PREMIAZIONE 4° CONCORSO LETTERARIO ROBERTO SCIALABBA: TRA RACCONTI DI PARTIGIANI, RIBELLI, COMBATTENTI E CANTASTORIE.

12745949_947842891989355_1421286808467853786_nMa egli folle invoca le tempeste, quasi che nelle tempeste fosse pace”

Lev Tolstoj

Un ragazzo parmense decide di lasciare il suo lavoro di orologiaio e unirsi ad una compagnia di attori, quello che lo spinge non sono velleità e vanità artistiche ma un indomabile desiderio di libertà che sarà segno peculiare e conduttore di tutta la sua straordinaria esistenza.

Questo giovane uomo è Guido Picelli, Ardito del Popolo, che guidò nel 1922 a Parma, in una battaglia vittoriosa, quattrocento combattenti, riuniti in un fronte unico antifascista formato da anarchici, comunisti, popolari, repubblicani e socialisti, schierato contro diecimila squadristi fascisti capitanati da Italo Balbo. Deputato indipendente comunista, issò sul Palazzo di Montecitorio, il 1 Maggio del 1924, la bandiera rossa, mentre un manipolo di sicari fascisti lo attendeva fuori del palazzo per attentare alla sua vita, attentato che riuscì a sfuggire mentre la bandiera rossa, che rivendicava le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori, riuscì a sventolare per quindici minuti. Si unì nel 1936 alle milizie comuniste spagnole che lottavano contro il giogo franchista. La vita eccezionale di Guido Picelli è raccontata nel meraviglioso documentario di Giancarlo Bocchi “Il Ribelle”, film del 2011, realizzato attraverso accurate e preziose ricerche d’archivio; in alcuni frammenti è possibile vedere lo stesso Guido Picelli, che partecipò nelle vesti di attore in alcuni film, la voce narrante del documentario è quella di Valerio Mastandrea, mentre ad interpretare le parole di Guido Picelli è Francesco Pannofino. E proprio il regista Giancarlo Bocchi, insieme a questa sua opera documentaristica esemplare è stato uno dei protagonisti del 4° Concorso Letterario Roberto Scialabba, tenutosi lo scorso 29 febbraio all’Ist. Jean Piaget, situato nelle vicinanze di Piazza Don Bosco, teatro nella notte del 28 Febbraio del 1978 dell’ assassinio per mano di alcuni fascisti appartenenti al gruppo armato dei NAR, di un giovane simpatizzante di Lotta Continua, Roberto Scialabba, nato e cresciuto nel quartiere di Cinecittà.

Quel giorno Roberto si trovava a trascorrere la serata in piazza con il fratello ed alcuni amici, come era frequente in passato, laddove i luoghi di incontro, di gioco, di idee e di politica erano le strade e le piazze del proprio quartiere ed era molto lontana la distraente aridità degli attuali centri commerciali; quando all’improvviso un manipolo di fascisti assalta il gruppo ferendo alcuni e uccidendo il giovane Roberto.

Il Concorso letterario pensato e voluto dal Centro Sociale Spartaco, organizzato e promosso insieme alla Sezione A.N.P.I. Cinecittà – Quadraro “Nido Di Vespe” e all’Associazione Culturale “La Lotta Continua” è giunto alla sua quarta edizione e anche per quest’anno era prevista oltre la premiazione di tre partecipanti con un lavoro letterario, un racconto, una poesia o un fumetto, il riconoscimento all’attività di alcune realtà e persone che si sono distinte nel proprio operato per l’impegno declinato ai valori dell’antifascismo, della democrazia e della solidarietà. A ricevere quindi, il riconoscimento come Miglior Regista, il parmense Giancarlo Bocchi che da anni dedica la sua attività di appassionato e rigoroso documentarista a narrare le vicende legate ad alcuni teatri di guerra, come il drammatico e atroce conflitto vissuto nell’ex Jugoslavia. E’ evidente che la narrazione e il prestare ascolto alle storie del vissuto di donne e uomini è fondamentale e necessario per non restare indifferenti, accogliere l’altro e comprendere la complessità eroica e tragica di alcune vicende, come quelle vissute dal popolo curdo. Alcune delle quali sono raccontate attraverso le esperienze di un giovane uomo ne “Il Combattente “ di Karim Franceschi, a cui è stato assegnato il premio come Miglior Libro; nonostante il solo collegamento telefonico Karim che, nel Gennaio del 2015 si è unito alle milizie curde dell’Ypg per contrastare la feroce avanzata dell’Is, è riuscito, attraverso le sue parole cariche di sensibilità e profonda umanità, ad emozionare le numerose persone raccolte nella sala-teatro della scuola.

