Archivi del mese: aprile 2014

IL PROGETTO MURO INCONTRA IL SINDACO MARINO IN OCCASIONE DELLE CELEBRAZIONI PER Q44

marino_visita_QuadraroLunedì 28 aprile il Sindaco di Roma Ignazio Marino si è recato in visita nel quartiere Quadraro per celebrare l’anniversario del rastrellamento del Quadraro avvenuto nel 44. Il Sindaco ha deposto una corona di fiori davanti al monumento in onore ai caduti della violenza e disumanità nazi-fascista e ha ripercorso le strade del quartiere attraverso le opere del progetto MURo, Museo di Urban Art di Roma, ideato e realizzato dall’artista e curatore Davide Vecchiato a partire dal 2010.

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3° EDIZIONE DEL 1° MAGGIO A CHILOMETRI 0 A CINECITTA’ EST

“siamo solidali con chi il lavoro ce l’ha, con chi l’ha perso, con chi ha un contratto di solidarietà, con chi è sotto cassa integrazione con chi è precario, con chi è andato in pensione o la pensione forse la vedrà, con i giovani del nostro quartiere che guardano al futuro aspettando il lavoro”

ciSiamo ormai giunti alla terza edizione della festa del ” 1° Maggio a Km 0″ promossa dalla Retecinest nel quartiere di Cinecittà Est.

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“RI-VEDIAMOCI AL QUADRARO” LA SALITA INCONTRA IL REGISTA DEL FILM “QUALCHE NUVOLA” SAVERIO DI BIAGIO ALL’ OFFICINA CULTURALE DI VIA LIBERA

Prosegue la rassegna cinematografica promossa dal giornale per il diritto all’abitare del VII Municipio “La Salita del Quadraro”.

In questa terza tappa di “Ri-Vediamoci al Quadraro” abbiamo avuto non solo l’occasione di intervistare i protgonisti dell’Officina Culturale di Via Libera situata in via dei, una realtà che da più di dieci anni è impegnata in attività sociali e ricreative nel quartiere e che ha ospitato l’iniziativa, ma anche il regista del film “Qualche nuvola”, Saverio di Biagio.

Al perchè avesse scelto prorio l’Ina casa Quadraro come set del suo film, l’autore ha risposto che “con questa scelta si è voluto valorizzare i luoghi periferici e difficili della città, spesso  interpretati dal cinema italiano come momenti di degrado e disperazione ma che per me hanno rappresentato luoghi ricchi di vitalità ed umanità”.

Loris Antonelli, attualmente assessore alla scuola del VII Municipio ed operatore sociale dell’Officina Culturale di via Libera, ha ribadito le numerose attività e laboratori proposti al territorio evidenziando come dal 2008 le attività si sono rivolte a tutti i cittadini del quartiere di ogni età mentre negli anni precedenti il servizio era concentrato principalmente verso gli adolescenti.

Al termine della proiezione gli spettattori numerosi hanno potuto rivolgere domande e curiosità al regista che ha risposto con energia e passione.

La Salita del Quadraro invita tutti i lettori a partecipare all’ultima tappa della rassegna “Ri-Vediamoci al Quadraro” che si terrà domenica 4 maggio alle ore 19.30 presso il “Rudere” di via Sagunto, con la proiezione del film “Storia d’amore” di Francesco Maselli.

Intervista al regista del film “Qualche Nuola” Saverio Di Biagio    https://www.youtube.com/watch?v=eUJr_ifgZQQ

Intervista all’operatore sociale Loris Antonelli  https://www.youtube.com/watch?v=ghMhfj178Fs

 

SCATTANO I SIGILLI PER LO STORICO CENTRO SOCIALE CORTO CIRCUITO – L’ANIMA PULSANTE DEL QUARTIERE LAMARO ANCORA UNA VOLTA IMPEGNATO IN UNA LOTTA CONTRO L’INGIUSTIZIA E LA FALSITA’

Il 18 Aprile il centro sociale ha incontrato il Vice- Sindaco Luigi Nieri per un confronto serrato con l’amministrazione.

Il centro sociale Corto Circuito dal 1990 opera nel quartiere Lamaro a Cinecittà e da sempre rappresenta un luogo di aggregazione e residenza di innumerevoli attività sociali e culturali fondamentali per i residenti del quartiere. In particolare la palestra popolare, che è stata realizzata all’interno dell’area, ha raggiunto negli anni livelli sportivi ammirabili. Frequentato da centinaia di persone, è riconosciuto come una delle realtà più dinamiche del territorio dal punto di vista dell’attività politica.

