La memoria fertile: un pomeriggio di donne e resistenze

foto donne anpi

“Sono colme di petali di rosa le acque correnti dell’ira e del fuoco”, scrive in una sua poesia il poeta Inonu Alpat.
Questo verso può offrire una visione di quello che è emerso dalle storie, dai racconti delle donne che lo scorso giovedì 11 dicembre hanno preso parte all’incontro, tenutosi nella Sala Rossa del VII Municipio, organizzato dal Circolo A.N.P.I. “Nido di Vespe”-Cinecittà Quadraro.
Tema del convegno “Le Donne nella Resistenza. Sguardi sulle resistenze di ieri e di oggi”.


Questo appuntamento è nato dalla necessità di fare storia e memoria e produrre riflessioni su alcune drammatiche realtà del presente, mettendo al loro centro le esperienze di lotta delle donne, partendo dalla lotta partigiana fino ai movimenti di resistenza di oggi, come quello curdo dove le donne svolgono un ruolo attivo organizzandosi come forze combattenti, donne che decidono di imbracciare un’arma per difendere il proprio popolo e nello stesso tempo per sottrarsi ad un ruolo che il sistema sociale vorrebbe fosse relegato solo in ambito familiare.
Proprio come accadde in Italia più di settant’anni fa ,quando donne mosse da profonda motivazione politica scelsero di divenire combattenti contro il nazi-fascismo, animate dal desiderio di costruire una società dove la libertà di una donna è la libertà di tutti.
Si è parlato anche di altre forme di resistenza, come quella che le donne palestinesi a Gaza oppongono all’embargo imposto da Israele, al blocco delle frontiere, alle violente e continue incursioni che hanno trasformato un territorio dall’economia prospera in una zona di povertà.
Forme di resistenza che diventano l’unica risposta possibile all’esclusione, alla soppressione dei diritti, alla cancellazione dell’identità, alla pulizia etnica, alla guerra.
Le vicende di ieri e di oggi sono state messe a confronto, si sono intrecciate in più punti perché segnate dalla sofferenza, da nuove consapevolezze, dal desiderio e volontà di dare vita a un mondo diverso.
Un filo rosso ha unito quindi queste storie. La resistenza ha radici lontane che si fondano sulla necessità di combattere le logiche antiche del sopruso e dell’arbitrio del potere declinato quasi sempre al maschile.
Questo filo rosso ha legato le storie raccontate da chi le ha vissute in prima persona, come Tina Costa, Vicepresidente Vicario dell’ANPI Provinciale, che ha narrato con passione e vivacità, nel suo sanguigno dialetto romagnolo, alcuni episodi della sua infanzia e della sua famiglia, profondamente antifascista, e la scelta senza tentennamenti e incertezze di partecipare alla lotta di liberazione nella sua terra, fin dall’armistizio firmato da Badoglio.
Il suo intervento prezioso ha volutamente rimarcato il valore e la presenza delle donne nel movimento di Liberazione, la cui storia è stata introdotta, nel corso dell’assemblea , da Vittoria Tola, Presidente Nazionale dell’ UDI e studiosa dei movimenti femministi, che ha parlato anche dei Gruppi di Difesa delle Donne nati nel 1943.
Altre protagoniste di questa discussione sono state Simonetta Crisci dell’Associazione “Donne, Diritti e Giustizia” e Patrizia Cecconi dell’Associazione “Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese”. I loro interventi particolarmente profondi e importanti, segnati da rara attenzione ed emozione perché frutto di esperienze personali.
Simonetta Crisci ha raccontato la disperazione e comunque la volontà di non arrendersi del Popolo curdo e delle sue donne.
Patrizia Cecconi ha illustrato, con estremo sentimento, le storie di resistenza della popolazione palestinese, soprattutto delle donne, che vedono quotidianamente calpestati i loro diritti.
Presiedeva l’incontro Tania Tocci del Circolo ANPI “Nido di Vespe” che ha spiegato dapprima le motivazioni e le scelte che hanno portato all’organizzazione dell’incontro e come le donne sempre maggiormente si fanno portatrici dei significati più profondi insiti nelle scelte resistenziali.
La moderatrice inizia il suo intervento salutando la Presidente del VII Municipio, Susi Fantino, che ha raccontato le vicende delle donne vittime della dittatura fascista del suo paese d’origine.
Anna Maria Spognardi, dell’ANPI Roma, ha concluso questo incontro, sottolineando il fatto che la partecipazione delle donne alla Resistenza non è sola e semplice adesione, ma lucida e consapevole presa di posizione per dare senso politico alla vita di tutte e tutti.
In questo pomeriggio, si sono susseguite quindi riflessioni e storie straordinarie di resistenza che riesce a sconfiggere non solo le forze nemiche ma i pregiudizi e le discriminazioni della cultura patriarcale.

L.T.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...