La ricostruzione in bioedilizia del centro sociale Corto Circuito

Intervista all’avvocato Fabio Grimaldi, legale che ha seguito le vicende amministrative del Corto Circuito. Abbiamo chiesto all’avvocato quali fossero le conseguenze della Delibera 140 sugli spazi approvata dall’ex commissario Tronca, le motivazioni delle sanzioni economiche e dei provvedimenti dove si intima il rilascio della struttura che hanno colpito lo spazio sociale circa un anno e mezzo fa.

Da alcuni mesi è in corso la ricostruzione in bioedilizia di uno dei padiglioni del centro sociale Corto Circuito, sito in via Filippo Serafini 57 nel quartiere Lamaro. La struttura, distrutta a causa di un incendio nel 2012,  una volta ultimata sarà il  più grande edificio in ambito urbano in Italia e a Roma realizzato con la Tecnica Greb, che consiste nella realizzazione di una struttura portante in legno riempita con balle di paglia e materiali riciclati.

Come si legge nel comunicato diffuso dal collettivo:” Da subito l’idea è stata quella di ricostruire ed è partita la campagna “Senza Corto nonSOStare”, che ha ricevuto adesioni sia cittadine che nazionali. La campagna si è concretizzata, oltre che in una raccolta fondi attraverso iniziative a sostegno e donazioni, anche nell’elaborazione di un progetto edilizio che è stato più volte sottoposto alle istituzioni competenti, ottenendo il parere positivo sulla Conformità Urbanistica dal Dipartimento Urbanistica del Comune di Roma. I continui ritardi e l’ostruzionismo degli uffici del Patrimonio di Roma, che non ha mai dato il via libera alle pratiche burocratiche per avviare la ricostruzione, provenivano in realtà da un’esplicita volontà di impedire l’apertura del cantiere. Inoltre con l’avvento della Delibera 140 i nostri spazi sono stati messi a bando secondo valore di mercato, svendendo tutta la storia e i servizi sociali che il Corto Circuito e le strutture affini offrono da sempre nel territorio romano. Per questi motivi abbiamo dovuto abbandonare il primo progetto”.

L’obiettivo è quello di costruire un edificio completamente eco-sostenibile e bio-compatibile Per la sua realizzazione saranno impiegate 1000 balle di paglia, 35 metri cubi di legno e 17.000 bottiglie di vetro recuperate. La struttura, di 250 metri quadri, sarà ermoautonoma, fonoassorbente, traspirante, antisismica e ignifuga.

In questa intervista abbiamo incontrato Donato e Patrizia, attivisti del centro sociale, che ci hanno spiegato le caratteristiche e modalità di ricostruzione e raccontato il processo di partecipazione che ha coinvolto giovani e abitanti del quartiere.

 

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