A PIENA VOCE: 11 video-interviste ai protagonisti del Cinecittà Film Festival

Pubblichiamo nella categoria “A piena voce” un ciclo di interviste realizzato durante la 3° edizione del Cinecittà Film Festival. Durante le quattro giornate al Parco degli Acquedotti abbiamo incontrato 11 fra i più significativi protagonisti dell’evento: registi, critici, lavoratori di Cinecittà Studios, attori, associazioni cinematografiche, web-radio, ex lavoratori del mondo del cinema ed esperti.

In questa intervista incontriamo Manuela Calandrini, lavoratrice e rapresentante Rsu di Cinecittà Studios la quale sostiene che gli studi di Cinecittà devono ritornare ad essere un polo di eccellenza del territorio e di tutto il cinema italiano.

La gestione degli studi da parte di Luigi Abete ha prodotto indebitamento e una costante riduzione delle produzioni. Inoltre attualmente 38 lavoratori del settore sviluppo e stampa sono stati licenziati ed ora si trovano in mobilità, 38 lavoratori del settore digitale ed audio sono stati messi in cassaintegrazione, 110 lavoratori della produzione sono da gennaio 2013 in solidarietà e al termine dei contratti previsto per Dicembre 2016 per loro si prospetta la fine del lavoro. Tutto questo avviene nonostante l’impegno del Mibact , la rateizzazione del debito di Cinecittà Studios contratto con l’Istituto Luce, l’abbattimento del costo del lavoro con i contratti di solidarietà e i 7 milioni di euro del Ministero, la riduzione del canone di affitto che Cinecittà deve corrispondere al Mibact e nonostante che varie produzioni nazionali e alcune grandi produzioni internazionali siano tornate a lavorare a Cinecittà. Ad aggravare la situazione c’è la volonta di avviare e di procedere alla realizzazione del piano di Luigi Abete, poco diffuso e trasparente, di cementificazione degli Studios che prevede la costruzione di un albergo e di centinaia di parcheggi privati.


Riportiamo il video dell’intervento del nuovo Assessore del VII Municipio alle Politiche della Scuola, Edilizia Scolastica, Cultura, Sport e Politiche Giovanili , Elena De Santis, girato  nella prima giornata del Festival durante il dibattito intitolato: “Cinecittà Studios. Le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici del cinema”. All’incontro, coordinato da Alessandro Luparelli della rete territoriale Cinecittà Bene Comune, sono intervenuti Massimo Corridori e Manuela Calandrini, lavoratrici e rappresentanti Rsu di Cinecittà, oltre al Senatore Vincenzo Vita.


Francesco Natalini, docente dell’Università di Tor Vergata, ha tenuto una lezione di Storia del cinema basata sui rapporti fra Roma e il cinematografo, fra Storia e Location. Nell’intervista abbiamo chiesto al professore come articolerà la lezione e quali materiali audiovisivi sottoporrà agli spettatori. La storia della città viene così ricostruita attraverso il cinema con una ricerca costante e minuziosa dentro un patrimonio cinematografico ricchissimo.


87 ORE sono quelle registrate dalle telecamere di sorveglianza all’interno del reparto psichiatrico di un ospedale pubblico a Vallo della Lucania. 87 ore in cui medici e infermieri sorvegliano a distanza i pazienti e tra loro Francesco Mastrogiovanni , maestro elementare , che dal reparto non uscirà vivo dopo cinque giorni di un trattamento sanitario obbligatorio che si trasforma in un trattamento di tortura e in un reato di omicidio. Il film di Costanza Quatriglio ricostruisce attraverso i video acquisiti nel processo le tappe di questo percorso crudele, disumano e illegittimo. Nelle parole della regista: “ciascuno di noi potrebbe essere un Francesco Mastrogiovanni e c’è anche da chiedersi se ciascuno di noi potrebbe essere anche una persona che tortura“. L’obiettivo del film è di fare “esperienza di quello accaduto in quell’ospedale per poter superarlo“.


In questa intervista incontriamo l’avvocato Simonetta Crisci dell’associazione Senza Confini, una degli ospiti del dibattito “Migrazioni. Percorsi e visioni oltre il filo spinato delle frontiere” che si è svolto Domenica 10 Luglio all’interno del Cinecittà Film Festival. Abbiamo chiesto all’avvocato Simonetta Crisci perchè, rispetto al tema dei migranti e dei rifugiati, si parla sempre in termini di “stato di emergenza” e quali possono essere le soluzioni per risolvere il problema dell’accoglienza.


