promossa dall’Assessorato allo Sviluppo delle Periferie, Infrastrutture e Manutenzione Urbana.

L’appuntamento è alle ore 18 nella Sala Rossa, al IV piano della sede di Piazza di Cinecittà 11.

 

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Stazione metro a San Giovanni: dalla C alla A si cambia passando per la strada

di Paolo Gelsomini /

Il film della metro C prosegue con continui colpi di scena e nessuno sa come andrà a finire nella migliore tradizione dei film d’azione.metro-A-chiusa-fermata-San-Giovanni A settembre non arrivavano i soldi dal Comune per pagare le imprese della società Metro C, poi non arrivavano i circa 400 milioni dal Governo che avrebbero assicurato la realizzazione dei 700 metri dal Colosseo a piazza Venezia, poi fu cambiata la posizione dello scambio a croce sui binari per permettere ai convogli di tornare indietro dopo San Giovanni, poi fu esternata l’intenzione da parte dell’Amministrazione comunale di azzerare i vertici di Roma Metropolitane che è la società interamente partecipata da Roma Capitale, ed infine l’ultima notizia bomba: all’intersezione tra la linea A e la linea C a San Giovanni, bisognerà uscire dalla stazione, passare nel traffico, attraversare semafori, aprire l’ombrello se piove, ridiscendere le scale mobili fino a sprofondare sulla banchina dell’altra metropolitana per proseguire il viaggio. Alzi la mano chi conosce un caso analogo in Europa o nel resto del mondo.

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Inaugurazione Biblioteca Popolare FRANCO IACHINI

Franco IachiniIl 15 marzo il comandante delle Brigate Garibaldi in Spagna, Gallo avrebbe compiuto 114 anni. Il circolo di Cinecittà Luigi Longo che ha l’onore di portare il suo nome, ha deciso di festeggiare in quel giorno l’anniversario con la presentazione del bel libro di Alessandro Hobel Luigi Longo Una vita partigiana(1900-1945) prefazione di Aldo Agosti. Carocci editore. Continua a leggere

CASA DELLE DONNE LUCHA Y SIESTA: IL COMPLEANNO, IL CORTEO E LA RETE TERRITORIALE.

donneOgni volta che entro nella casa delle donne Lucha y Siesta penso che sia uno spazio speciale, un’ isola inaspettata nel bel mezzo della Tuscolana, resa viva da donne dal cuore grande, coraggiose ribelli, fatte della stessa sostanza dei sogni.
E i nostri sogni, la nostra volontà di costruire giorno dopo giorno il mondo a cui aspiriamo,  ci hanno portato a vivere durante l’8 marzo un doppio appuntamento: il sesto compleanno di Lucha e il corteo cittadino della rete #IODECIDO. Continua a leggere

PROSEGUE LA VERTENZA DEI LAVORATORI DI CINECITTA’

Martedì 4 marzo si è svolta un’assemblea pubblica, presso la sala rossa dell’

ex X Municipio in piazza di Cinecittà 11, indetta da Cinecittà Bene Comune in

seguito ai 4 provvedimenti di licenziamento che hanno colpito i lavoratori di

Cinecittà Studios, a cui ne seguiranno altri 40 per il prossimo mese. La

proprietà non ha infatti rispettato gli accordi raggiunti 18 mesi fa con le

parti sociali e si appresta ad imprimere una nuova accelerazione rispetto all’

attuazione del piano di Abete che prevede, oltre ai licenziamenti, la

cementificazione all’interno dell’area degli studi di 450.000 mq per la

realizzazione di un hotel, delle boutique commerciali ed un parcheggio auto.

