Maurizio Landini incontra le vertenze in difesa dei beni comuni e del lavoro del VII Municipio

Una discussione pubblica per trovare possibili percorsi, per affermare diritti e dignità contro l’impoverimento sociale a partire dal territorio, luogo privileggiato della ricomposizione delle lotte

Largo Spartaco, la piazza più frequentata dai giovani del quartiere Quadraro, diventa il luogo di incontro tra il segretario generale della FIOM Maurizio Landini, le vertenze contro i licenziamenti attive nel VII Municipio e le lotte in difesa dei beni comuni locali, in funzione della creazione di nuovi posti di lavoro e di servizi per la cittadinanza. Ad organizzare l’incontro del 27 Maggio è stata la Rete Territoriale Cinecittà Bene Comune che aveva già incontrato Maurizio Landini alla Tenda Contro la Crisi nel novembre scorso, in collaborazione con la FIOM Roma e Lazio. L’incontro che poneva al centro la crisi economica e del lavoro è stata una scelta consapevole in vista della stagione elettorale per l’elezioni amministrative di Roma e del VII Municipio. I temi della crisi, dell’impoverimento, dell’esclusione sociale e della solitudine di fronte alla mancanza di risposte su casa e lavoro per chi non arriva neppure alla fine del mese, sembrano essere scomparsi dalle agende dei canditati di questa tornata elettorale. Roma senza un serio piano per il lavoro è finita. Se non si riuscirà ad incrementare la spesa sociale, assottigliatasi dai continui tagli imposte dai diktak europei, la città si avvierà verso un destino inesorabile, dove l’impoverimento della popolazione sarà l’unico dato fortemente in crescita. E’ questo l’argomento che ha tenuto insieme un dialogo schietto e serrato tra il segretario nazionale della FIOM e oltre 10 vertenze sul lavoro. Tra gli interventi anche i lavoratori degli Studios di Cinecittà, i manutentori della Metro del deposito di Anagnina, i precari delle scuole , degli asili e delle cooperative sociali, solo per citarne alcuni. Molti sono stati gli interventi di denuncia sulla mercificazione del lavoro, la perdita di strumenti sindacali e legali per difendersi dagli attacchi delle imprese e dei datori di lavoro. Ampio spazio alla discussione è stato dato per raggionare concretamente su percorsi da intraprendere o già intrapresi ma da estendere, per sfuggire alla crisi sociale che attanglia anche il municipio VII. Dai dati Istat 2016, questo municipio infatti è tra i più colpiti, con un alto tasso di disoccupazione giovanile e il primato degli anziani più poveri di Roma.

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Assemblea a Largo Spartaco

La formula che accumunava gran parte degli interventi è stata la necessità di costruire unità e solidarietà tra le varie vertenze, cercando di far coniugare la difesa dei posti di lavoro, con il rilancio del patrimonio pubblico abbandonato o in declino. Tra questi sono stati citati i beni confiscati alle mafie proprio da un intervento dell’associazione Libera. Diversi interventi hanno illustrato attività positive e sperimentazioni di partecipazione. Tra i beni comuni più vicino a noi da recuperare sono stati citati il Parco di Centocelle come luogo di rilancio dell’occupazione giovanile , dell’ambiente e del turismo e l’ex deposito Atac di Piazza Ragusa in funzione dell’occupazione e di una mobilità sostenibile. Al confronto anche esponenti del movimento per il diritto alla casa e dei centri sociali Scup e Corto Circuito, in lotta contro delibere comunali miopi e volte solo a fare cassa anzichè favorire la rigenerazione urbana, l’accesso alla cultura e agli spazi pubblici urbani, sempre più in via di estinzione.

Molti gli interventi che hanno segnalato l’avanzata di nuove povertà, di occupazione mal retribuita anche a fronte degli effetti delle riforme che cominciano a manifestarsi con intesa drammaticità a aprtire dalla legge Fornero sulle pensioni. I provvedimenti del premier Renzi con la Buona scuola, il jobsact e il decreto sblocca Italia si fanno sentire sempre con più insistenza e dificilmente si riesce ad organizzare la giusta opposizione sociale, anche per le divisioni e le frammentazioni delle varie componenti politiche e sociali.

Sotto l’ombra del palazzone a forma di Boomerang di largo Spartaco, sia pure in una dimensione ancora piccola, è andato in scena un tentativo dignitoso di dialogo e cooperazione, di coalizione dal basso, dove l’unità e la condivisione sono pratiche impegnative ma non impraticabili.

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Maurizio Landini alla Tenda Contro la Crisi in Piazza dei Decemveri

Le difficoltà sono evidenti: ridare dignità al lavoro rilanciando nuove tutele e garanzie per i lavoratori, rilanciare i beni comuni esistenti sul territorio per invertire la rotta della speculazione edilizia, del commercio selvaggio dei centri commerciali e delle sale slot spuntate come funghi , introdurre nuovi diritti e un welfare locale sono risultati ancora lontani. Il primo passo da fare è cercare di ricomporre un blocco sociale , trasversale, differenziato ma solidale e cooperante. Questo è il segnale più forte emerso dal dibattito. Inoltre, da più realtà è emersa la critica serrata al taglio della spesa e al ricatto del debito a cui le amministrazioni , quella cittadina e quella municipale, sembrano soccombere senza che ci sia nessun tipo di resistenza. La funzione di questo incontro è stata quella di sottolineare l’importanza e il ruolo della partecipazione popolare dal basso alla costruzione di conflitti e di soluzioni possibili senza le quali la migliore rappresentanza, anche volendo, non sarebbe in grado di conquistare, si presenterebbero insufficienti e deboli allo scontro con poteri forti e un sistema di norme e diktat calati dall’alto, consolidati nel tempo. Ne è l’esempio la Grecia soffocata dalle politiche della banca centrale e dalla commissione europea. L’assemblea di largo Spartaco ha cercato con vigore di avviare e dare forza a tutti quei tentativi che a partire dal territorio dove si vive ogni giorno, traciano percorsi per ricostruire dal basso un nuovo modo di affermare i diritti e la democrazia, una nuova modalità di agire la politica e la trasformazione sociale che parte dal territorio, lo spazio fisico dove si manifestano principalmente precarizzazione e sfruttamento, dove atterrano depredazioni dell’ambiente e speculazioni finanziarie ma anche il luogo privileggiato della ricomposizione delle lotte. All’assemblea è emerso un nuovo modo di fare e concepire un altro modello di movimento sociale, in grado di interferire e di cambiare i rapporti di forza che oggi sembrano fortemente sbilanciati a favore di chi esercita il potere, a discapito di chi subisce la devastazione del territorio e l’impoverimento economico e sociale in modo costante e progressivo.

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