La campagna per la ricostruzione del centro sociale e i sigilli

Il corto circuito, sorto nei locali da anni abbandonati del Comune di Roma in via Filippo Serafini 57, ora è oggetto di un pretestuoso attacco da parte della magistratura anche se non ci vuole molto a capire che l’offensiva è politica e di parte.  Di fatto venerdì 7 marzo, alle 7 del mattino, un gruppo di circa una quindicina di vigili urbani accompagnati da alcuni agenti in borghese della Digos, si sono introdotti senza nessun preavviso all’interno del centro sociale per apporre i sigilli all’osteria popolare su richiesta di un noto PM più volte protagonista di accuse che poi si sono rivelate false nei confronti delle realtà del movimento romano. Il reato lascia perplessi e  fa indignare , trattasi di un abuso edilizio di un muretto di contenimento del forno dell’osteria di circa un metro e di un tendone di plastica amovibile ma ampio una decina di metri quadrati. Ciò che ci deve far riflettere è la rapidità di esecuzione della magistratura e degli organi competenti compreso l’ufficio tecnico che ha gli armadi pieni di esposti  datati da mesi e con ben più gravi abusi anche per entità. Gli inquirenti si apprestano ad intervenire invece con estrema fermezza e rapidità addirittura imponendo il blocco immediato delle attività al centro sociale per molto poco. Non possiamo tralasciare la tipologia e le cause dell’abuso che viene attribuito agli attivisti: un forno peraltro già esistente semplicemente spostato per dare continuità al servizio di ristorazione, qualche tempo dopo che un incendio accidentale ha distrutto un intero padiglione di circa 400 metri quadri all’interno dell’area del centro sociale. L’altro abuso, Il tendone, montato proprio per permettere la continuazione di una parte delle attività  irrinunciabili per moltissimi giovani del quartiere che si svolgevano nei locali andati distrutti lo scorso luglio. Questo attacco si aggiunge alle pretestuose richieste del Comune di Roma di far pagare 500 mila euro di arretrati agli occupanti della struttura in un periodo caratterizzato fra l’altro da una intensa campagna di autofinanziamento per la ricostruzione del padiglione andato distrutto dall’incendio.

La storia del Corto Circuito

Infatti come da sempre il Corto circuito è una realtà autogestita che per le sue preziose  attività offerte al territorio non ha mai gravato sulle tasche dei contribuenti o sulle casse del Comune. Anche la ricostruzione sarà frutto dell’autorganizzazione e dell’ iniziativa indipendente da chi da 25 anni lo gestisce gratuitamente. Ci chiediamo perchè tanto accanimento? Qualcuno dovrebbe ricordare che nel 91 un altro incendio distrusse un padiglione del Corto Circuito. Quella volta le fiamme furono dolose con tanto di rivendicazione di matrice fascista e si trattò di un attentato, dove perse la vita il giovane di 21 anni Auro Bruni per il quale non fu mai trovato un colpevole e le indagini degli inquirenti si fermarono straordinariamente quasi subito. Oggi , con la scusa di un altro incendio qualcuno vuole ritornare alla carica cercando di chiudere un luogo che negli anni si è fatto sentire sulle piazze di tutta Italia in tante mobilitazioni, promuovendo molteplici percorsi di movimento sempre in difesa dei diritti e della giustizia sociale e avviando laboratori politici innovativi sul piano della comunicazione e delle pratiche del conflitto. Un esperienza politica molto avanzata che tra l’altro si caratterizzo’ per una stagione di incursione istituzionale, ora mai terminata, riuscendo a far eleggere  fra i banchi del Comune di Roma, consiglieri “corsari” come Nunzio D’Erme , famoso per aver portato il letame sotto casa di Berlusconi quando era capo del Governo e Andrea Alzetta detto Tarzan, il consigliere dei senza casa.

L’assemblea con il vice-sindaco Luigi Nieri

Il 18 aprile abbiamo assistito ad un’assemblea affollatissima con più di 300 partecipanti che si è svolta all’interno del centro nel quale ha preso la parola anche il vice Sindaco di Roma Luigi Nieri e alla quale hanno partecipato altre figure istituzionali tra le quali il Presidente del Municipio VII Susy Fantino, l’assessore municipale Daniela De Lillo e la Presidente della commissione servizi sociali della Capitale Erica Battaglia. Sono intervenuti numerosi rappresentati di diversi centri sociali della città come il Teatro Valle, L’angelo Mai di recente alle prese con problemi simili, Acrobax, Esc, Strike, il 32 , Spartaco, Sans Papier, SCUP e molti altri. Anche questi interventi hanno ribadito la necessità di non criminalizzare l’autogestione che a Roma conta più di 40 occupazioni tra centri sociali, teatri e cinema recuperati all’abbandono, avvalorando la grande ricchezza di cui queste realtà sono fornitrici non solo in termini di sostituzione di servizi per i giovani a cui dovrebbe far fronte l’istituzione pubblica garantendo i livelli di accessibilità ma anche per la capacità che hanno avuto nel tempo di proporre nuovi modelli di socialità e di proposte di cultura contemporanea, fino ad una nuova idea stessa di città in contrapposizione ai profitti, la rendita finanziaria e alla speculazione edilizia.