Le riflessioni, i pensieri, le considerazioni espresse da Wilma Labate durante l’incontro avvenuto lo scorso 8 luglio nell’ambito del Cinecittà Film Festival, hanno toccato con profondità diverse questioni, alcune legate prevalentemente al linguaggio cinematografico, l’attenzione all’arte poetica del documentario, terreno fertile di sperimentazione, citando alcuni autori di rara sensibilità come Pietro Marcello, Roberto Minervini e Gianfranco Rosi, altre legate alla narrazione filmica, dove è estremamente complicato ma necessario raccontare la realtà che le donne e gli uomini si trovano ad affrontare. Diviene questa la cosa giusta da fare da parte di un cineasta: la narrazione della realtà, presa nel suo contesto storico, sociale e politico. Wilma Labate ha sempre manifestato una rara attenzione ai cambiamenti culturali e partecipazione agli avvenimenti politici che l’hanno coinvolta e appassionata. Una donna e cineasta che fin dagli esordi ha evidenziato nei personaggi raccontati nei suoi film, le ribellioni, le inquietudini, i desideri, le amarezze, gli amori visti attraverso uno sguardo femminile, che tiene a sottolineare è completamente diverso e altro da quello proposto dagli occhi di un uomo. Wilma Labate ha raccontato inoltre al pubblico del Festival riunito per ascoltarla, il progetto che la vede ora impegnata, la stesura della sceneggiatura tratta dal libro di Giordano Meacci “Il cinghiale che uccise Liberty Valance”, realizzata insieme all’autore stesso.


Marco Petruccioli, componente della web radio “Radiosonar”, attiva da 12 anni e che attualmente vede la sua sede all’interno del centro sociale Sans Papiers in via Carlo Felice, spiega nell’intervista quali sono le attività svolte della web-radio all’interno del Festival. Radiosonar è infatti “media partner” ovvero realizza interviste e rilancia mediaticamente tutte le attività dell’evento. Le interviste ai protagonisti del Festival, oltre ad essere in diretta sul web, sono poi registrate e messe in rete in podcast così da poter essere accessibili a tutti.


Stefano Cipressi, regista e componte dell’associazione Fuyakkà “sostegno al cinema indipendente”, ha presentato all’interno del Cinecittà Film Festival il Film “High Low Cost, Storie ai limiti del grottesco dell’aeroporto di Ciampino“. Un film in episodi ironico e grottesco che, come spiega il regista, è nato dall’esigenza collettiva di centinaia di cittadini, di comitati, associazioni e reti territoriali di informare e sensibilizzare rispetto alla problematica relativa all’inquinamento dell’aeroporto di Ciampino. Il traffico aereo, infatti, ha determinato negli anni una vera e propria emergenza sanitaria e ambientale per le popolazioni dei comuni limitrofi all’aeroporto come Ciampino e Marino, oltre al vicino VII Municipio di Roma.


Nell’intervista Simone Altana, vice-presidente dell’associazione Greve 61 composta da ex studenti della scuola di cinema Gian Maria Volontè, spiega qual è il contributo che l’associazione ha portato alla costruzione e realizzazione del Festival. Quest’anno, oltre al sostegno sul piano logistico e di documentazione dell’evento, è stato proposto un laboratorio di cinema che si è svolto tutte le mattine e che vedrà la realizzazione di un documentario avente come tema l’attività della rete territoriale Cinecittà Bene Comune.


Agostino Raggi, ex lavoratore del mondo del cinema, è uno dei tanti che ha subito gli effetti devastanti della crisi economica che si è tradotta in licenziamenti e impoverimento. Frequentatore della Tenda contro la Crisi a piazza dei Decemviri, uno spazio che offre un servizio di distribuzione pacchi alimentari, mensa gratuita e ambulatorio sociale, Agostino, di professione macchinista, crede che il rilancio di Cinecittà in funzione della creazione di nuovi posti di lavoro possa essere un’opportunità per tutti.


Cristian Filippi, giovanissimo regista, presenta al Festival il suo cortometraggio “Marciapiede”. La scenografia, scritta attraverso uno studio durato 3 mesi nel quale il regista ha indagato di persona la problematica della prostituzione, si è tradotta in una storia che ha come set alcuni luoghi del VII Municipio fra cui la via Palmiro Togliatti e Piazza Don Bosco.

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