Allo stesso tempo Abete si rifiuta persino di pagare l’affitto,3 milioni di

euro, degli studi che sono di proprietà pubblica. L’intenzione della società è

infatti quella di trasformare radicalmente la mission aziendale abbandonando la

produzione culturale in favore dell’ intrattenimento. Rispetto ai 4

licenziamenti ed al tentativo di chiudere il laboratorio di sviluppo e stampa,

Massimo Corridori, lavoratore ed rsu, afferma che “ oltre alla necessità di

salvaguardare competenze ed abilità uniche, bisognerebbe valorizzare questo

laboratorio, in sinergia con la Cineteca nazionale ed il Centro Sperimentale di

Cinematografia, attraverso la creazione di un circuito di restauro della

pellicola che sappia tutelare, salvaguardare e rilanciare l’intero patrimonio

culturale del nostro paese che altrimenti andrebbe perso”. Il prossimo 13 marzo

ci sarà un incontro al Mibac per definire le prossime tappe di questo processo.

I lavoratori hanno annunciato che si mobiliteranno per fermare i licenziamenti

e bloccare la speculazione edilizia. Anche il Presidente del VII Municipio Susi

Fantino si è mostrata solidale con i lavoratori ed ha dichiarato che attuerà

ogni pressione possibile nei confronti dell’amministrazione comunale e

regionale affinché siano trovate delle soluzioni ragionevoli. La rete Cinecittà

Bene Comune oltre a prendere parte alla mobilitazione,  ha poi proposto la realizzazione di un Festival del cinema di

Cinecittà come occasione di dibattito e confronto ma soprattutto quale

strumento di rilancio dal basso delle potenzialità, non commerciali ma

culturali, racchiuse nel marchio Cinecittà.

 

Municipio VII, è nata la nuova Comunità Territoriale

 

Sono 25 i soggetti aderenti fra Comitati di quartiere, comitati di scopo e associazioni del territorio

 

di Aldo Pirone – 8 marzo 2014

 

Martedì 25 febbraio, con la nomina dei nuovi responsabili, è nata la nuova Comunità Territoriale del VII municipio. Dopo vari mesi di un processo di accorpamento e di reciproca conoscenza fra i comitati dell’ex X e dell’ex IX Municipio si è pervenuti alla nomina del coordinatore, del vicecoordinatore, del segretario e del tesoriere. A coordinatore è stato eletto Maurizio Battisti che lo era già della Comunità dell’ex X municipio. La sua nomina è apparsa quasi scontata sia sotto il profilo della continuità con la precedente esperienza sia per la dedizione che egli ha messo in questi mesi nel paziente lavoro di tessitura e di raccolta dei soggetti aderenti. A tutt’oggi ben 25. A vicecoordinatore è stata indicata Gloria Mazzamati del Cdq Tor Fiscale, la cassa (Tesoriere) sarà di competenza di Fabio Depino già vicecoordinatore e fondatore oltre dodici anni fa della Comunità Territoriale dell’ex X municipio. Il fardello di segretaria è stato affidato a Daniela Sorino del Comitato di Porta Asinaria (San Giovanni). Due uomini e due donne svolgeranno, nell’ambito del direttivo, i compiti organizzativi suaccennati.

Il “chi siamo” e il “per che cosa lo facciamo” della nuova Comunità sono ben rappresentati dai primi 3 articoli dello Statuto. Art. 1 “La Comunità Territoriale del VII municipio è un Organismo indipendente, democratico e apartitico. E’ costituita sulla base dell’apporto volontario dei Comitati di Quartiere, delle Associazioni e dei Cittadini del VII municipio di Roma”. Art. 2: “Solidarietà, partecipazione e pluralismo sono i valori sui quali si fonda la Comunità. Tali valori e i princìpi della Costituzione della Repubblica ispirano ogni azione della Comunità. La Comunità esprime le proprie posizioni mediante metodi non violenti, tolleranti e rispettosi delle opinioni altrui. Art.3: “La Comunità promuove iniziative indirizzate ad affermare la sostenibilità ambientale e sociale dei processi politici ed economici che interessano la città di Roma e il VII Municipio in particolare; coordina e sostiene le iniziative politiche, economiche, sociali, culturali e sportive proposte dai Comitati di Quartiere, dalle Associazioni e dai Cittadini del VII municipio volte a migliorare la qualità della vita; si impegna per l’attuazione del decentramento amministrativo, affinché le decisioni siano prese il più possibile dalle Istituzioni più vicine ai cittadini, cioè Comune e Municipio; esercita la propria capacità di pressione sulle Istituzioni per orientarne le decisioni nell’ambito di tali finalità”.

