Piscine di Torrespaccata. Nella “fabbrica dei sogni” nasce la “rigenerazione urbana”

phoca_thumb_l_mari19Un anno fa si costituiva il “Comitato per lo sviluppo locale”. Un piano di riuso dei numerosi locali comunali abbandonati e degradati, compreso il mercato. Previste 43 attività sociali ed economiche. Impresa sociale e partecipazione per riqualificare il quartiere e fronteggiare la recessione economica /di Aldo Pirone – 6 maggio 2014

A Cinecittà non c’è solo la “fabbrica dei sogni” degli studios cinematografici. Un anno fa ne è nata un’altra ad essa vicina nell’adiacente quartiere di Piscine di Torrespaccata. Il quartiere storicamente è diviso in due dal punto di vista abitativo. Da una parte un complesso di edifici comunali e dall’altra una zona di edilizia privata. Due realtà sociali separate fisicamente; e non solo da reti e recinzioni. Nella zona delle abitazioni comunali il quartiere soffre da sempre di problemi di un certo degrado dovuti, principalmente, all’abbandono, all’inattività, al disuso dei molti locali situati sotto i palazzi. E anche del mercato di via Vignali che non è mai decollato ed è tenuto stentatamente in vita da pochi rivenditori.

L’ultimo intervento di ripulitura degli androni bui che si snodano labirinticamente sotto gli edifici marcati dalle saracinesche abbassate degli innumerevoli locali esistenti, il Comune lo fece circa dieci anni fa. L’ex Municipio X, durante la Presidenza Medici, con l’intento di animare di qualche funzione sociale il quartiere, vi collocò la sede dell’”Agenzia dei diritti” dedita all’assistenza sociale dei cittadini più disagiati. Anche lo sportello contro l’usura vi ha avuto sede.

Prima di queste funzioni negli anni ’90 in via Rolando Vignali, la strada principale del quartiere, vi fu trasferito l’Ufficio di collocamento cittadino che però, con la dilagante deregolamentazione del mercato del lavoro, è parecchio decaduto non passando più nelle sue stanze l’impiego della maggior parte dei lavoratori.

Ultimamente alcuni locali vicini sono stati utilizzati dall’IPA, Istituto di Previdenza e Assistenza per i dipendenti di Roma Capitale. Ma a parte questo non c’è stato molto altro se non la speranza, da parte degli abitanti, che qualcosa si mettesse in movimento per un uso sociale dei locali.

Fino a che, l’anno scorso, si è costituito un “comitato per lo sviluppo locale” http://www.comitatosviluppolocale.org che raccoglie il comitato di quartiere, il centro anziani, l’agenzia dei diritti e 53 entità di diversa natura, interessati, dicono, “a cooperare per riattivare, con la partecipazione e la trasparenza, un polo produttivo, economicamente e socialmente attraente, negli spazi pubblici abbandonati di Torre Spaccata”.

Il Comitato ottenuta la custodia provvisoria dal Presidente Medici, in uscita dal Municipio, dei locali sfitti e del mercato, sta cercando di dedicarli, in collaborazione con il Municipio VII ed il Comune, a varie attività affidandole a persone singole o associate che vogliano intraprendere una qualche attività.

Il progetto complessivo si articola in circa 43 fra attività sociali, civili, di volontariato, di servizi, sportive, di arte e spettacolo, artigianali e  commerciali.

Gli orizzonti degli appartenenti al comitato e la filosofia che sottende al progetto sono da loro stessi così delineati: “La rete dei commercianti collabora in sinergia per la progettazione di un quartiere rinnovato e innovativo, pensato e costruito dal basso, dai cittadini stessi, che facendo leva sulle proprie forze e capacità, si occuperanno di ripensare il territorio e trasformarlo.

I nuovi commercianti si stanzieranno nei locali loro assegnati, e si occuperanno dell’attuazione della propria impresa sociale in rete con gli altri commercianti, verso un obiettivo comune, mettendo a disposizione di tutti, i propri saperi e le proprie competenze, in una comunità di persone che si arricchisce reciprocamente.

