Municipio VII, è nata la nuova Comunità Territoriale

 

Sono 25 i soggetti aderenti fra Comitati di quartiere, comitati di scopo e associazioni del territorio

 

di Aldo Pirone – 8 marzo 2014

 

Martedì 25 febbraio, con la nomina dei nuovi responsabili, è nata la nuova Comunità Territoriale del VII municipio. Dopo vari mesi di un processo di accorpamento e di reciproca conoscenza fra i comitati dell’ex X e dell’ex IX Municipio si è pervenuti alla nomina del coordinatore, del vicecoordinatore, del segretario e del tesoriere. A coordinatore è stato eletto Maurizio Battisti che lo era già della Comunità dell’ex X municipio. La sua nomina è apparsa quasi scontata sia sotto il profilo della continuità con la precedente esperienza sia per la dedizione che egli ha messo in questi mesi nel paziente lavoro di tessitura e di raccolta dei soggetti aderenti. A tutt’oggi ben 25. A vicecoordinatore è stata indicata Gloria Mazzamati del Cdq Tor Fiscale, la cassa (Tesoriere) sarà di competenza di Fabio Depino già vicecoordinatore e fondatore oltre dodici anni fa della Comunità Territoriale dell’ex X municipio. Il fardello di segretaria è stato affidato a Daniela Sorino del Comitato di Porta Asinaria (San Giovanni). Due uomini e due donne svolgeranno, nell’ambito del direttivo, i compiti organizzativi suaccennati.

Il “chi siamo” e il “per che cosa lo facciamo” della nuova Comunità sono ben rappresentati dai primi 3 articoli dello Statuto. Art. 1 “La Comunità Territoriale del VII municipio è un Organismo indipendente, democratico e apartitico. E’ costituita sulla base dell’apporto volontario dei Comitati di Quartiere, delle Associazioni e dei Cittadini del VII municipio di Roma”. Art. 2: “Solidarietà, partecipazione e pluralismo sono i valori sui quali si fonda la Comunità. Tali valori e i princìpi della Costituzione della Repubblica ispirano ogni azione della Comunità. La Comunità esprime le proprie posizioni mediante metodi non violenti, tolleranti e rispettosi delle opinioni altrui. Art.3: “La Comunità promuove iniziative indirizzate ad affermare la sostenibilità ambientale e sociale dei processi politici ed economici che interessano la città di Roma e il VII Municipio in particolare; coordina e sostiene le iniziative politiche, economiche, sociali, culturali e sportive proposte dai Comitati di Quartiere, dalle Associazioni e dai Cittadini del VII municipio volte a migliorare la qualità della vita; si impegna per l’attuazione del decentramento amministrativo, affinché le decisioni siano prese il più possibile dalle Istituzioni più vicine ai cittadini, cioè Comune e Municipio; esercita la propria capacità di pressione sulle Istituzioni per orientarne le decisioni nell’ambito di tali finalità”.

Manca il “chi ce lo fa fare”. Che però è sinteticamente spiegato nel sito comunitario romavii.altervista.org: “Ce lo fa fare – vi si dice – la passione civile e l’ispirazione democratica di ciascuno di noi. Ce lo fa fare l’urgenza dei problemi materiali e la consapevolezza di essere cittadini di una Repubblica democratica fondata non solo sul lavoro ma anche sulla partecipazione popolare. Princìpi fissati nella Costituzione che abbiamo assunto come stella polare del nostro agire quotidiano”.

Due sono le chiavi politiche della nuova Comunità: quella ambientalista ed ecologica per la sostenibilità dello sviluppo che assicuri una migliore qualità della vita dei cittadini; e la partecipazione democratica dei cittadini medesimi alle decisioni e alle progettazioni riguardanti le trasformazioni del territorio. Con queste due chiavi i “comunitari” del più popoloso Municipio di Roma si propongono di aprire le porte delle Istituzioni: municipali, comunali e regionali.

Non sarà facile. Finora il lavoro svolto dalla vecchia Comunità dell’ex X municipio, così come dei comitati dell’ex IX, se non è stato in grado di rovesciare l’andazzo speculativo degli ultimi lustri ha però contrastato le cose più vergognose portandole alla ribalta, facendole uscire dai meandri dei sottoscala partitici, denunciando usi ed abusi, stimolando e, a volte, costringendo i rappresentanti istituzionali, i volenti e anche i nolenti, a misurarsi in qualche modo con le loro proposte per risolvere i problemi dei cittadini: dalle politiche urbanistiche a quelle ambientali e culturali, dalla mobilità al verde, dai rifiuti al commercio.

L’iniziativa principale dei “comunitari” in questi mesi di insediamento della nuova amministrazione municipale è stata quella di chiedere audizioni alle commissioni municipali per esporre i problemi più urgenti del territorio all’intero arco della rappresentanza politico-istituzionale. Sulla mobilità è stato elaborato un ponderoso documento ricco di proposte particolareggiate a lungo, medio e breve termine. Ma tutti sentono che la fase di rodaggio delle nuove amministrazioni è finita da tempo. Ora i cittadini vogliono vedere atti e provvedimenti concreti che vadano decisamente verso la soluzione dei problemi del territorio e della cittadinanza. Che sono tantissimi. Non si pretende alcuna bacchetta magica. Le risorse sono poche. Ma proprio per questo vanno utilizzate con oculatezza. Le difficoltà di governare un Municipio così vasto, da San Giovanni a Vermicino, sono grandi. I poteri sono del tutto inadeguati per non dire effimeri. Ma proprio per questo occorre che gli amministratori considerino la partecipazione dei comitati e delle associazioni come una risorsa e non come un fastidio da evitare.

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