Manca il “chi ce lo fa fare”. Che però è sinteticamente spiegato nel sito comunitario romavii.altervista.org: “Ce lo fa fare – vi si dice – la passione civile e l’ispirazione democratica di ciascuno di noi. Ce lo fa fare l’urgenza dei problemi materiali e la consapevolezza di essere cittadini di una Repubblica democratica fondata non solo sul lavoro ma anche sulla partecipazione popolare. Princìpi fissati nella Costituzione che abbiamo assunto come stella polare del nostro agire quotidiano”.

Due sono le chiavi politiche della nuova Comunità: quella ambientalista ed ecologica per la sostenibilità dello sviluppo che assicuri una migliore qualità della vita dei cittadini; e la partecipazione democratica dei cittadini medesimi alle decisioni e alle progettazioni riguardanti le trasformazioni del territorio. Con queste due chiavi i “comunitari” del più popoloso Municipio di Roma si propongono di aprire le porte delle Istituzioni: municipali, comunali e regionali.

Non sarà facile. Finora il lavoro svolto dalla vecchia Comunità dell’ex X municipio, così come dei comitati dell’ex IX, se non è stato in grado di rovesciare l’andazzo speculativo degli ultimi lustri ha però contrastato le cose più vergognose portandole alla ribalta, facendole uscire dai meandri dei sottoscala partitici, denunciando usi ed abusi, stimolando e, a volte, costringendo i rappresentanti istituzionali, i volenti e anche i nolenti, a misurarsi in qualche modo con le loro proposte per risolvere i problemi dei cittadini: dalle politiche urbanistiche a quelle ambientali e culturali, dalla mobilità al verde, dai rifiuti al commercio.

L’iniziativa principale dei “comunitari” in questi mesi di insediamento della nuova amministrazione municipale è stata quella di chiedere audizioni alle commissioni municipali per esporre i problemi più urgenti del territorio all’intero arco della rappresentanza politico-istituzionale. Sulla mobilità è stato elaborato un ponderoso documento ricco di proposte particolareggiate a lungo, medio e breve termine. Ma tutti sentono che la fase di rodaggio delle nuove amministrazioni è finita da tempo. Ora i cittadini vogliono vedere atti e provvedimenti concreti che vadano decisamente verso la soluzione dei problemi del territorio e della cittadinanza. Che sono tantissimi. Non si pretende alcuna bacchetta magica. Le risorse sono poche. Ma proprio per questo vanno utilizzate con oculatezza. Le difficoltà di governare un Municipio così vasto, da San Giovanni a Vermicino, sono grandi. I poteri sono del tutto inadeguati per non dire effimeri. Ma proprio per questo occorre che gli amministratori considerino la partecipazione dei comitati e delle associazioni come una risorsa e non come un fastidio da evitare.

Centralità Romanina. Scarpellini torna alla carica.

Bocciato negli anni scorsi da cittadini ed ex Decimo municipio lo stravolgimento speculativo del progetto previsto dal PRG. Il maldestro tentativo di riesumarlo e rilanciarlo con “panem et circenses”

di Aldo Pirone – 4 marzo 2014

Tutti sanno, almeno quelli che seguono le battaglie urbanistiche contro la speculazione edilizia a Roma, quali inaccettabili contorni abbia assunto la cosiddetta “Centralità urbana metropolitana” di Romanina.

Se ne è parlato più volte in TV, su Report di Milena Gabanelli il 5 maggio del 2008, sui giornali e, ultimamente, anche sui libri. Ultimo quello di Francesco Erbani Roma, il tramonto della città pubblica. E infine, ma non per ultimo, se n’è parlato in innumerevoli articoli su questo giornale.