La musica può essere elemento essenziale e vitale per ciascuno e può con la sua potenza evocativa e rivoluzionaria esprimere sentimenti di ribellione, dissenso, libertà e, tutto questo e altro ancora è presente nelle composizioni e nella ricerca musicale, nella scrittura dei testi del gruppo “Il Muro del Canto”, band dello scenario romano caratterizzata dalla particolare vocalità del cantante Daniele Coccia, ed a lui e al resto della band è stato assegnato il Premio Migliore Gruppo Musicale. Nel loro stile musicale confluiscono tradizioni popolari e contaminazioni rock e dark, tra racconti di questioni d’amore e di coltello, gelosie e vendette; il loro canto narra il carcere, l’alcool, la povertà e il precariato, le storie possono apparentemente descrivere una Roma sparita, ma le tematiche affrontate sono più che mai attuali, non più vissute nel cuore storico della città ma ai suoi margini, nelle nostre periferie, nate da una feroce speculazione edilizia.

Come anche nelle scorse edizioni quest’anno è stato assegnato il Premio alla Migliore Associazione che ha saputo nel corso del tempo caratterizzare la propria attività attraverso un autentico e fondamentale impegno nel sociale, come è stata in grado di fare l’Associazione Baobab, che prima di essere sgomberata dalla propria sede operativa, in Via Cupa, una piccola traversa della Via Tiburtina, era riuscita ad accogliere in questo centro migliaia di migranti, transitanti verso il Nord Europa, sostenuta da una rete di solidarietà spontanea e improvvisa da parte di numerosi cittadini che hanno sentito il bisogno, grazie anche al supporto degli spazi sociali del quartiere di San Lorenzo, di dare aiuto e condividere con i volontari dell’Associazione questa esperienza, in una città spesso ritratta come cinica e disincantata, ma nei fatti invece, grazie al presidio di alcune realtà, attenta e partecipe. A testimoniare questo e a ricevere il riconoscimento un esponente dell’Associazione Baobab, Andrea Costa.

Il Premio Speciale di questa edizione è stato dedicato a Teresa Vergalli, combattente partigiana, nata a Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, il padre Prospero fu perseguitato per il suo impegno di antifascista e di cooperatore agricolo. Tutta la sua famiglia fu al centro di un’intensa attività di organizzazione, sabotaggio, reclutamento, approvvigionamento per le formazioni armate di pianura e di montagna. Teresa ha organizzato inoltre durante la Lotta di Liberazione i Gruppi di difesa delle donne per la Resistenza. Ha lavorato come insegnante e vive da molti anni proprio nel quartiere di Cinecittà. La sua preziosa presenza durante l’iniziativa e il suo intervento, nel quale ha tenuto a sottolineare il ruolo fondamentale delle donne nella Resistenza, spesso volutamente disconosciuto e taciuto anche dallo stesso P.C.I., ha colpito ed emozionato enormemente i partecipanti, che hanno ascoltato le sue parole semplici, nobili e cariche di desiderio di giustizia.

La parola è poi passata ai vincitori del Concorso, protagonisti dell’iniziativa, che grazie ai loro lavori insieme alle altre opere inviate dal resto dei numerosi partecipanti, animano il concorso e rendono possibile la costruzione di questo evento. Tutti e tre giovanissimi, per loro principalmente il concorso è ideato, hanno vinto rispettivamente il terzo premio con una poesia, il secondo con un breve brano e il primo premio con una poesia; tre studenti, Cecilia Budoni, Domitilla Pavia e Matteo Slovacchia, sono saliti sul palco non nascondendo l’emozione e rivelando al tempo stesso una rara consapevolezza e sensibilità nel motivare le ragioni che li hanno spinti a partecipare al Concorso. Una Menzione Speciale è stata attribuita a Silvio Marconi, autore di un toccante racconto sulle sofferenze causate dalle guerre di ieri e di oggi, che le donne e gli uomini portano con sé, e di come il dolore di terribili vicende, possa accomunare vite e destini apparentemente distanti.

Si è conclusa così la quarta edizione del Concorso Letterario Roberto Scialabba. L’immagine della locandina del concorso ritrae una figura femminile su un’imbarcazione intenta a fronteggiare la tempesta mentre un faro illumina la scena, quasi a simboleggiare il fatto che, anche quando la tempesta ci travolge, è possibile sfidarla con coraggio e tenacia e scorgere così da lontano la luce di un faro che rappresenta la nostra capacità di dare forma a cose belle, creare arte, raccontare e ascoltare storie.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...