“THE HATEFUL EIGHT”. IL CINEMA E’ IL FUTURO DI CINECITTA’ Quentin Tarantino negli Studios di via Tuscolana per presentare il suo ultimo film

Ci sono soltanto due categorie di persone: i cattivi e i molto cattivi; ma noi siamo giunti a un accordo e chiamiamo buoni “i cattivi” e cattivi “i molto cattivi”.”
Fritz Lang

qIl grande pittore americano William M. Harnett, vissuto nella seconda metà dell’Ottocento, raggiungeva i suoi estimatori e acquirenti attraverso luoghi espositivi piuttosto eccentrici come le botteghe degli orefici, le hall degli alberghi, le anticamere delle esposizioni industriali, i drugstores, i saloons. Come William M. Harnett il geniale cineasta Quentin Tarantino ha scelto di condurre gli spettatori della sua ottava opera proprio in un saloon, scenario ideale per ambientare il suo secondo film western, e da lì poter osservare la storia e le storie dei suoi personaggi.

Non solo, Quentin Tarantino ha dato vita alla possibilità di vedere il suo film in pellicola, formato 70 mm; uno spettacolo straordinario, un autentico roadshow, come lui stesso lo ha definito; accadeva così agli albori del cinematografo, quando le proiezioni rappresentavano una “meraviglia” itinerante. L’evento avviene proprio in questi giorni e ad ospitarlo sono solo tre luoghi nel nostro Paese: il Cinema Lumière della Cineteca di Bologna, il Cinema Arcadia di Melzo e infine il Teatro 5 degli Studi di Cinecittà, che per l’occasione ospita, oltre ad una sala di proiezione con ben 888 posti e uno schermo gigantesco di 21m x 8m, anche una ricostruzione degli ambienti nei quali le azioni del film si svolgono. L’originale e inconsueta iniziativa ha destato grande interesse e curiosità, la visione così peculiare e imponente del film sta avendo un enorme successo e un’ampia risposta di pubblico.

Non si può fare altro che celebrare le numerose qualità del regista americano che contraddistinguono la cifra del suo mestiere: l’audacia, l’attenzione, la curiosità e un amore da sempre professato e manifesto nelle sue opere per il cinema italiano, per autori come Sergio Leone, Sergio Corbucci, maestri ai quali fa sempre riferimento con rara passione. L’anteprima del suo “The Hateful Eight” è avvenuta proprio nel Teatro 5 di Cinecittà, Tarantino accompagnato da Kurt Russel, Michael Madsen e dal maestro Ennio Morricone, che ha composto le musiche per il film. Un atto di autentica devozione che denota una grande conoscenza dei maestri del cinema italiano, che hanno svolto gran parte del proprio lavoro nei leggendari e gloriosi Studi.

Leggendari studi, che oltre ad avere un prezioso valore storico e culturale, vivono una sorta di rinascita, non solo attraverso un evento del genere di grande attrazione e di conseguenza portatore di un notevole ritorno economico per gli organizzatori, ma anche grazie le numerose produzioni cinematografiche e televisive che negli ultimi mesi hanno visto gli Studi di Cinecittà protagonisti. Allora perché mettere in atto tutta una serie di interventi che invece di rilanciare questo sito produttivo di inestimabile qualità, lo porterebbero ad un inesorabile stravolgimento e declino. Interventi previsti dal Piano di Luigi Abete, presidente BNL e presidente Cinecittà Studios. Piano che vuole la demolizione di molte strutture per costruire al loro posto un albergo e centinaia di parcheggi di scambio, la realizzazione in un’area di seicentomila quadri di ben 135 mila metri cubi di cemento, in un territorio già profondamente ferito da una decennale speculazione edilizia. A pagare le linee di questo disegno sono stati già i lavoratori degli Studi, che hanno subìto decine di licenziamenti e la cassa integrazione, oltre a vedere smantellato il laboratorio sviluppo e stampa che era una tra le eccellenze del sapere tecnico-cinematografico di Cinecittà.

Invece di continuare a licenziare i lavoratori e voler perseguire dissennati progetti di edificazione di inutili strutture delle quali la cittadinanza non ha alcuna esigenza, perché non pianificare una nuova valorizzazione e la ripubblicizzazione degli Studi stessi, che permetta di garantire ai lavoratori la sicurezza del proprio posto di lavoro, che in questi anni hanno con fatica difeso, e la possibilità di crearne di nuovo, attraverso la trasmissione dei saperi delle diverse maestranze; fare in modo che Cinecittà diventi un’autentica fucìna di idee e lavoro, non esclusiva ed elitaria.

Quentin Tarantino ha espresso il desiderio di girare il suo prossimo film western in Italia, così da essere finalmente decretato, dopo tre film, autore del genere, come Bud Boetticher, Sergio Leone, Sam Peckinpach. Dal canto nostro, suoi ammiratori, non vediamo l’ora e vorremmo che al suo ritorno non trovi negli Studi di Cinecittà, al posto dei teatri di posa e dei set allestiti per le diverse produzioni, un ennesimo centro commerciale, un anonimo albergo con annessa spa e centinaia di inservibili parcheggi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...