Rifugiati stranieri e campi Rom. Urgono interventi da parte del Prefetto e del Comune

Campo-La-BarbutaComunicato Stampa/ “Il problema dei rifugiati stranieri nella nostra città va affrontato seriamente. Anche la questione dei campi rom, pur se molto diversa da quella dei rifugiati, merita un intervento urgente. Occorre che il Prefetto, unitamente al Ministero dell’Interno, competente per i rifugiati e il Comune competente per la gestione dei campi rom affrontino queste situazioni con decisione, umanità e competenza”. Lo afferma Maurizio Battisti coordinatore della Comunità Territoriale del VII Municipio. “Siamo molto preoccupati perché sentiamo un rincorrersi di voci, anche sui giornali, di nuovi trasferimenti, spostamenti e nuovi insediamenti che stanno mettendo in allarme alcuni quartieri del nostro Municipio. Lungi da noi qualsiasi agitazione a sfondo razzistico che invece può prendere piede se non si affrontano nel modo dovuto i problemi aperti da ormai molto, troppo tempo”.

Il territorio del VII Municipio – sottolinea Battisti – già contribuisce all’accoglienza sia con la presenza di strutture per i rifugiati stranieri come palazzo Selam alla Romanina, sia con la presenza di due campi rom: La Barbuta e via Schiavonetti. Questo secondo campo situato in mezzo ad una strada, arrivato nell’autunno del 2008 doveva essere provvisorio, così ci fu assicurato dall’allora giunta Alemanno, invece è rimasto lì per tutti questi anni. Deve essere delocalizzato. L’altro, quello ‘regolare’ della ‘Barbuta’, inventato dalla giunta Rutelli, per altro situato su un terreno dichiarato inadatto perché insistente sopra la falda acquifera della sorgente Appia e sotto il cono di atterraggio dell’aeroporto di Ciampino, è cresciuto nel numero di insediati, più di 600, ed è divenuto, stando anche alle ultime cronache dei giornali, ingovernabile e incontrollabile. A ciò vanno aggiunte piccole baraccopoli spontanee sparse nel territorio. In questa situazione ipotizzare da parte delle autorità nuove affluenze e nuovi insediamenti nel nostro Municipio ci sembra del tutto fuori luogo e senza logica”.

Chiediamo invece al Prefetto e al Sindaco di Roma – prosegue Battisti –, ciascuno per le proprie specifiche competenze e responsabilità, di intervenire con urgenza per ricondurre sia l’insediamento dei rifugiati a ‘palazzo Selam’ che quello dei Rom alla ‘Barbuta’ ad una condizione di civiltà. Non è accettabile sotto il profilo umano, dell’accoglienza e della sicurezza loro e di tutti i cittadini aver ammassato diverse centinaia di persone di etnia differente, di differente cultura e di differente provenienza dentro un’unica struttura senza che essa sia governata con fermezza per evitare conflitti e sopraffazioni soprattutto a danno dei più deboli.

Così come è inaccettabile che la stessa cosa possa accadere dentro a un campo Rom ‘regolare’ come quello della ‘Barbuta’. Ormai è evidente a tutti che quella dei campi è una strategia che non produce integrazione per i Rom ma solo ghetti esposti al degrado e a violenze soprattutto verso i bambini e le donne.

Così come producono effetti non desiderati nei quartieri circostanti. A cominciare dai roghi di materiale tossico che vanno assolutamente impediti perché di mezzo c’è la salute dei residenti nel territorio.

Ma in attesa di una più efficace, complessa e complessiva, strategia integrativa e del conseguente superamento di queste strutture che chissà quando si avvierà occorre – sollecita Battisti – che le autorità comunali competenti intervengano subito perché, con i dovuti e permanenti controlli, nell’insediamento torni a regnare la convivenza civile e la legalità. Di giorno e di notte. Insieme a indifferibili misure igienico sanitarie.

Stesso discorso per ‘palazzo Selam’. I rifugiati fuggiti dalla fame, dalle malattie, dalle guerre civili e di sterminio in corso nei loro paesi e dalla morte nel Mediterraneo sui barconi fatiscenti alla mercè di scafisti criminali non possono e non debbono essere ammassati dentro gabbie di cemento. Questa non è accoglienza civile. Vanno diluiti in tutta l’area comunale, in nuclei più piccoli, non conflittuali al loro interno e per questo in grado di stabilire un rapporto disteso con i residenti dei quartieri vicini.

 Ma per questo – conclude il coordinatore della Comunità Territoriale del VII Municipio – occorrono due cose che finora sono mancate a questa amministrazione comunale e anche a quelle precedenti: una visione cittadina del problema che non tenda a scaricarlo sulle periferie già stressate da un deficit storico e crescente di servizi e standard urbanistici oltre che da una condizione sociale che, causa la perdurante crisi economica, diventa sempre più pesante per pensionati, precari, giovani disoccupati, lavoratori a basso reddito, commercianti e artigiani; e un rapporto e di collaborazione con i Municipi (il tal senso il Consiglio del VII Municipio si è recentemente espresso con una mozione), i comitati dei cittadini e le associazioni che operano sul territorio che vanno ascoltati. Evitando di nascondersi dietro la burocrazia degli uffici e lo scaricabarile fra assessori e autorità prefettizia, e nel contempo prevenendo il rafforzarsi di posizioni xenofobe e di situazioni conflittuali come quelle di Tor Sapienza.

Il Coordinatore della Comunità Territoriale del VII Municipio

Maurizio Battisti

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...