VII Municipio. Cavicchi sPrint.

palacavicchi-ciampinoPalacavicchi è un complesso di attività situate in una serie di capannoni commerciali ai confini fra il VII Municipio e il Comune di Ciampino. Sei ettari di strutture varie: discoteca, ristoranti, tavola calda, pizzeria, bar, tabacchi, pasticceria, mercatino ortofrutticolo, mercatino dell’Antiquariato, parco giochi per bambini, bingo, sala scommesse, agenzia ippica, hotel, e infine il ‘PalaCavicchi events’, ovvero una serie di sale per il ballo, i concerti, congressi ed eventi vari. Tutto ciò ristretto fra la Ferrovia Fl4-6 e via Ranuccio Bianchi Bandinelli. Questa roba è cresciuta nei lustri passati nel più totale e assoluto abusivismo, tollerato da partiti e amministratori di vari colori che hanno trovato spesso e volentieri ospitalità nelle sale cavicchiane per convegni ed iniziative elettorali.

Fu sottoposto ad irrevocabili ordinanze comunali di abbattimento di ben 62 abusi affastellatisi nel corso degli anni.
Da quel momento ha cercato di evitare la demolizione prima inventandosi, nel 2009, un accordo di programma, rigettato all’unanimità dal Consiglio dell’ex X Municipio con apposita mozione del 29 marzo 2012 in cui si denunciava, tra l’altro, che l’accordo medesimo “lungi dal risolvere problemi di interesse pubblico e del territorio, si prospetta come una sorta di ‘carta dei bisogni’ da soddisfare a favore del Gruppo Cavicchi”. Tuttavia, proseguiva la mozione, “la proposta, sebbene avanzata irritualmente, è stata strumentalmente utilizzata dal soggetto privato – dato che al momento non risulta alcun iter urbanistico formalmente avviato – per presentare, in modo surrettizio, istanze al TAR per bloccare i provvedimenti demolitori sugli immobili”.

Cosa era successo? Era successo come nel matrimonio di Renzo e Lucia di fronte all’ignaro Don Abbondio. I rappresentanti del Gruppo Cavicchi, coperti da Tonio (Matturro Presidente della commissione) e Gervaso (assessore all’urbanistica Perifano), si erano presentati davanti alla commissione riunita d’urgenza i cui commissari credevano di incontrare i funzionari del dipartimento urbanistico comunale. Ma a differenza del fallito matrimonio manzoniano il solo fatto di aver illustrato i piani cavicchiani ha consentito lo strumentale ricorso al TAR sopra citato.
Siccome l’ ipotesi di “accordo di programma” non aveva possibilità di andare in porto vista l’aria che tirava nel Consiglio municipale il Gruppo Cavicchi aveva, 7 giorni prima, prontamente esperito la via del Programma integrato (Print), uno strumento di riqualificazione urbana previsto dal PRG.
Solo che il Print è di gestione municipale e per scavalcare l’ostica Istituzione locale – a parte l’assessore all’urbanistica, poi passato al centrodestra, che alla chetichella e all’insaputa del Consiglio aveva espresso parere favorevole il 18 febbraio – l’ha sostanzialmente sorvolata planando sulla più compiacente giunta Alemanno.
Infatti, a tre giorni dalla fine del proprio mandato e delle elezioni, il 22 maggio 2013, la giunta in scadenza produceva un’apposita delibera sul “Print Xa2 Ciampino” in cui si approvava il programma preliminare, presentato dai proprietari delle attività economiche riuniti in Consorzio che nel frattempo si era andato ampliando con successive adesioni degli altri operatori attornianti il nucleo forte di Palacavicchi.

Il 16 ottobre 2013, il Dipartimento all’Urbanistica pubblicava, come se niente fosse, il Bando di sollecitazione dei contributi partecipativi e delle proposte d’intervento senza che il VII Municipio avesse, come di sua competenza e diritto, discusso lo schema di assetto preliminare con la partecipazione dei cittadini e degli interessati.
Il 7 novembre il Consiglio municipale, ovviamente al quanto contrariato e anche sorpreso per il progredire burocratico senza soluzione di continuità dell’iter dall’amministrazione Alemanno a quella di Marino, reagiva votando una nuova risoluzione in cui chiedeva la revoca della delibera alemanniana.
Nel frattempo il 21 ottobre sul sito del dipartimento comunale l’avviso di bando veniva sospeso. Pare che la sospensione abbia provocato sconcerto fra i frequentatori politici del Palacavicchi e conseguenti pressioni a suon di telefonate infuocate sugli amministratori competenti da parte dei sostenitori, dentro e fuori dell’Assemblea capitolina, degli interessi cavicchiani.
Sta di fatto che la delibera di Alemanno non è stata revocata e il 9 aprile il bando è stato riproposto dal Dipartimento comunale all’Urbanistica (tempo di scadenza 90 giorni) senza che nel Municipio si sia svolta alcuna istruttoria, né politica né amministrativa, compresa quella partecipativa, in ottemperanza alle norme del PRG che governano lo strumento dei Print.

Come si sa nel territorio municipale vi sono altri Print previsti dal PRG e di cui si discute da anni e che sono in attesa di essere avviati, a Morena-Campo Romano, o completati nel loro iter come a Tor Fiscale. Sono programmi di riqualificazione che interessano decine di migliaia di residenti e cittadini.
Per tacere dei Piani di zona O di completamento di Romanina, Ponte Linari, Lucrezia Romana, Gregna, Osteria del Curato, Centroni, Vermicino.
Insomma quando si tratta di chi, fra lor signori, ha santi in paradiso le cose corrono indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni. Per i comuni cittadini, invece, il passo è quello della lumaca.
Ora il Municipio sta cercando di far ripartire l’iter dei Print di Morena-Campo Romano e Tor Fiscale, ma su quello di Cavicchi “piè veloce” è costretto a rincorrere.

Se la nuda cronaca dei fatti ci dice, nel caso specifico, che la politica capitolina continua ad essere debole con i forti e forte con i deboli, occorre aggiungere, però, a scanso di equivoci, che la sistemazione complessiva dell’area in questione intessuta da attività economiche commerciali e artigianali è di interesse pubblico e non solo privato. Sia per le centinaia lavoratori che vi sono occupati, sia per i cittadini dei quartieri circostanti.
Le risorse che il Print produrrà, alcune decine di milioni di euro, dovranno essere precisamente quantificate dal Municipio e il loro impiego attentamente valutato con il concorso dei cittadini per utilizzarlo non solo a sistemare il tessuto urbanistico e infrastrutturale interno all’area dominata dal Palacavicchi, ma anche a risolvere con opere adeguate i problemi del quadrante di Gregna-Morena-Campo Romano-Tor di Mezzavia-Osteria del Curato soprattutto sotto il profilo della mobilità.
Per cui “adelante” sì, “ma con juicio”.

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