Chi comanda Roma? Un’inchiesta per conoscere a fondo lo sviluppo della nostra città – A Garage Zero la presentazione del libro della giornalista Ylenia Sina

372870_270230023020597_1066653386_nDurante il ciclo di incontri “Terre-Moti/Visioni sottorranee-Resistenze
quotidiane”, promosso a Garagezero in collaborazione con il laboratorio Nung,
si è cercato di analizzare il rapporto esistente tra conflitti sociali e
territori, prendendo in esame la Rivoluzione Ciuciadana dell’Ecuador, l’alleanza
latino-americana dell’ ALBA, la rivolta di Gezi Park in Turchia ed infine la
situazione della città di Roma con la presentazione del libro della giornalista
Ylenia Sina, “Chi comanda Roma?Palazzinari, banche e stampa: un sistema di
potere che tiene in pugno la capitale”, edito da Castelvecchi.

A quest’ultimo incontro, oltre all’autrice, hanno partecipato Antonello Sotgia, docente di
Urbanistica all’Università La Sapienza, Aldo Pirone, rappresentante della Nuova
Comunità Territoriale del VII Municipio, e Massimo Corridori, rappresentante
sindacale dei lavoratori di Cinecittà Studios. Ylenia Sina, ripercorrendo lo
sviluppo della città a partire dall’amministrrazione Rutelli, passando per
quella Veltroni fino ad arrivare alla Giunta Alemanno, ha mostrato come sia
evidente una stretta linea di continuità fra queste amministrazioni, soprattutto
per quanto riguarda lo sviluppo urbanistico basato sulla speculazione edilizia
ed il consumo di suolo pubblico. Ha ribadito come la crisi economica ed i
processi di privatizzazione abbiano ridisegnato una governance cittadina molto
più complessa ed articolata rispetto al passato. Antonello Sotgia ha invece
sottolineato come sia diventato effettivo il passaggio dalla città alla
metropoli, con la conseguente perdita dell’ identità collettiva e del senso di
comunità. Ha poi affermato che attualmente è lo stretto legame esistente fra
speculazione edilizia e rendita finanziaria a plasmare lo sviluppo della città.
Aldo Pirone ha ripercorso nel suo intervento il processo che ha portato
all’approvazione del nuovo piano regolatore, spiegando nel dettagio i
meccanismi di compensazione e degli oneri concessori. Oltre alla mancanza di un
effettivo processo di partecipazione pubblica, il rappresentante della nuova
comunità territoriale si è’ soffermato sulle conseguenze negative che
comporterebbe la realizzazione della centralità di Romanina, poichè essa prevede più
di 2 milioni cubi di cemento che si riverserebbero sull’agro romano. Massimo
Corridori ha ribadito nuovamente il secco no dei lavoratori di Cinecittà al
piano dell’imprenditore Abete che vuole trasformare gli Studios da centro di
produzione cinematografica a luogo di intrattenimento, attraverso i
licenziamenti dei lavoratori e la costruzione di un albergo, di parcheggi e di un centro
commerciale all’interno del perimetro degli studi. L’incontro si è concluso
riflettendo sull’importanza di momenti di approfondimento e di studio che sappiano
cogliere le molteplici trasformazioni in atto nella nostra città. Si è in fine dato
appuntamento al prossimo anno per la terza edizione di Terre-Moti.

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