Della faccenda inoltre, un vero e proprio caso di scuola della speculazione fondiaria, ne hanno discusso approfonditamente cittadini, associazioni e comitati di quartiere dell’ex X municipio durante tutto il 2012 quando la Giunta comunale guidata da Alemanno presentò un “cosiddetto accordo di programma” che stravolgeva completamente il già discutibile, molto discutibile, progetto previsto dal PRG. Ma ricordiamo agli immemori, o ai finti tali, che cosa dicevano i numeri del “progetto Scarpellini” elaborato dall’archistar Manuel Salgado.

La densificazione delle cubature passava dal 1.130.000 mc. previsto dal PRG a 1.920.000. Il rapporto fra cubature fissato in 60% pubbliche, 20% private, 20% flessibile, passava a 5% pubbliche e 95% private. L’abitativo passava da 225.878 a 1.290.000 mc. Venivano praticamente azzerate le funzioni direzionali pubbliche che dovrebbero costituire il cuore della centralità urbana metropolitana nonché il cosiddetto “magnete” riqualificativo della periferia circostante, a favore di circa 4.000 appartamenti in palazzoni di 8 piani di altezza per 160 metri di lunghezza, interpuntati da tre torri alte 64 metri. Il tutto alle pendici dei Castelli romani sotto Frascati. In mezzo a tanta abbondanza di residenziale Alemanno-Corsini, o meglio Scarpellini, avevano trovato spazio anche per la beneficenza: 48.000 metri cubi di non meglio precisata tipologia “abitativa collettiva” per 400 abitanti dei complessivi 10.700 nuovi residenti. Uno stravolgimento insostenibile e indifendibile anche per i costi. Risibili i 364 milioni circa fra oneri e contributo straordinario dell’imprenditore, quasi tutti assorbiti dalle opere primarie dentro la sua centralità, mentre tutto il resto, compresa la preliminare questione dell’infrastrutturazione del trasporto su ferro (allungamento della metro A leggera o pesante che fosse), rimaneva a carico per il 90% del Comune e cioè dei cittadini tutti. A spanne, complessivamente, fra i 5 e i 600 milioni.

La discussione su simile obbrobrio, di cui sono ancora reperibili gli audiovideo sul sito del Dipartimento comunale alla Programmazione e attuazione urbanistica, si concluse con un’assemblea partecipativa pubblica, il 18 dicembre 2012, che però, avendo i cittadini rigettato completamente la proposta alemanniana e corsiniana, non è mai apparsa sul sito web comunale e tanto meno, per ciò che riguarda i suoi esiti, nelle cosiddette premesse in narrativa nella delibera comunale. Si diceva che la consultazione era avvenuta ma non se ne diceva l’esito. A imperitura vergogna degli estensori di quell’atto.

Anche nell’istituzione Municipale, parliamo dell’ex Decimo municipio, se ne è discusso più volte a da diverse angolazioni. La questione di Romanina è stata anche oggetto di strumentalizzazioni interne al PD, di feroci scontri di correnti a suon di manifesti apocrifi, e fu perfino connessa a “leggerezze” compromissorie e pesanti cadute di stile dell’allora Presidente Medici per una casa acquistata dalla sua compagna, nei pressi di piazza Cavour, dalla società “Milano 90” dell’immobiliarista Sergio Scarpellini, che poi è il proprietario dell’area della Centralità. Malgrado lo sconcerto e il comprensibile trambusto il Municipio giunse il 21 dicembre 2012 a respingere all’unanimità (maggioranza di centrosinistra e minoranza di centrodestra) la famigerata delibera che poi morì ingloriosamente per strada senza giungere al voto nell’assemblea capitolina; per la dura opposizione dei comitati e l’ostruzionismo di alcuni benemeriti consiglieri comunali nonché per le resistenze interne al centrodestra.