A latere della lunga assemblea abbiamo incontrato Franco esponente del centro sociale Corto Circuito che ha esposto alcune riflessioni sull’assemblea “Nell’incontro abbiamo voluto ribadire al vicesindaco e all’amministrazione della città che i centri sociali svolgono a Roma un ruolo fondamentale, offrendo non solo spazi per la socialità, ma anche servizi quali accesso alla cultura, allo sport e all’istruzione che dovrebbero essere erogati dal comune che invece (illegalmente) non adempie.  Che tutto questo avviene in stabili abbandonati, spesso da anni,  lasciati al degrado (altra grave negligenza istituzionale)  che sono stati restituiti alla cittadinanza e resi agibili e decorosi dal lavoro di chi li ha occupati  e che quindi non dobbiamo alcunché al comune di Roma, ma piuttosto riteniamo di essere in credito”. Ha aggiunto sul caso specifico del centro sociale di cui fa parte  “Abbiamo voluto ricordare che la mancanza di autorizzazioni delle attività è ovvia dato che si svolgono in spazi occupati e che proprio l’estraneità ai meccanismi burocratici  ha fatto si che queste fossero accessibili  ad un maggior numero di persone, ovvero quelle che non trovano alcuna risposta dalle istituzioni e che sono, purtroppo, un numero sempre più grande”. Sull’intervento del Vice sindaco Luigi  Nieri, fra l’altro colpito sulla stampa ufficiale per aver incontrato coraggiosamente e in controtendenza alle istanze istituzionali in maniera pubblica, alcuni esponenti dei movimenti di lotta per la casa e per essersi interessato a questo tema sentito nella città soprattutto dal mondo giovanile che a migliaia frequenta quotidianamente i centri sociali , Franco ci spiega “sebbene il vicesindaco si sia dimostrato solidale e non ostile alle nostre posizioni non possiamo ritenerci soddisfatti come centri sociali, sia perché le soluzioni per le diverse criticità presenti nella città sono lungi dal venire, sia perché le azioni scellerate della magistratura contro gli spazi occupati e le occupazioni abitative continuano, come riportato dalla cronaca di questi giorni” . La parola di Nieri che abbiamo raccolto durante l’assemblea ci sembra debole ma sincera “sono disponibile al dialogo continuo ma non nascondo le difficoltà che questa amministrazione prova di fronte a questa come ad altre situazioni in cui viene chiamata ad intervenire con urgenza e risolutezza”. Il vice Sindaco ha poi aggiunto di essere disponibile ad aprire un confronto coi centri a partire dal Corto Circuito per verificare una possibile soluzione in termini di delibere e atti da produrre in sede istituzionale, ma a questo sembra che i centri contrappongano una problematicità politica più profonda e legata alla fase storica che colpisce le forme della democrazia e del pubblico, favorendo i privati e la svendita del patrimonio statale per risanare una crisi che nasce altrove. La politica quindi sembra essere ancora una volta insufficiente e non basterà una semplice delibera o tavolo di confronto per uscire da questa situazione che coincide con tante altre come la lotta per il diritto alla casa che si è manifestata in questi giorni, al problema dei licenziamenti, delle privatizzazioni e dei tagli ai servizi pubblici. Nel frattempo L’attacco è ancora in corso e i poteri forti della città di Roma non possono certo essere considerati estranei ad esso, basti pensare,  ad esempio,  alla campagna diffamatoria messa in atto contro i movimenti da “il messaggero” quotidiano controllato dal noto costruttore/saccheggiatore romano Francesco Gaetano Caltagirone.

 

“Ri-Vediamoci al Quadraro” – LA CASA DELLE DONNE DI LUCHA Y SIESTA INCONTRA LA SALITA DEL QUADRARO

Martedì 15 aprile la Salita del Quadraro è stata ospite della casa delle donne di Lucha y Siesta con l’iniziativa “Ri-Vediamoci al Quadraro”, una serie di film che hanno avuto come set principale proprio il quartiere dell’Ina Casa Quadraro. E’ stato proiettato il film “Mamma Roma”, di Pier Paolo Pasolini con Anna Magnani, e sono state effettuate una serie di interviste per raccontare le attività che si svolgono nello spazio della casa delle donne. Roberta ha ribadito l’importanza dello sportello di ascolto e accoglienza contro la violenza sulle donne,  che è stato il primo servizio aperto al territorio. Lo sportello si occupa di varie problematiche non solo legate alla violenza fisica ma anche psicologica, economica e sociale. Il tentativo è quello di trovare delle soluzioni concrete a partire dalla creazione di una relazione stretta fra le varie associazioni e le istituzioni competenti in modo tale da indicare un percorso di confronto e riabilitazione per le donne in difficoltà. Rachele ci ha invece raccontato le attività svolte e quelle in programma. Nel mese di marzo è andata in scena l’iniziativa “Me and You and Everyone We Know”, un rassegna di spettacoli teatrali, film, presentazione di libri, mostre e spettacoli dal vivo che hanno avuto come filo conduttore le tematiche di genere. A breve inizierà il cineforum estivo ogni martedì, completamente gratuito e partecipato dagli abitanti del quartiere che scelgono in prima persona attraverso dei sondaggi i film da proiettare. Pe questa estate è in programmazione un festival itinerante, con la collaborazione del circolo Mario Mieli e del centro giovanile Batti il tuo tempo, che tratterà le tematiche della sessualità, con particolare attenzione verso i giovani, come la decostruzione del genere e degli stereotipi, la prevenzione, i ruoli di genere. In ultimo abbiamo incontrato Margherita che ci ha condotto nel laboratorio di sartoria Lys recycle, attivo ormai da tre anni. Il laboratorio offre formazione professionale e corsi di formazione. Vengono effettuate riparazioni e abiti su misura oltre alla linea di vestiti completamente realizzati attraverso il riuso ed il riciclo dei materiali. Aperta tutti i giorni con orario continuato dalle 9 alle 19.30, la sartoria partecipa ai mercati contadini e dell’artigiano fra cui quello che si svolge all’interno della casa delle donne ogni terza domenica del mese. Questa attività è riuscita a creare anche del reddito per tre lavoratrici in difficoltà.

