Ex deposito di Piazza Ragusa: una laboratorio partecipato per la ricoversione ecologica in funzione del servizio pubblico

depDue anni fa la rete territoriale del VII Municipio Cinecittà Bene Comune, i lavoratori Atac USB e il Comitato di quartiere Villa Fiorelli hanno presentato un progetto di riconversione ecologica dello stabile in funzione della mobilità sostenibile e la creazione di nuovi posti di lavoro. Questo ha portato alla costituzione di una commissione mobilità ad hoc, composta da rappresentanti di Roma Capitale, dai lavoratori, dall’azienda Atac e dai cittadini. La vendita dell’immobile fu bloccata, riconosciuto il vincolo storico-architettonico della facciata e furono approvate le linee guida del progetto per la riconversione ecologica della ex stazione.

Attualmente però il deposito di Piazza Ragusa è ancora abbandonato e in disuso ed è stato inoltre inserito nuovamente in una lista di strutture pubbliche gestite da Atac che saranno privatizzati con l’obiettivo di risanare il debito, attraverso il Dup, il documento unico di programmazione dei prossimi tre anni per la città di Roma presentato dal Commissario Tronca.

Dopo l’iniziativa di sensibilizzazione del 19 Marzo promossa dalla rete Cinecittà Bene Comune presso l’ex deposito sul versante di via Tuscolana, si è intrapreso un percorso che ha visto la costituzione di un laboratorio partecipato per lo sviluppo e la pubblicizzazione del progetto di riconversione ecologica in funzione della mobilità sostenibile, come è stato per l’ex deposito di Piazza Bainsizza anch’esso interessato dal processo di svendita. Il laboratorio sarà composto da un forum, un’ agorà volta a raccogliere le “visioni” degli abitanti e dei lavoratori, e una commissione tecnica mista fatta di  urbanisti, architetti, economisti ed ecologisti. Si stanno perciò contattando gli esperti dell’Università di Tor Vergata, della Sapienza e di Roma Tre. Il tentativo è quello di formulare una stima dei benefici in termini di nuovi posti di lavoro, riduzione del traffico e dell’inquinamento, contributo dato dall’impiego delle energie rinnovabili,  potenziamento del servizio pubblico per il trasporto e miglioramento della qualità della vita per i quartieri circostanti in termini sociali ed economici. Il progetto verrà poi presentato attraverso una serie di incontri pubblici. La prossima riunione del laboratorio partecipato è prevista per venerdì 15 aprile ore 18:00 a Scup in via della Stazione Tuscolana 84. Di seguito riportiamo le linee guida, approvate dalla Commissione Mobilità di Roma Capitale, in base alle quali cittadini, lavoratori ed esperti del settore  stanno sviluppando attraverso il laboratorio partecipato il progetto dettagliato per la riconversione ecologica del deposito. L’obiettivo è quello di salvaguardare l’ambiente e migliorare la mobilità in questo quadrante della città, creare nuovi posti di lavoro e preservare la funzione pubblica della struttura.

PROGETTO DI RECUPERO DEL DEPOSITO ATAC DI PIAZZA RAGUSA

IN FUNZIONE DI UN PIANO PER LA MOBILITÀ SOSTENIBILE

L’Ex deposito Atac di Piazza Ragusa risale al 1930. Sorge in prossimità della Stazione Tuscolana e dell’attuale snodo metropolitano Metro C – Metro A, in uno dei quartieri a più alta densità abitativa, il quartiere Tuscolano. L’edificio è di rilevante interesse architettonico e urbano come testimoniato dalla “Carta della Qualità” del PRG. Sempre dal PRG, dall’elaborato “Sistemi e regole”, l’ex rimessa è individuata come tessuto della città storica T6. Occupa uno spazio di oltre 20mila metri quadrati, pubblico e inutilizzato. Un fantasma di cemento fatiscente che ingloba un intero isolato.
Fino a febbraio 2008 l’enorme struttura ospitava decine e decine di mezzi adibiti al trasporto pubblico, oltre a circa 800 lavoratori.
Oggi è nell’elenco delle 15 ex autorimesse dell’Atac pronte, almeno sulla carta, per essere vendute.

Il 25 giugno 2011 l’assemblea capitolina approva la delibera 39: la società Atac Patrimonio Srl (società di scopo controllata da Atac spa) viene autorizzata a vendere i depositi.

Gli immobili in questione, esaurito il supporto al trasporto pubblico locale, “rappresentano – si legge nell’atto – una opportunità strategica sia al fine di reperire risorse economiche, sia per un più generale processo di riqualificazione urbana”.

Il deposito di Piazza Ragusa, come confermato da Atac Patrimonio, è tra i progetti ancora ‘appesi’ al giudizio dell’assemblea.