Nel frattempo la “battaglia di Romanina” era stata oggetto di innumerevoli assemblee promosse sul territorio da diverse forze politiche, dalla Comunità Territoriale, dalla Rete di associazioni raccolte in “Cinecittà bene comune” e di squillanti manifesti contrari alla grande abbuffata speculatrice di varie forze politiche: dal PD a Rifondazione comunista a Sel all’IDV. Insomma un crescendo rossiniano, ma non generalizzato. Perché gli interessi speculativi ebbero anche i loro sostenitori. Il più ragguardevole fra tutti quello dell’ineffabile Luciano Ciocchetti, allora UDC, vicepresidente della Regione Lazio nella giunta Polverini. “Lucianone” venne sul territorio a perorare la causa del “metro leggero”, vero e proprio cavallo di Troia della speculazione scarpelliniana, prima di essere travolto e scomparire – almeno per ora, perché a volte ritornano – nel gorgo della debacle scandalistica di “Renatina gnè gnè”. Di conserva con il suo rappresentante municipale Matturro, s’inventò all’uopo anche un questionario distribuito al popolo basato sulla scontata domanda così riassumibile: “Oste è bono er vino?”. Per puro dovere di cronaca dobbiamo aggiungere che alla crociata pro cubature parteciparono attivamente anche alcuni consiglieri municipali e, ambiguamente, lo stesso assessore all’urbanistica del defunto Decimo municipio.

Le ultime notizie su Romanina centralità sono state le assicurazioni del sindaco Marino, appena eletto, e dell’assessore all’urbanistica Caudo: il progetto del PRG rimane intonso e quello di Alemanno-Scarpellini non lo prendiamo nemmeno in considerazione. Punto.

Oggi dobbiamo registrare, senza stupirci granché, il movimento sussultorio e agitatorio del simpatico “sor Sergio” che tenta di rilanciare sul territorio, dopo lo scarso successo istituzionale malgrado i finanziamenti accordati un po’ a tutti i partiti, i suoi interessi speculativi cercando di accattivarsi un qualche favore popolare. Prima è stato ospite dell’”Associazione Enrico Berlinguer” dove, dopo un acceso confronto con chi scrive, acceso da parte sua per la verità, è tornato a ripresentare in solitaria il suo progetto approfittando della oltremodo generosa, e a questo punto anche un po’ strana, ospitalità di quel genius loci. Ora, potendoselo permettere, ha tappezzato i muri del quartiere di Cinecittà invitando alle sue Officine Marconi, in occasione dell’8 marzo festa della donna, i cittadini ad una kermesse musical-mangereccia dove, ovviamente, ripresenterà al popolo i suoi interessi immobiliari, tramite slides accattivanti, spacciati come benefici per il territorio e per l’occupazione. Non siamo al panem et circenses di romana memoria, ma quasi. Nulla da eccepire per carità. L’immobiliarista cerca di fare e promuovere i suoi interessi.

In fondo quelli di offrire spettacoli e porchetta sono metodi più casarecci. Ci ricordano l’esilarante Aldo Fabrizi di “C’eravamo tanto amati”. E sicuramente meno costosi dei finanziamenti ai politici compiacenti. E nella nostra città gli interessi del “sor Sergio” – che nella sua grande generosità un aiuto, anche lavorativo, non lo nega a nessuno – sono più che ragguardevoli come ci dicono le recenti cronache dei giornali. Come al solito è la politica che non garantisce di saper resistere a simili sirene in nome della doverosa difesa degli interessi pubblici. Perché la bomba cementificatoria di Romanina, se dovesse esplodere, sarebbe la collettività a pagarla sotto molteplici aspetti e subendone altrettanti molteplici e deleteri effetti.

L’8 marzo, come sanno le donne, è sempre stata una giornata di lotta prima che di festa. Lotta per promuovere i propri diritti contro lo sfruttamento, lotta contro la violenza e il femminicidio in difesa della propria dignità e del proprio corpo. A noi piacerebbe che fosse anche una giornata di lotta contro lo stupro. Lo stupro del territorio. E se deve essere festa che non sia la “festa” a quel che resta del bel corpo della Romanina disteso sull’erba sotto Frascati.

