PUP di viale Giulio Agricola.  Il cantiere ancora non rimosso. In corso il contenzioso fra Comune ed Eco Park.

/ di Aldo Pirone – 12 aprile 2014

Chi passa quotidianamente per via Giulio Agricola vede sussistere ormai da quattro anni un’amara eredità: lo scempio perpetrato per realizzare un Pup che nessuno voleva a parte i costruttori concessionari della Eco Park e gli amministratori di Comune e Municipio nella loro infatuazione puppista. Quel tratto di strada che collega via Tuscolana con viale Spartaco mantiene l’aspetto sinistro di un luogo bombardato: recinzioni del cantiere defunto, senza più il permesso di occupazione del suolo pubblico, ormai divelte e abbattute, alberi selvaggiamente sradicati e non più rimpiazzati, erbacce proliferanti in quel che una volta fu uno spartitraffico solcato da una pista ciclabile, il fetore di una sporcizia quadriennale accumulata e da nessuno rimossa.

A quanto pare, il Pup non si dovrebbe più fare. Non starebbe nei programmi dell’assessore alla mobilità comunale Improta. Anche se, come sempre in quest’affari, il condizionale è più che mai d’obbligo. Nel settembre scorso, di fronte ad una sala di cittadini infuriati, guidati dal Cdq e dal Comitato dei residenti “salviamo Giulio Agricola”, dovendo rispondere ad un’interrogazione dei consiglieri del M5S Monica Lozzi e Andrea Coia, l’assessore municipale alla mobilità e ai Lavori pubblici Franco Morgia spiegò la permanenza del cantiere con la discriminante che il Pup era sospeso ma non espunto dal programma comunale. E che in proposito vi era un contenzioso aperto fra l’impresa concessionaria e il Comune. Per cui, come nei delitti più o meno misteriosi, il cadavere non poteva essere rimosso e il luogo doveva rimanere inaccessibile per non compromettere tracce ed impronte degli assassini, i quali però, nella fattispecie , erano conosciuti da tutti fin dall’inizio. Non mancavano le prove, e tanto meno era necessario ricorrere all’esame del Dna.

Dunque, si può evincere che insormontabili questioni burocratico-amministrative si oppongano ad un sollecito recupero dei luoghi? Questo non può essere. Secondo lo schema di convenzione per i Pup, adottato dall’ex Sindaco Alemanno dal 27 novembre 2008, all’ultimo capoverso dell’art 24, ovvero “Decadenza e/o recesso dalla convenzione”, si legge: “L’Amministrazione, per ragioni di pubblico interesse originarie o sopravvenute, si riserva la facoltà di recedere dalla convenzione in qualsiasi momento a suo insindacabile giudizio, rimborsando al concessionario una somma corrispondente al valore di stima delle opere eseguite maggiorata del 10% a titolo di compenso per mancati utili”. E nel susseguente art. 25, che prevede i casi di “Revoca”, al punto 4 si decreta: “in caso di pubblica necessità, determinabile ad insindacabile giudizio del Comune su conforme deliberazione, anche per esigenze connesse con la mobilità ed i trasporti cittadini, il Comune potrà revocare la convenzione rimborsando al concessionario una somma corrispondente al valore di stima delle opere eseguite maggiorata del 10% a titolo di compenso per mancati utili”.

Stando alle “opere seguite”, dovrebbe essere la Eco Park a pagare i danni ambientali prodotti con l’abbattimento impietoso dei platani.

A parte questo, anche se il Comune si trova impegolato in un contenzioso civile che, visto come funziona la giustizia civile in Italia, sarà lungo e quasi sine die, il degrado è ciò che dovrebbe spingere tutti a sopravanzare ogni altro impedimento burocratico-amministrativo e ad intervenire subito per riportare alla decenza questo tratto di strada. La vera e propria emergenza sanitaria che si è creata nel luogo sussiste nel fatto che esso viene ormai usato come ordinaria latrina pubblica.

Un’ amministrazione municipale e comunale attenta al bene e alla salute pubblica dovrebbe rendersene conto e lungi dal nascondersi dietro giustificazioni burocratiche dovrebbe sollecitamente attuare i dovuti ed urgenti interventi di bonifica e ripristino dei luoghi. L’emergenza è evidente agli occhi e all’olfatto di tutti i cittadini e quindi, presumiamo, anche della Asl. Questo non impedirebbe al contenzioso amministrativo fra le parti di avere il suo corso.

Giulio Agricola è una strada importante anche commercialmente, all’incrocio con un asse di alto e intenso shopping come via Tuscolana. Può questo sito continuare a mostrare il volto di un degrado da terzo mondo? Sarebbe possibile una cosa del genere, che so, a via Cola di Rienzo, a via Appia o a via del Corso? Francamente pensiamo di no. E i residenti che lì abitano possono continuare ad essere ostaggio di quella “monnezza”? Ve lo figurate un tale “cesso” a cielo aperto ai Parioli?

E allora, come diceva Andreotti che era un grande esperto in materia, siccome a pensar male si fa peccato ma il più delle volte ci si azzecca non è per caso che quel degrado lo si lascia lievitare per rimotivare agli occhi dei cittadini e dei residenti la resurrezione del Pup defunto – ma non espunto come autorevolmente precisato – quale unico rimedio per bonificare il luogo?

Vorremmo, con tutta sincerità, essere smentiti dai fatti.

 

RISOLUZIONI CONTRO I PUP IN VII MUNICIPIO

Il Consiglio del Municipio VII  ha approvato nella seduta dello scorso 19 dicembre, all’unanimità, due Risoluzioni per l’espunzione, dal Piano Urbano Parcheggi, degli interventi previsti sotto il mercato Metronio, in Largo Magna Grecia, ( PUP Magna Grecia risoluzione municipale Ordinanza commissariale 52/2007), e del parcheggio previsto in via Cesena (PUP Via Cesena risoluzione municipale ordinanza commissariale 129/2008).

Questo è certamente un passo in avanti, in linea con le richieste dei cittadini di valutare caso per caso gli interventi davvero necessari ed utili.

Confidiamo che ormai gli organi comunali tengano conto della volontà politica locale e di quella dei cittadini interessati, spesso coinvolti loro malgrado dagli interventi previsti nel Piano Urbano Parcheggi in fase di revisione.

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