Ogni attività dovrà investire una parte del proprio lavoro nel quartiere cercando di rispondere al meglio ai bisogni del territorio in cui opera; le nuove imprese sociali attente all’ambiente e alla cura delle risorse umane daranno nuova vitalità al quartiere, migliorando le condizioni di vita, la formazione professionale e l’inclusione sociale.

Lavoreremo affinché il quartiere diventi un modello da imitare di livello europeo, per la gestione, la riqualificazione e la creazione di nuove economie sostenibili. Quello che promuoviamo dunque è una nuova organizzazione del lavoro indipendente, nel campo dell’economia, dell’artigianato, dell’associazionismo, puntando su una rete autogestita di spazi di coworking che stimoli l’auto-organizzazione delle associazioni professionali, di promozione sociale e dei servizi di consulenza per il lavoro. Un modello da esportare nelle altre numerose zone della città”.

La presenza dentro al “Comitato per lo sviluppo locale” del Comitato di quartiere di Piscine di Torrespaccata che dopo anni di battaglie in solitudine ha visto affiancarsi un movimento di persone e giovani animati dagli stessi intenti, assicura a tutto il progetto un solido ancoraggio al territorio. L’obiettivo dei “fabbricatori di sogni”, quindi, oltre alla riqualificazione edilizia e sociale del quartiere è anche quello di produrre occasioni di occupazione in una situazione di crisi economica che non accenna a passare, malgrado gli annunci ricorrenti dei veggenti di turno che scorgono ad ogni piè sospinto la luce in fondo al tunnel della recessione.

Nel settembre scorso il comitato ha avuto, portatovi dalla Presidente del Municipio Susi Fantino, la visita del novello sindaco Marino che si è compiaciuto degli intenti del comitato, ma dopo il compiacimento non c’è stato nulla. Le Istituzioni non sono riuscite a rimuovere in questi mesi gli ostacoli burocratici che si frappongono alla realizzazione di questo importante progetto sociale ed economico di riqualificazione del quartiere. Ma la gente non si è scoraggiata. E’ stato fatto un piano di utilizzo dei locali, si sono svolte molte iniziative anche nelle ricorrenze religiose più solenni, a Natale e Pasqua, per animare una lotta che continua.

Il 9 e 10 maggio ci sarà una “due giorni” per celebrare il primo anno di attività dei “sognatori”.

In tutta questa storia di partecipazione c’è materia di riflessione per i governanti di Comune e Municipio.

Ci si aspetta che il progetto così fortemente voluto dagli abitanti di Piscine di Torrespaccata possa veramente essere assunto come un esempio concreto di quella “rigenerazione urbana” che è stata proclamata come strategia fondamentale in materia urbanistica dalla giunta Marino e che ci si dia da fare per renderla possibile. Sarebbe un bel modo per dimostrare che durante la campagna elettorale non si sono venduti sogni, ma solide realtà.

IL PROGRAMMA DELLA DUE GIORNI

Venerdi 9 maggio presso il Centro Anziani “I migliori anni” in via Marco Dino Rossi 23, assemblea pubblica alle ore 17,30 “Patrimonio Comune: una delibera dal basso!” Come i cittadini possono decidere il futuro di tutti.

Interverranno: la campagna “Patrimonio comune”, Cinecittà Bene Comune, Comunità territoriale VII municipio, Comitati di quartiere, realtà sociali e reti di cittadini.

Sabato 10 alle ore 11 sempre al Centro Anziani incontro con i cittadini “Idee e proposte per il quartiere” e si parlerà del progetto di Sviluppo locale e di come si potrebbe migliorare.

Alla stessa ora ma presso la Coop. Soc. Albatros 1985 in via Guido Figliolini 20D si svolgeranno attività per bambini con “Pensieri, parole e colori sul mio quartiere”.

Alle ore 16 “Coloriamo via Vignali”, pulizia dell’area verde e realizzazione di murales.

Dalle ore 20.00 Cena popolare & Musica dal vivo presso il Centro Anziani con proiezione di un video su Piscine di Torre Spaccata. La cena è offerta dal Comitato di Sviluppo locale.

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