video-intervista a Roberta

video-intervista a Rachele

video- intervista a Margherita 

LUCHA Y SIESTA

 

Caudo sotto assedio. Tornano a ruggire i “palazzinari” con sostegni politici bipartisan

Gli scontri aperti fra l’assessore all’Urbanistica e i “poteri forti” del cemento. La contraddizione fra le previsioni del PRG e la “rigenerazione urbana”. Il tentativo di ripescare le delibere di Alemanno. Quel che potrebbe accadere nella centralità di Romanina.

di Aldo Pirone – 10 aprile 2014/

Pare che dentro al PD romano fra le tante baruffe in corso una, certamente la più importante, riguardi la politica urbanistica. Lo scontro investe l’assessore all’Urbanistica Caudo che continua a non essere simpatico ai costruttori e ai politici di destra e di sinistra che ne fanno le veci dentro l’assemblea di Roma Capitale.

Nei giorni scorsi di questo complesso cementizio-finanziario si sono fatti portatori i soliti house organ della carta stampata, “Il Messaggero” del tycoon Caltagirone e “Il Tempo” del patron Bonifaci, con articoli che oltre a rappresentare il forte malumore dei loro padroni invitavano esplicitamente a dare il benservito al povero assessore-professore non prono ai loro desiderata.

Da parte sua l’assessore Caudo cerca di portare avanti la sua ardita scommessa strategica: non consumare suolo attraverso la cosiddetta “rigenerazione urbana”. In sostanza si tratta, se non intendemmo male le sue intenzioni fin dall’inizio, di piegare le previsioni cubatorie del PRG costringendole ad allocarsi là dove c’è già la città consolidata o da ristrutturare con i suoi servizi se non proprio adeguati almeno non inesistenti. Ma questa strategia basata sul non toccare le previsioni edificatorie del PRG, se non in aumento ovviamente come sta già succedendo con l’adozione delle varianti sulla densificazione dei Piani di zona 167, alla prova dei fatti non regge e rischia di essere travolta. Per cui sull’assessore incombe il pericolo ogni giorno di essere stritolato, stretto com’è fra le pressioni sempre più perentorie dei costruttori e questa contraddizione fra le sue buone intenzioni e la dura realtà dei fatti previsti da un PRG veltroniano redatto sulla base neoliberista della sovranità assoluta del mercato.

L’avvento di Marino in Campidoglio, con il suo approccio un po’ marziano, all’inizio ha certamente scombussolato i “poteri forti” di questa città aprendo qualche varco e accendendo non poche speranze. Ma la sensazione in questi primi mesi di governo è che la cosiddetta “luna di miele” con la cittadinanza, se mai c’è stata, è ormai tramontata. E ciò anche per il peso di un’eredità finanziaria disastrosa unita alle diverse gaffe di una non brillante performance su varie questioni: dal governo delle Municipalizzate ai disastri annunciati dal maltempo, che oltre agli allagamenti hanno ridotto le strade a tanti campi da golf, nonché a quello incombente dei rifiuti. E tramontata da tempo. E che i varchi aperti vanno chiudendosi sotto la ferrea regola dei rapporti di forza. “Se fur cacciati, ei tornar d’ogni parte”, e oggi, i “poteri forti” della speculazione, chiedono la loro shakespeariana libra, si fa per dire, di cemento.

Un primo segnale di questo rancoroso ritorno è già venuto dall’opposizione al nuovo schema di Convenzione urbanistica che l’assessore Caudo stava preparando per introdurre il sacrosanto principio che prima, o in contemporanea alle abitazioni, si fanno le opere di urbanizzazione primaria (strade, reti idriche e fognanti, illuminazione, gas, telefono ecc.) e secondarie (scuole, verde e servizi in genere) in modo che non succeda più quel che è sempre successo: le case in lande desolate e senza servizi. I costruttori del tutto ostici a questi vincoli di civiltà percepiti come terribili “forche caudi(a)ne” hanno trovato, il 19 dicembre scorso, un compiacente sostegno bipartisan in commissione urbanistica capitolina presieduta dal PD Stampete per prorogare di un altro anno lo schema di convenzione in vigore varato da Corsini-Alemanno, il 70/2011, del tutto prono agli interessi dei “palazzinari”.

Quindi, durante il calvario caudiano, si è aperto uno scontro con la Regione Lazio di Zingaretti che non intende modificare a fondo, come sarebbe necessario, il famigerato “Piano casa” della giunta Polverini altrimenti detto il “Piano delle cavallette cubatorie” per il cemento a gogò che produce a cascata su tutto il territorio, comprese le aree dove non c’è, come ha osservato l’assessore-professore Caudo, l’oggetto già costruito da ampliare.

Il 1 aprile scorso poi, in una commissione urbanistica convocata a tambur battente presenti i costruttori di Acer, Legacoop e Federlazio l’assessore Caudo è stato contestato anche per le convenzioni sui Piani di zona per l’edilizia agevolata. I costruttori bianchi e “rossi” hanno lamentato i tempi biblici dell’intera manovra edilizia volta, secondo loro, a produrre 5.000 alloggi in 28 mesi.