Un corteo e un concorso letterario hanno ricordato Roberto Scialabba

Per non dimenticare Roberto ScialabbaAnche quest’anno Roberto Scialabba giovane di Cinecittà assassinato da mano
fascista il 28 Febbraio 1978 è stato ricordato con la realizzazione di un
murales in via Calpurnio Fiamma, con un corteo che ha sfilato per le vie del quartiere e una commemorazione celebrata in Piazza Don Bosco dove avvenne l’agguato. Continua a leggere

Anche il VII Municipio boccia il Piano A.d.R. per l’aeroporto di Ciampino

ciampinoLa risoluzione, in continuità con le deliberazioni dell’ex X Municipio, è stata votata all’unanimità. Sono 15 mila i residenti colpiti da inquinamento acustico e atmosferico prodotto dal traffico aereo in atterraggio e decollo dall’aeroporto “G.B. Pastine”

di Aldo Pirone – 25 febbraio 2014

Dopo i Comuni di Ciampino e Marino e la commissione ambiente di Roma capitale anche il VII Municipio ha approvato il 21 febbraio 2014 all’unanimità una risoluzione di rigetto del cosiddetto “Piano del contenimento e dell’abbattimento del rumore” dell’aeroporto G. Pastine di Ciampino elaborato da Aeroporti di Roma S.p.A. (A.d.R.). Nei prossimi giorni anche l’assemblea capitolina dovrebbe assumere lo stesso orientamento.

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Romanina 167. Una densificazione da cancellare.

Il coordinatore della Comunità Territoriale del VII Municipio Maurizio Battisti si dice sconcertato e contrariato dall’annuncio riportato dall’Agenzia ANSA, in cui l’assessore all’urbanistica Giovanni Caudo annuncia l’approvazione di una delibera di Giunta che dà il via ad una “variante urbanistica” per la densificazione di dieci piani di zona sui venti che la giunta Alemanno a suo tempo aveva previsto. Una di queste densificazioni riguarda la 167 di Romanina, al margine della famigerata centralità urbana metropolitana. Trattasi di 355 alloggi per ulteriori 1.100 abitanti, in un territorio già devastato e stressato da un’espansione urbanistica a sud-est di Roma senza senso, senza qualità e servizi adeguati.

“La Comunità Territoriale – ricorda Battisti – già all’epoca denunciò la sua contrarietà a questa ulteriore cementificazione di quella porzione del territorio quasi sotto le pendici di Frascati e dei Castelli romani. Così come espresse parere contrario l’allora X Municipio. All’unanimità della maggioranza di governo di centrosinistra e opposizione di centrodestra”.

“La contrarietà dei cittadini partecipanti, anche qui all’unanimità, fu certificata dai funzionari comunali,  in un’assemblea convocata in Municipio dal Comune di Roma a norma della 37/06, ma di cui, evidentemente, si è persa la memoria nell’amministrazione capitolina. Ci saremmo aspettati – prosegue Battisti – che il nuovo assessore avesse interpellato il territorio prima di procedere a concedere nuove edificazioni in una zona assai delicata che lui conosce benissimo. Avrebbe così scoperto che, mentre dei venti piani di densificazione presentati da Alemanno nel 2011 è irricevibile quello di Romanina, c’era invece quello di Osteria del Curato che poteva essere approfondito e discusso”.

“Non sappiamo inoltre se il Municipio VII è stato, come lo fu l’ex X, interpellato a proposito di questa nuova deliberazione. Sappiamo solo che la commissione urbanistica municipale è in attesa di conoscerla. Comunque, crediamo doveroso che sia il Consiglio municipale che la giunta che la Presidente Fantino tengano conto, in continuità con i deliberati del X Municipio (deliberazione n. 18 e ordine del giorno collegato n. 7 del 23.6.2011), della contrarietà a questa variante, chiedendone la soppressione. Saremmo anche molto cauti – dice infine il coordinatore della Comunità Territoriale – a parlare di alloggi sociali, visti i prezzi a cui vengono vendute le case in 167.”