Metropolitana Linea A: disservizi, ritardi e licenziamenti

Metropolitana_di_Roma_AnagninaI vertici dell’azienda municipalizzata Atac hanno annunciato che il servizio della metro A subirà dei rallentamenti nei prossimi tre mesi, fino a Settembre, a causa delle operazioni di manutenzione dei treni. In realtà sono già alcuni mesi che il numero di treni disponibili per il servizio è sceso dalle 32/33 a 16/18 unità giornaliere. Ciò è stato provocato da un insieme di problematiche e da scelte aziendali che hanno mirato più agli introiti che a un servizio di qualità per tutti i cittadini. Le cosiddette operazioni di manutenzione, infatti, richiederanno molto tempo perchè in realtà l’azienda, nonostante si sia rivolta a sua volta ad un’azienda estera per la revisione e messa a punto delle ruote dei convogli, non ha trovato e previsto nessuna figura professionale nel suo organico che si assumila responsabilità di certificare a norma di legge la correttezza delle operazioni eseguite in funzione della sicurezza dei passeggeri. Di seguito riportiamo brevemente la vicenda significativa di alcuni lavoratori, manutentori della metropolitana Linea A e della tratta Roma-Ostia Lido, colpiti recentemente dai licenziamenti.Caf Italia, alla quale Atac ha dato l’appalto per la manutenzione, ha di fatto messo in mobilità 7 lavoratori che operavano nel deposito-officina Atac nel quartiere di Osteria del Curato. Ha inoltre eliminato il turno pomeridiano di presidio dei tecnici. Tale provvedimento ha prodotto una situazione di sotto organico che ha causato ritardi nella consegna delle lavorazioni, con conseguenti multe da parte di Atac nei confronti di Caf Italia. Quest’ultima, essendo costretta a pagare le penali, ha ritenuto opportuno ripristinare la quota di lavoratori necessari per adempiere regolarmente ai suoi obblighi contrattuali per quanto riguarda le lavorazioni. Secondo la normativa, la ditta avrebbe dovuto reintegrare obbligatoriamente il personale messo in mobilità qualora ci fossero state delle nuove assunzioni entro i primi sei mesi. Caf Italia però, per evitare di reinternalizzare i 7 lavoratori in mobilità si è rivolta a Caf Spagna, l’azienda madre. Questa ha individuato un’azienda spagnola, la Fivalga, che ha poi siglato un accordo con CAf Italia, alla quale cede in prestito la propria manodopera. I nuovi assunti peraltro stanno svolgendo le stesse mansioni dei lavoratori messi in mobilità. Questo testimonia che i licenziamenti sono stati dettati da esigenze legate al taglio del costo del lavoro, con evidenti violazioni dei diritti dei lavoratori e peggioramento del servizio pubblico per i cittadini. Inoltre, fra i 7 operai specializzati, c’è un delegato sindacale della Fiom che si è contraddistinto per la combattività e un’attività continua rivolta alla tutela dei diritti e della sicurezza dei lavoratori.

Terminati i 6 mesi nel mese di Giugno, Caf Italia ha già annunciato che farà a meno della Fivalga e assumerà lavoratori italiani usufruendo degli sgravi del Jobs Act. Lo Stato Italiano dovrà così pagare non solo la mobilità degli operai ma anche gli incentivi all’impresa privata per le assunzioni. Tutto ciò a discapito dei cittadini che, a fronte di una pressione fiscale che raggiunge quasi il 60%, non ricevono in cambio un livello minimo di qualità del servizio del trasporto pubblico locale. Se da una parte Caf Italia ha licenziato 7 lavoratori a causa di presunti esuberi del personale, dall’altra parte ha effettuato nuove aasunzioni nei cantieri di Foligno, Trieste e in Sardegna a seguito dell’assegnazione di una gara d’appalto bandita dalle Ferrovie dello Stato.

L’ex dirigenza di Atac ha quindi voluto rienternalizzare formalmente il lavoro, per evitare gli sprechi, ma non i lavoratori perchè ha poi fatto ua gara d’appalto per quanto riguarda la gestione dell’aria condizionata e la logica del treno sui coinvogli della metropolitana della Linea A, aggiudicata al massimo ribasso da un’azienda campana.

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