Allarme per i servizi socio-sanitari nel VII Muninicipio


sanita2

Giovedì 29 Gennaio è stata promossa dalle istituzioni del VII Municipio un’assemblea pubblica, presso Sala Rossa della sede dell’ex X Municipio,  per discutere quali siano le prospettive per la sanità nel nostro territorio, come sarà garantita l’offerta sanitaria e quale sarà la modalità di salvaguardia dell’integrazione sociosanitaria alla luce  della riorganizzazione del servizio in seguito ai cambiamenti previsti dal nuovo Statuto di Roma Capitale. L’assemblea, convocata durante i giorni nei quali la Regione Lazio sta valutando gli atti aziendali, ha voluto attuare un confronto fra le istituzioni locali e gli operatori del settore sanitario soprattutto perchè, fino ad oggi, per quanto riguarda il IV Distretto della USL RMB come ha affermato l’Assessore municipale alle Politiche Sociali Daniela De Lillo: “tutto è stato deciso senza un confronto con i Municipi”.

L’incontro, moderato da Marta Bonafoni, consigliera regionale del Lazio, oltre alla Presidente del VII Municipio, ha visto l’intervento di Daniela De Lillo, Assessore Politiche Sociali VII Municipio, Valeria Vitrotti, Presidente della Commissione Politiche sociali del VII Municipio, Rodolfo Lena, Presidente Commissione Politiche Sociali e Salute Regione Lazio, Francesca Danese, Assessore Politiche Sociali Roma Capitale, Erica Battaglia, Presidente Commissione Politiche Sociali Roma Capitale, Giorgio Cerquetani, Cabina di regia del Servizio sanitario regionale, Carlo Saitto, Direttore Generale ASL RMC, Fabrizio Ciaralli, Direttore Sanitario IV Distretto ASL RMB, Maria Ferraresi, Direttore Sanitario IX Distretto ASL RMC, i Delegati del Sindaco per la Asl Rmb e Rmc, Marina Moscatelli e Antonio Bertolini, Augusto Battaglia, Presidente CIV Nuovo S. Andrea e Giusy Gabriele, Psichiatria Democratica. All’incontro non ha partecipato Vitaliano De Salazar, Direttore Generale ASL RMB.

Come ricordato da Susi Fantino, Presidente del VII Municipio, “il VII Municipio con il suo popolatissimo territorio, nato dalla fusione di due municipi, l’ex X e l’ex IX, potrebbe trovarsi ad affrontare nuove criticità sull’integrazione socio sanitaria per la non corrispondenza territoriale con i Distretti delle ASL”. “La nostra preoccupazione come ente di prossimità – aggiunge Fantino – è soprattutto quella di mantenere inalterata l’offerta sanitaria ed assistenziale, senza far pagare ai cittadini il prezzo della ristrutturazione, soprattutto per quanto riguarda i servizi integrati sociali e sanitari”.

In effetti la riorganizzazione ha fatto letteralmente sparire il IV Distretto, che attualmente non risulta più attivo anche se, per il momento, personale ed attrezzature rimarranno provvisoriamente in RMB.

L’incontro, molto partecipato, ha fatto emergere secondo l’Assessore De Lillo numerose sollecitazioni: “il mantenimento di due distretti, l’apertura di due case della salute, a via Antistio e Arco di Travertino(su quest’ultima il Municipio ha già dato l’ok per la destinazione sanitaria ma mancano le risorse che dovrebbero essere stanziate dalla Regione), l’omologazione qualitativa dei servizi e, soprattutto, la necessità di un percorso veloce, chiaro e determinato di integrazione sociosanitaria che metta al centro le persone, anche con l’attesa approvazione della legge 328”.

Adesso però cerchiamo di ricostruire un quadro generale sulle trasformazioni che sta attraversando la sanità pubblica con particolare attenzione al nostro territorio, il ruolo dei distretti e la riorganizzazione conseguente all’approvazione di Roma Capitale.