I desiderata dei “palazzinari” sono stati poi scrupolosamente elencati, ma anche mimetizzati tra altre cose giuste, il giorno dopo in una mozione in Campidoglio a firma bipartisan: Coratti, Bordoni, Caprari, D’Ausilio, De Palo, Dinoi, Ghera, Panecaldo, Pedetti, Pomarici, Quarzo, Stampete, Tredicine le truppe scelte dell’assalto cementifero nell’aula di Giulio Cesare.

Infine, per completare il quadro, non si sfugge all’impressione che sia in atto nelle segrete stanze il tentativo di ripescare tutte o in parte le famose delibere (circa 64) di Alemanno che avrebbero dato ulteriore impulso, anche al di là delle generose previsioni del PRG, alla cementificazione in lungo e in largo del territorio dell’urbe.

Come i lettori ricorderanno fra queste c’era anche quella scandalosissima riguardante la centralità di Romanina incrementata fino a quasi 2 milioni di mc con la scomparsa dell’area pubblica ristretta dal 60% al 5%. Ovviamente, almeno speriamo, questa giunta non darà seguito a quell’obbrobrio perché il Sindaco Marino e l’assessore Caudo hanno già preso impegno in questo senso, però potrebbe avverarsene un altro simile e già accaduto in altre parti di Roma come in quel di Bufalotta dove 1 milione di mc di uffici direzionali sono stati cambiati in residenziale perché gli uffici non si vendevano. Mentre invece gli appartamenti!

Nell’area di Scarpellini potrebbe succedere la stessa cosa. Siccome non si trovano le funzioni direzionali da allocare – e che sole ne farebbero una “centralità” – allora invece di ripensarla come sarebbe più corretto in nome della “rigenerazione urbana” caudiana e della contigua vera centralità di Tor Vergata, ci si arrende agli appetiti immobiliari e il 1.129.000 mc previsti si convertirebbero con una magica variante in quasi tutte abitazioni in un gigantesco piano di espansione mattonifero sotto Frascati. Rispetto all’obbrobrio di Alemanno che prevedeva appartamenti per 1.280.000 mc circa non cambierebbe granché. La porcata diventerebbe un cochon de lait (una porchetta). Naturalmente a pagare la maggior parte delle opere di infrastrutturazione su ferro sarebbe sempre il Comune che, come si sa, non ha un euro in cassa.

Che l’aria stia cambiando evidentemente l’ha fiutato anche il patron di Romanina, Sergio Scarpellini, che intanto continua il suo tour nel territorio del Municipio per farsi ben volere o meglio per far ben volere i suoi interessi fondiari e finanziari. Dopo l’utilizzo dell’8 marzo festa delle donne per accreditare i suoi progetti adesso, sempre con la compiacente ospitalità dell’”Associazione Berlinguer”, è riuscito ad infilarsi anche nelle celebrazioni per 70° del rastrellamento nazifascita del Quadraro fra personalità di rilievo come Veltroni, Sposetti e l’ex Presidente dell’ex X municipio Sandro Medici.

Nello scadimento etico della politica odierna ormai succede di tutto, anche che per le cose profane si utilizzino quelle sacre. A Torino, nei giorni scorsi, qualcuno ha pensato bene di intitolare un hotel a 5 stelle ad Antonio Gramsci (come tutti sanno noto albergatore), per cui non è escluso che si pensi di intitolarne uno dentro la centralità di Romanina a Enrico Berlinguer noto maitre di sala. Per cui non sarebbe sorprendente vedere il simpatico imprenditore Scarpellini presenziare anche alle cerimonie del 25 aprile, festa della Liberazione, e del 1 maggio, festa dei lavoratori. In attesa che arrivi qualcuno a scacciare i mercanti dal Tempio.

Tratta da “Abitare a Roma”

Soddisfazione per l’approvazione di 2 atti significativi in VII Municipio e nell’Assemblea di Roma capitale.

imagesCAQ3KVFTSi tratta della delibera municipale sulle linee guida per il riconoscimento dei Cdq e delle mozioni municipale e comunale per l’avvio del progetto partecipato per la realizzazione della tramvia Saxa Rubra-Togliatti-Tor Carbone-Laurentina.

Il Consiglio del VII Municipio ha approvato, tra gli altri, due atti importanti. La delibera sulle linee guida per il riconoscimento dei Cdq e la mozione, presentata, dal M5s, a firma dei consiglieri Lozzi e Coia, per l’avvio di una progettazione partecipata per la realizzazione dell’infrastruttura su ferro dedicata ed ecologica Saxa Rubra-Togliatti-Tor Carbone-Laurentina. Quest’ultima mozione fa il paio con quella dello stesso tenore approvata all’unanimità lo scorso 1 aprile in Consiglio comunale a firma dei consiglieri di maggioranza e opposizione Proietti, Cesaretti, Alemanno, Azuni, Belviso, Caprari, Cozzoli, Poli, D’Ausilio, De Vito, Magi, Peciola, Policastro e Tredicine. Continua a leggere

“Ri-Vediamoci al Quadraro” Il Centro anziani di largo Spartaco inconta La Salita del Quadraro

