Fermiamo l’inquinamento dell’aeroporto di Ciampino

ciamLunedì 4 Maggio i cittadini richiederanno l’intervento del Presidente della Regione Lazio per riportare l’aeroporto entro i limiti di legge così da tutelare il diritto alla salute e alla sicurezza pubblica

Nonostante sia chiaro che un aeroporto è incompatibile se situato all’interno del tessuto cittadino, sono anni che le istituzioni ignorano le proteste dei cittadini contro l’inquinamento ambientale causato dal traffico aereo dell’aeroporto di Ciampino. L’incremento dei voli causato dalle compagnie low coast come Ryanair ha completamente trasformato la funzione dell’aeroporto Pastine divenuto oramai uno scalo prevalentemente commerciale. Si è andata così configurando una vera e propria emergenza ambientale e sanitaria. Legambiente, ad esempio, ha rilevato che la concentrazione di polveri sottili nell’area del Parco degli Acquedotti supera di 6 volte i limiti previsti dalla legge. La diffusione di patologie, disturbi e malattie respiratorie è infatti altissima nell’area limitrofa all’aeroporto.

A ciò si deve aggiungere l’incremento di 30 milioni di passeggeri previsti in occasione dell’Expo e del Giubileo del 2015. Inoltre il Governo ha deciso di inserire Ciampino all’interno della lista degli aeroporti di interesse nazionale autorizzandone di fatto lo sviluppo illimitato. Per questo il Comitato per la riduzione dell’impatto ambientale dell’aereoporto di Ciampino, la rete territoriale Città in Comune e Cinecittà Bene Comune saranno presenti all’iniziativa pubblica “Ambiente-Mobilità-Sviluppo- Scuola- Sanità. La Regione Lazio vicina ai cittadini”, Lunedì 4 Maggio ore 16.30 presso l’Aula Consiliare del Comune di Ciampino in via 4 Novembre, per consegnare al Presidente della Regione Nicola Zingaretti una lettera nella quale si sollecita una presa di posizione chiara e netta da parte dell’amministrazione regionale in funzione di una drastica riduzione e limitazione dei voli. Come si legge nella lettera, “dopo oltre 3 anni dalla conclusione della Conferenza dei Servizi nel luglio 2010, che aveva definito la zonizzazione acustica dell’aeroporto e cioè i limiti che per legge non potevano essere superati, Aeroporti di Roma aveva presentato un piano di rientro truffaldino che negava l’esistenza di livelli di rumore fuorilegge. I tre Comuni di Ciampino, Marino e Roma avevano respinto il piano. A questo punto tutto si era bloccato: la Regione Lazio aveva promesso una Conferenza dei Servizi o qualche altro intervento FATTIVO per risolvere lo stallo normativo ma da allora non è stato fatto nulla e così l’inquinamento è rimasto oltre i livelli di legge”. L’immobilismo della Regione Lazio, dopo l’ultimo infruttuoso incontro con i cittadini, non è giustificato soprattutto alla luce degli studi scientifici da questa supportati come il Samba e il Cristal, che hanno stabilito come il livello di inquinamento acustico provocato dall’aeroporto sia incombatibile con la vita delle persone.

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