PROVVEDIMENTI

In seguito alla deliberazione del Consiglio dei Ministri del 21 marzo 2013 è stato approvato dalla Regione Lazio l’Atto di indirizzo per l’adozione dell’atto di autonomia aziendale delle Aziende Sanitarie della Regione Lazio. Da quanto si legge nel provvedimento:  “La riorganizzazione della rete ospedaliera è finalizzata alla promozione dell’appropriatezza organizzativa e clinica delle cure, nonché alla razionalizzazione ed all’efficientamento di tutta l’offerta assistenziale”
A ciò si deve aggiungere però che, con le deliberazioni n. 8 del 7 marzo 2013 e n. 11 dell’11 marzo 2013, l’Assemblea Capitolina ha approvato lo Statuto di Roma Capitale ed ha previsto, all’articolo 26, che il territorio di Roma Capitale, al fine di adeguare l’azione amministrativa dell’Ente alle esigenze del decentramento, fosse articolato appunto in 15 Municipi, e ne ha altresì approvato la relativa delimitazione territoriale.
In conformità a quanto previsto dal nuovo Statuto di Roma Capitale (cfr paragrafo 6, Capitolo I), gli ambiti territoriali dei distretti delle ASL RM/A, RM/B, RM/C, RM/E, verranno adeguati in ragione degli accorpamenti dei Municipi di Roma Capitale, ed il loro numero, conseguentemente, sarà ridotto dagli attuali 19 a 15. Nelle more dell’emanazione di specifici provvedimenti relativi alla ridefinizione degli ambiti territoriali dei distretti in coerenza con il nuovo assetto dei Municipi di Roma Capitale, le Aziende dovranno individuare adeguati meccanismi di integrazione e coordinamento interdistrettuale con specifico riferimento alle aree interessate dalla ridefinizione dei confini aziendali in conseguenza dello Statuto di Roma Capitale. Pertanto, in una prima fase, sarà possibile anche la costituzione di Distretti interaziendali. In questi casi, nell’iter di adozione dell’Atto Aziendale, dovranno essere previsti momenti di confronto e concerto tra le Aziende interessate dalle modifiche (ASL ROMA A, ASL ROMA B, ASL ROMA C, ASL ROMA E).

ASL ROMA B e IV DISTRETTO

L’Azienda USL Roma B, con sede legale in Via Filippo Meda, 35 si articola in 4 Distretti Sanitari territoriali corrispondenti ai quattro ex Municipi comunali (V, VII, VIII, X) ed in due Presidi Ospedalieri:  “Sandro Pertini” e “Policlinico Casilino”

Posta nella zona sud-est del Comune di Roma e con una superficie di 220,44 Kmq, l’Azienda USL Roma B  risulta la terza per estensione territoriale tra le ASL cittadine e con una popolazione residente di 735.230  si colloca al primo posto tra le ASL romane per numero di abitanti. I Distretti sanitari sono organizzati su base territoriale e sono caratterizzati dall’ autonomia di gestione ed assicurano ai residenti l’assistenza sanitaria di base e specialistica; garantiscono inoltre  le prestazioni di prevenzione, di riabilitazione, di medicina legale, di assistenza domiciliare, materno-infantile e, per le patologie da dipendenza, sia direttamente  sia con l’accesso a strutture convenzionate.

Il 4° Distretto, che ha un bacino di utenza di 184 mila cittadini, corrisponde al X Municipio e si estende fino ai confini con i comuni di Albano e Ciampino, comprende i quartieri: Don Bosco, Quarto Miglio, Appio Claudio, Appia Pignatelli, Romanina, Morena, Barcaccia, Gregna S. Andrea, Lucrezia Romana, Osteria del Curato. Nel 4° Distretto non vi sono presidi di ricovero a gestione diretta, ma si trovano  strutture accreditate: Villa Fulvia e RSA: Appia Felice, S. Michele Arcangelo e Villa Tuscolana. Sono presenti n° 2 strutture ambulatoriali polispecialistiche ed interdisciplinari, n° 2 ambulatori, n° 3 consultori, n° 3 strutture DSM, il Ser.T.

IL RUOLO DEL DISTRETTO

Il distretto rappresenta l’articolazione territoriale dell’Azienda ASL in cui si realizza l’integrazione complessa delle attività sociali e sanitarie, il coordinamento delle attività dei dipartimenti territoriali ed il raccordo con le attività dei dipartimenti ospedalieri. Il distretto esercita la funzione di tutela della salute dei propri assistiti, che si esprime attraverso il ruolo di garante dell’accesso ottimale alle prestazioni, dell’appropriatezza delle risposte ai bisogni espressi dai cittadini, della qualità dei servizi e dell’unitarietà dei percorsi assistenziali. Il distretto rappresenta il luogo in cui le sinergie a livello di rilevazione dei bisogni, programmazione, erogazione e valutazione dei servizi trovano il loro ambiente di azione, così da fornire una risposta completa ai bisogni di assistenza territoriale, sia in forma ambulatoriale, che domiciliare e residenziale, nonché di integrazione tra servizi sanitari, e tra attività sociali e sanitarie, assicurando, mediante l’erogazione di prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione, una risposta concreta ai bisogni sanitari e sociosanitari della popolazione di riferimento.