Durante il primo incontro della rassegna “Ri-Vediamoci al Quadraro”, iniziativa promossa da La Salita del Quadraro per incontrare i lettori e raccontare delle storie inedite, siamo stati ospitati dal centro anziani di Largo Spartaco con la proiezione del film “Un borghese piccolo piccolo” di Mario Monicelli, con Alberto Sordi. Prima della proiezione, è stata realizzata una serie di interviste, tra cui quella al Presidente del centro anziani Fine, il quale ha ripercorso la storia ormai decennale del centro, riconosciuto indispensabile per il quartiere. Con più di 500 iscritti, dai corsi di ballo di gruppo e di coppia alla ginnastica e alla danza del ventre, sono diverse le attività ricreative che il centro anziani offre ai suoi iscritti, nonostante  gli ingenti tagli alle risorse e, come afferma Fine, ” una situazione nella quale il Comune non sostiene più sufficientemente il servizio che i centri anziani svolgono sul territorio cittadino.”

video-intervista al Presidente del Centro Anziani

 

PUP di viale Giulio Agricola.  Il cantiere ancora non rimosso. In corso il contenzioso fra Comune ed Eco Park.

/ di Aldo Pirone – 12 aprile 2014

Chi passa quotidianamente per via Giulio Agricola vede sussistere ormai da quattro anni un’amara eredità: lo scempio perpetrato per realizzare un Pup che nessuno voleva a parte i costruttori concessionari della Eco Park e gli amministratori di Comune e Municipio nella loro infatuazione puppista. Quel tratto di strada che collega via Tuscolana con viale Spartaco mantiene l’aspetto sinistro di un luogo bombardato: recinzioni del cantiere defunto, senza più il permesso di occupazione del suolo pubblico, ormai divelte e abbattute, alberi selvaggiamente sradicati e non più rimpiazzati, erbacce proliferanti in quel che una volta fu uno spartitraffico solcato da una pista ciclabile, il fetore di una sporcizia quadriennale accumulata e da nessuno rimossa.

A quanto pare, il Pup non si dovrebbe più fare. Non starebbe nei programmi dell’assessore alla mobilità comunale Improta. Anche se, come sempre in quest’affari, il condizionale è più che mai d’obbligo. Nel settembre scorso, di fronte ad una sala di cittadini infuriati, guidati dal Cdq e dal Comitato dei residenti “salviamo Giulio Agricola”, dovendo rispondere ad un’interrogazione dei consiglieri del M5S Monica Lozzi e Andrea Coia, l’assessore municipale alla mobilità e ai Lavori pubblici Franco Morgia spiegò la permanenza del cantiere con la discriminante che il Pup era sospeso ma non espunto dal programma comunale. E che in proposito vi era un contenzioso aperto fra l’impresa concessionaria e il Comune. Per cui, come nei delitti più o meno misteriosi, il cadavere non poteva essere rimosso e il luogo doveva rimanere inaccessibile per non compromettere tracce ed impronte degli assassini, i quali però, nella fattispecie , erano conosciuti da tutti fin dall’inizio. Non mancavano le prove, e tanto meno era necessario ricorrere all’esame del Dna.

Dunque, si può evincere che insormontabili questioni burocratico-amministrative si oppongano ad un sollecito recupero dei luoghi? Questo non può essere. Secondo lo schema di convenzione per i Pup, adottato dall’ex Sindaco Alemanno dal 27 novembre 2008, all’ultimo capoverso dell’art 24, ovvero “Decadenza e/o recesso dalla convenzione”, si legge: “L’Amministrazione, per ragioni di pubblico interesse originarie o sopravvenute, si riserva la facoltà di recedere dalla convenzione in qualsiasi momento a suo insindacabile giudizio, rimborsando al concessionario una somma corrispondente al valore di stima delle opere eseguite maggiorata del 10% a titolo di compenso per mancati utili”. E nel susseguente art. 25, che prevede i casi di “Revoca”, al punto 4 si decreta: “in caso di pubblica necessità, determinabile ad insindacabile giudizio del Comune su conforme deliberazione, anche per esigenze connesse con la mobilità ed i trasporti cittadini, il Comune potrà revocare la convenzione rimborsando al concessionario una somma corrispondente al valore di stima delle opere eseguite maggiorata del 10% a titolo di compenso per mancati utili”.

Stando alle “opere seguite”, dovrebbe essere la Eco Park a pagare i danni ambientali prodotti con l’abbattimento impietoso dei platani.

A parte questo, anche se il Comune si trova impegolato in un contenzioso civile che, visto come funziona la giustizia civile in Italia, sarà lungo e quasi sine die, il degrado è ciò che dovrebbe spingere tutti a sopravanzare ogni altro impedimento burocratico-amministrativo e ad intervenire subito per riportare alla decenza questo tratto di strada. La vera e propria emergenza sanitaria che si è creata nel luogo sussiste nel fatto che esso viene ormai usato come ordinaria latrina pubblica.

Un’ amministrazione municipale e comunale attenta al bene e alla salute pubblica dovrebbe rendersene conto e lungi dal nascondersi dietro giustificazioni burocratiche dovrebbe sollecitamente attuare i dovuti ed urgenti interventi di bonifica e ripristino dei luoghi. L’emergenza è evidente agli occhi e all’olfatto di tutti i cittadini e quindi, presumiamo, anche della Asl. Questo non impedirebbe al contenzioso amministrativo fra le parti di avere il suo corso.