PROGETTO PREVISTO DAL COMUNE DI ROMA PER PIAZZA RAGUSA – Su una superficie lorda utilizzabile di 20.300 mq il progetto ne destina un 33% a uso abitativo, e un 67% a commerciale e servizi. Altri 21.130 mq andrebbero a parcheggi, verde, e servizi pubblici.

Un’analisi puntuale del piano di valorizzazione proposto dal Comune di Roma è stato condotto all’interno di un rapporto di ricerca dell’Università Roma Tre (La ricchezza dell’Atac, 2/2/2012, Università degli Studi Roma Tre DIPSU). Nello studio si evidenzia una forte criticità: il rapporto tra superficie abitativa e servizi ai cittadini. “Le già carenti attrezzature pubbliche esistenti nell’ambito più prossimo (un Kmq di superficie con al centro l’edificio in dismissione, ndr) sarebbero ulteriormente caricate dai nuovi 179 abitanti previsti (numero stimato per i nuovi alloggi, ndr)”. I nuovi abitanti non andrebbero a beneficiare di nessuno dei servizio previsti “in quei 2,1 ettari” (i suddetti 21.130 mq), perché “evidentemente” un simile quantitativo “non può essere soddisfatto all’interno dell’area in oggetto che ha un’estensione di 1 ettaro soltanto”.

Il rischio è chiaro: ancora case ma senza un adeguato ritorno in termini di servizi ai cittadini, in un’area dove già le strutture sono carenti e ben al di sotto della soglia prevista dal PRG. Per questi motivi la rete territoriale Cinecittà Bene Comune propone di operare, anche attraverso il contributo dei Fondi Strutturali Europei, gestiti dalla Regione Lazio, un progetto di riconversione ecologica di tutta la struttura, con la finalità di realizzare un deposito alternativo per una mobilità eco-sostenibile in grado di offrire il servizio di trasporto pubblico per il centro storico e per le aree urbane limitrofe al deposito stesso. Questo sarebbe possibile chiudendo totalmente al traffico tutto il centro storico, non limitandosi a chiudere il Tridente Via Del Corso, via di Ripetta, Via del Babuino, e facendo entrare all’interno solo mezzi ecologici, per il trasporto pubblico, alimentati a metano ed elettrici. Tutto ciò avverrebbe con un notevole abbattimento dell’inquinamento atmosferico, valorizzando la tutela dell’ambiente e del traffico locale, rilanciando i livelli occupazionali del servizio pubblico e potenziando l’offerta in risposta alla crescente domanda di mobilità.
La riattivazione della struttura inoltre permetterebbe alla piazza antistante di non cadere in situazioni di degrado e abbandono, garantendo un ritorno in termini di sicurezza sociale per tutta l’area circostante dato l’orario anche notturno della sua apertura.

pertanto CHIEDIAMO:

1) La riconversione ecologica dell’ex deposito ATAC di Piazza Ragusa, attraverso la realizzazione di una stazione per la mobilità sostenibile e alternativa in grado di offrire un servizio per il centro storico e per le aree urbane limitrofe soggette a ZTL (es. Pigneto, San Lorenzo ecc.) con l’uso di vetture ecologiche.

Questa stazione per la mobilità sostenibile, oltre ad esercitare la funzione di trasporto pubblico, potrà garantire:

– forniture al sistema di car sharing e bike sharing, così da offrire la possibilità ai passeggeri della Metro A, della Metro C e della stazione Tuscolana di fruire del servizio di sharing;

– officine atte alla riparazione di tutti i mezzi ecologici quali biciclette e veicoli elettrici;

– distributori per privati atti all’alimentazione dei mezzi ecologici.
Il tutto può essere alimentato da pannelli fotovoltaici posti al di sopra della superficie dell’area.
Per il progetto di riconversione dello stabile e per lo svolgimento delle mansioni in esso comprese, potranno essere impiegati circa 1000 lavoratori, offrendo così anche un forte incremento al dato occupazionale.

2) Di non aumentare la volumetria rispetto a quella esistente, senza intaccare la SUL massima del complesso.

3) Di aprire il progetto di riqualificazione alla partecipazione della cittadinanza e delle realtà territoriali, utilizzando gli edifici con entrata in via dei Rogazionisti, ma non escludendo, viste le dimensioni dell’edificio, la possibilità di ricavare ulteriori spazi da destinare alla vita sociale del quartiere.

4) Di condurre studi preliminari al Programma unitario di valorizzazione territoriale, documenti necessari per poter valutare la fattibilità dello stesso.

5) Di rendere il progetto un’occasione di riqualificazione e integrazione con il complesso degli spazi adiacenti degradati o poco funzionali.


Rete territoriale Cinecittà Bene Comune
Lavoratori Usb trasporti
Comitato Villa Fiorelli

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