Il ruolo del distretto quale garante dell’integrazione, dell’appropriatezza e della continuità dei percorsi assistenziali trova espressione nell’esercizio della funzione di committenza nei confronti dei sistemi di produzione interni ed esterni, pubblici e privati. Il distretto, infatti, svolge sia la funzione di organizzazione e gestione delle risorse assegnate per la funzione di produzione diretta delle prestazioni, sia la funzione di committenza verso produttori terzi, intesa come acquisito e controllo delle strutture di erogazione, al fine di sviluppare al massimo le condizioni di autosufficienza dell’Azienda rispetto alle necessità di integrazione, cooperazione e risposta al bisogno. Dal punto di vista istituzionale, il distretto costituisce la sede delle relazioni tra attività aziendali ed enti locali per il pieno esercizio della funzione di programmazione volta ad individuare le principali aree di bisogno ed a delineare le priorità di intervento. Il distretto rappresenta, pertanto, l’interlocutore privilegiato per i rapporti con gli Enti locali e costituisce la struttura di riferimento per la cittadinanza, per quanto attiene il proprio territorio. Dal punto di vista strutturale, il distretto si configura quale articolazione territoriale, organizzativa e funzionale delle aziende unità sanitarie locali, dotato di autonomia economico-finanziaria, contabile e gestionale a cui viene attribuito uno specifico budget. I distretti svolgono le funzioni previste dall’art.3-quinquies del D. Lgs. 502/92 e ss. mm. e ii.  le seguenti attività:  a) valutazione della domanda/bisogno dei cittadini, anche attraverso forme di partecipazione delle associazioni dei cittadini, degli utenti e delle loro famiglie; b) valutazione e conduzione dell’assetto erogativo di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie, anche ai fini della qualità e dell’appropriatezza della domanda e delle risposte assistenziali, con particolare riferimento ai percorsi assistenziali per le patologie croniche e le persone fragili; c) programmazione delle attività territoriali sanitarie e sociosanitarie; d) compartecipazione, con gli Enti locali, le aziende per i servizi alla persona e gli altri soggetti di cui all’art. 1 della legge n. 328/2000 e s.m.i., alla definizione delle più ampie politiche di welfare attraverso il piano di zona e gli accordi di programma, attraverso il servizio sociale di distretto, nonché attraverso una adeguata politica di integrazione socio – sanitaria; e) garanzia della presa in carico e della continuità assistenziale, sia mediante la produzione diretta dei servizi e delle prestazioni, sia attraverso l’acquisizione degli stessi da altri soggetti aziendali ed extra aziendali, pubblici e privati accreditati.

L’art.3-quater del D. Lgs. n.502/92 e ss. mm. e ii. prevede che i distretti siano istituiti “garantendo una popolazione minima di almeno sessantamila abitanti, salvo che la regione, in considerazione delle caratteristiche geomorfologiche del territorio o della bassa densità della popolazione residente, disponga diversamente”. La Legge Regionale 16 giugno 1994, n. 18 e ss. mm. e ii., recante “Disposizioni per il riordino del servizio sanitario regionale ai sensi del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni e integrazioni. Istituzione delle aziende unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere” stabilisce (art.19, commi 3 e ss.) l’individuazione della dimensione territoriale dei distretti in cui si articola ciascuna azienda unità sanitaria locale.

Le funzioni di produzione distrettuali sono: a. salute della donna e dell’età evolutiva; b. tutela della salute mentale e riabilitazione dell’età evolutiva (TSMREE); c. servizio socio-sanitario per le tossicodipendenze e alcol-dipendenze (Ser.T); d. medicina generale, specialistica territoriale e continuità assistenziale; e. medicina legale f. assistenza protesica; g. riabilitazione  e presa in carico dell’utente disabile adulto; h. assistenza domiciliare integrata,  assistenza semiresidenziale e residenziale; i. l’assistenza alla popolazione detenuta nei Distretti sul cui territorio insiste l’Istituto Penitenziario.

Sono da considerare funzioni strategiche per le attività distrettuali: l’integrazione sociosanitaria, il Punto unico di accesso, la valutazione multidimensionale distrettuale e l’integrazione ospedale – territorio. Le strutture ed i servizi distrettuali, devono operare con modalità integrate, garantendo il raccordo funzionale delle diverse linee di attività. La Casa della Salute, la cui funzione strategica è rappresentata  soprattutto da un’efficace presa in carico del paziente cronico attraverso percorsi diagnostico terapeutici assistenziali condivisi, rappresenta un nodo della rete dei servizi territoriali ed è inserita nel distretto, di cui rappresenta un’articolazione organizzativa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...