Giulio Agricola è una strada importante anche commercialmente, all’incrocio con un asse di alto e intenso shopping come via Tuscolana. Può questo sito continuare a mostrare il volto di un degrado da terzo mondo? Sarebbe possibile una cosa del genere, che so, a via Cola di Rienzo, a via Appia o a via del Corso? Francamente pensiamo di no. E i residenti che lì abitano possono continuare ad essere ostaggio di quella “monnezza”? Ve lo figurate un tale “cesso” a cielo aperto ai Parioli?

E allora, come diceva Andreotti che era un grande esperto in materia, siccome a pensar male si fa peccato ma il più delle volte ci si azzecca non è per caso che quel degrado lo si lascia lievitare per rimotivare agli occhi dei cittadini e dei residenti la resurrezione del Pup defunto – ma non espunto come autorevolmente precisato – quale unico rimedio per bonificare il luogo?

Vorremmo, con tutta sincerità, essere smentiti dai fatti.

 

RISOLUZIONI CONTRO I PUP IN VII MUNICIPIO

Il Consiglio del Municipio VII  ha approvato nella seduta dello scorso 19 dicembre, all’unanimità, due Risoluzioni per l’espunzione, dal Piano Urbano Parcheggi, degli interventi previsti sotto il mercato Metronio, in Largo Magna Grecia, ( PUP Magna Grecia risoluzione municipale Ordinanza commissariale 52/2007), e del parcheggio previsto in via Cesena (PUP Via Cesena risoluzione municipale ordinanza commissariale 129/2008).

Questo è certamente un passo in avanti, in linea con le richieste dei cittadini di valutare caso per caso gli interventi davvero necessari ed utili.

Confidiamo che ormai gli organi comunali tengano conto della volontà politica locale e di quella dei cittadini interessati, spesso coinvolti loro malgrado dagli interventi previsti nel Piano Urbano Parcheggi in fase di revisione.

Rastrellamento del Quadraro. La comunità ribelle su via Tuscolana

Di Riccardo Sansone /

q 44Aprile 1944, lunedì di Pasqua. C’è aria di festa all’osteria di Giggetto a Cecafumo, dopo quella del Piccione su via Tuscolana[1]. Anche se da mesi l’aria a Roma è diventata pesante e ormai irrespirabile, a seguito delle numerose rappresaglie che i nazifascisti commettono contro la popolazione cittadina, i romani riescono ugualmente a mantenere viva la tradizione popolare della consueta gita fuori porta. Una delle mete della pasquetta romana è l’osteria campestre, cioè un’osteria in campagna, spesso a conduzione familiare e dove si serve principalmente vino. La campagna romana che si estende a cominciare dalla periferia cittadina verso i Castelli romani è invasa da decine di fagottari, i quali si portano il cibo da casa trasportandoli con grandi coperte. Continua a leggere

VIA POLIA – USCITA 23: DOPO L’INCENDIO RIPARTONO LE ATTIVITA’

Il centro civico polivalente  “Uscita 23” nasce a Statuario, tranquillo quartiere periferico di Roma Sud.

Il centro civico, l’ area verde antistante e l’ impianto sportivo di Via Amantea vengono ideati come opere a scomputo degli oneri di urbanizzazione per la costruzione del complesso alberghiero “Hotel Domina Capannelle”, portata avanti dalla Società edilizia del sole e del mare r.l.

Nel 2008 fu ultimata la costruzione delle strutture, ma il Comune diRoma non aveva ancora terminato l’ iter procedurale di acquisizione delle stesse. Pertanto queste vennero consegnate all’ex- X Municipio, cui la società edilizia mandò i certificati di collaudo statico ed i certificati di conformità impiantistica,e all’ associazione temporanea di imprese ATI, che riunendo in sè altre associazioni sportive presenti sul territorio (la ‘Terzo Millennio Sport’, la ‘Quintilia US Acli Associazione Sportiva’ e la ‘Carver Cinecittà’) ottenne la possibilità di esercitare in via provvisoria la gestione dell’attività sportiva all’interno dell’impianto.

Nel 2011 il quartiere vide, in attesa del completamento dei residui atti amministrativi, l’ apertura del centro civico alla cittadinanza, tramite un’ ordinanza firmata dal presidente dell’ ex X municipio Sandro Medici e da quattro associazioni attive nel territorio, cui vennero affidate la custodia e guardiania della struttura a titolo volontario e gratuito: il Comitato di difesa Ambientale Capannelle-Statuario, l’Associazione giovanile Il Mercato, l’Associazione animalista Oasi di Fido e l’ATI dell’ Associazione sportiva terzo millennio. Una parte del centro civico è stata successivamente adibita a centro anziani.

La progettualità comune portata avanti dalle associazioni ha condotto, attraverso una modalità assembleare di confronto e discussione, all’individuazione di linee guida e metodi di gestione partecipata e condivisa di uno spazio comune, asservendo bisogni collettivi di riappropiazione di spazi urbani, altrimenti destinati all’ abbandono e al deperimento. Uscita23 ha ospitato e promosso differenti  forme e tipi di attività sociali e culturali, volte sia alla valorizzazione degli obiettivi delle singole associazioni, sia a dare una risposta alle istanze provenienti di volta in volta dal quartiere.

