PIAZZA DEI DECEMVERI – PADRE ALEX ZANOTELLI INCONTRA LA “TENDA CONTRO LA CRISI”.

ALEX ZANOTELLI“Non è mai troppo tardi per essere quello che avremmo potuto essere”.

Alex Zanotelli

Le parole di Padre Alex Zanotelli hanno quella valenza utopica capace di accogliere l’inquietudine e la sofferenza dell’altro, evidenziandone le cause, un’economia feroce che riduce le donne e gli uomini a merce di poco prezzo e capace di contrastarne gli effetti attraverso un continuo e instancabile operare per la salvaguardia dei diritti di ognuno e la riappropriazione dal basso delle risorse del territorio.

Alex Zanotelli è un missionario comboniano e la sua storia racconta di un uomo che ha attraversato le terre della disuguaglianza, della miseria, delle diaspore, costruendo nuove forme di riscatto da autentico scardinatore, da chi lavora con ostinazione per rompere il gioco dei potenti.

Quest’uomo, che oggi ha scelto di vivere nel cuore del rione Sanità a Napoli, portando la sua dedizione e la sua forza morale in una città divisa e tormentata, ha scelto di attraversare uno spazio di resistenza della nostra città, quello della “Tenda contro la crisi”, portando il suo sostegno e la sua particolare attenzione agli attivisti della Rete Territoriale del VII Municipio Cinecittà Bene Comune e ai cittadini presenti all’incontro, tenutosi lo scorso mercoledì 9 dicembre. Nel suo intervento, segnato da una costante intensità e rara attitudine politica, ha manifestato il suo inesauribile affetto e il profondo legame che lo univa ad Antonio Calabrò, la tenerezza e la tenacia che contraddistinguevano questo medico nel suo lavoro e nel suo rapporto con gli altri. Ha raccontato del proposito di Antonio Calabrò di realizzare un ambulatorio sociale, un presidio medico gratuito

di prima accoglienza, progetto che prese forma nel 2008, nel luogo che proprio in questi giorni, dopo circa un anno e mezzo di attività sospese, ha ripreso ad offrire e a condividere tutta una serie di servizi e iniziative.

“…queste sono le porte sante di cui abbiamo bisogno…” ha sottolineato Padre Zanotelli nel suo discorso, facendo riferimento all’ingresso spalancato del container che ospita l’ambulatorio medico, le porte da tenere aperte sono quelle della solidarietà, dell’accoglienza, del mutuo soccorso. Fare politica dal basso è fondamentale per questo sacerdote delle periferie del mondo ed è necessario ribadire le volontà dei movimenti popolari attraverso la costruzione e l’organizzazione di reti di diverse realtà politiche e sociali accomunate dalle stesse esigenze e proposte.

Alex Zanotelli ha voluto ricordare l’etimologia della parola “giubileo” e il suo significato che deriva dalla cultura e dalla tradizione religiosa ebraica, la grande festa; la celebrazione dell’anno giubilare comportava la restituzione delle terre agli antichi proprietari, la remissione dei debiti, la liberazione degli schiavi e il riposo della terra.

Hanno preso la parola anche alcuni esponenti della rete territoriale, attivi in questi giorni nel portare avanti il progetto politico della “Tenda conto la crisi”, esprimendo con slancio e passione la gratitudine e il riconoscimento a Padre Zanotelli, per il suo costante impegno, segnato dalla battaglia, una tra tutte, per la ripubblicizzazione dell’acqua attraverso l’esperienza del referendum del 2011, tradito in seguito dai vari governi di larghe intese, asserviti alle multinazionali e ai dettami della finanza globale. E’ stato inoltre sottolineato il suo essere protagonista e testimone dei movimenti per la pace. Dalla discussione è emerso il desiderio e la volontà comune di un’economia di condivisione, il sogno di un’economia d’uguaglianza, come quello propugnato dai Movimenti Sem Terra dell’ America Latina, dove i popoli lottano per il recupero della terra e del territorio.

Scegliere di raccontare e vivere in prima persona il disagio e l’inquietudine dell’altro, di testimoniare e di scardinare, di insorgere contro il capitale, di contestare il sistema delle banche ricercando nuovi modi di produzione e di fare economia, di scendere nelle strade, di attraversare nuove terre ridando voce alle identità sommerse, di inventare nuovi modelli di organizzazione sociale, di prendere la parola e dire del proprio popolo perché ci sia un popolo, è questo il percorso di un prete ribelle

come Alex Zanotelli.

Per continuare a vivere e a costruire il nostro tempo, quello in cui non possiamo veramente sentirci noi senza pensare all’altro.

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