In due anni il centro civico polivalente si è configurato come un laboratorio permanente di cittadinanza attiva nella partecipazione condivisa ed autogestita di un bene comune che ha promosso uno sportello gratuito di assistenza legale, i mercatini del riuso e del riciclo, le attività sportive, il laboratorio teatrale, il laboratorio musicale e i corsi di informatica, lingue, fotografia e disegno. Uscita23 è spazio aperto di socialità, di confrontro e condivisione per tutti coloro che l’ hanno frequentata, luogo di democrazia reale nel quale le nostre vite continuamente si definiscono e la nostra identità si costruisce.

Durante il mese di gennaio 2014  si sono verificati quattro episodi di effrazione , di cui le ultime tre hanno visto, oltre al furto di beni materiali e al danneggiamento di varie attrezzature, la sottrazione di documenti contabili e del libro soci. L’ultimo di questi, in particolare, si è verificato la notte tra il 29 e 30 gennaio, alla vigilia dell’incendio verificatosi nel pomeriggio di venerdì 31/01/2014, intorno alle ore 15.00.

Nel verbale redatto dai Vigili del Fuoco si legge che l’incendio è partito dal quadro elettrico ed ha interessato la porzione di solaio individuabile nell’ambito dello stesso, rendendo inagibile parte della struttura. In seguito è stata accertata la causa accidentale.

Il percorso intrapreso dalle associazioni affidatarie non termina qui. Dopo un primo periodo durante il quale le attività programmate sono state svolte presso altri luoghi nel quartiere, le associazioni hanno ottenuto un incontro con il Presidente del Municipio Susi Fantino e l’autorizzazione a continuare le attività, la custodia e la guardania, nella parte della struttura che fortunatamente non è stata colpita dall’incendio perchè dichiarata agibile.

In questi mesi sono state organizzate una serie di iniziative a sostegno e solidarietà con raccolta firme e raccolta fondi per la riparazione dei danni subiti tra i quali, in primo luogo, il sistema di rifornimento elettrico della struttura, come la giornata che si è svolta il 23 Marzo al Punto Amico promossa dall’associazione giovanile Il Mercato. Per tanto si chiede il sostegno del Comune di Roma e del Municipio VII affinché abbiano inizio i lavori di riparazione necessari per riaprire al quartiere la struttura nella sua totalità.

Cemento in VII Municipio – Densificazioni Piani di Zona Romanina ed Osteria del Curato.  

Il VII Municipio ha recentemente respinto in aula la proposta proveniente dall’amministrazione centrale di realizzare i due piani di zona 167 ricadenti nel territorio del municipio stesso.
Si tratta specificatamente del Piano di Zona ex lege 167 di Romanina e di quello di Osteria del Curato.
La Comunità Territoriale del VII Municipio, specifica il Coordinatore Battisti, aveva già espresso, in un incontro con l’assessore Caudo, tutte le sue perplessità in merito ad interventi di costruzione edilizia in territori già molto fragili e non dotati di infrastrutture necessarie a sopportare tale ulteriore carico urbanistico ed insediativo.
In tale ottica, esprimiamo soddisfazione per l’unanime presa di posizione del Municipio, soprattutto per le motivazioni addotte, nelle quali ci riconosciamo.
Infatti, sia il Piano di Zona Romanina che quello di Osteria del Curato scontano problemi sia di mobilità che di servizi secondari (vedi ad esempio liste d’attesa nelle scuole di zona); è vero che nelle proposte edilizie l’amministrazione si è preoccupata di calcolare nuovi standard urbanistici, ma non ne ha verificato la sussistenza o la possibilità di attuazione nella realtà materiale. Altrettanto non risulta che, a fronte di un nuovo carico insediativo, vi siano previsioni di miglioramenti della viabilità esistente, già molto deficitaria, o siano stati condotti degli studi sulla sostenibilità ambientale nelle zone in cui si intende costruire.
Nello specifico, prosegue Battisti, si teme che, dal momento che vige ancora il vecchio schema di Convenzione (prorogato di un anno il 19 dicembre scorso, pur con la contrarietà dello stesso Caudo),  non vi sia la tutela legale per governare adeguatamente le trasformazioni urbanistiche. D’altra parte, ci si accontenterebbe che fossero rispettate almeno le istruzioni del Piano Regolatore.
Infatti le norma tecnica, in particolare il comma 12 dell’art. 13, prescrive che l’attuazione degli interventi edificatori sia subordinata alla preventiva o contestuale realizzazione delle opere pubbliche o d’interesse pubblico, con particolare riguardo alle infrastrutture di mobilità previste dal PRG.
Battisti racconta che questi provvedimenti non sono stai quasi mai rispettati nei Piani di Zona attuati a Roma negli ultimi decenni. Sarebbe d’andare a chiedere ai vari residenti che. a distanza di moltissimi anni, ancora non hanno ricevuto i servizi che gli erano stati promessi ed erano previsti quando comperarono la loro casa “su carta”.
Chiediamo quindi, conclude Battisti, che si inizi a pensare allo stanziamento, all’occupazione e al recupero all’interno della città consolidata, a diminuire i costi della collettività e ad offrire maggiori servizi agli abitanti, invece di ostinarsi a costruire in territori già abbastanza fragili, urbanisticamente e ambientalmente parlando, territori fuori dal GRA, quindi con alti costi diretti ed indiretti per l’amministrazione, al solo fine illusorio di fornire servizi, in realtà inesistenti, ai residenti.

Il Coordinatore della Comunità Territoriale del VII Municipio

Maurizio Battisti