Villaggio Olimpico a Tor Vergata: la Convenzione che mostra i diritti esclusivi del costruttore Caltagirone

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Lo scorso 5 Luglio un’insieme di associazioni fra cui la Comunità Territoriale VII Municipio, CILD (Centro Italiano Legalità Democratica), Riparte il futuro, Open Polis, Cittadinanzattiva Lazio, OPA (Osservatorio Pubblica Amministrazione)e Carteinregola, hanno scritto al Rettore dell’ Università di Tor Vergata Giuseppe Novelli chiedendogli di pubblicare sul sito istituzionale la Convenzione stipulata nel 1987 dall’Università con l’associazione temporanea di 19 imprese private di costruzione, capitanata dalla Vianini Spa, società del gruppo Caltagirone.

La convenzione, resa pubblica il 30 agosto del 2016 dopo trent’anni dalla sua approvazione, è oggi consultabile attraverso il link http://amministrazionetrasparente.uniroma2.it/?page_id=4658 dove si possono trovare una una parte dei documenti collegati.

Attraverso la pubblicazione di questo atto emerge un meccanismo in cui le risorse pubbliche sono gestite da imprese private che hanno l’obiettivo di massimizzare il profitto. In particolare, la figura del costruttore romano Caltagirone sembra essere il perno su cui poggia il suddetto accordo. La convenzione infatti prevede un monopolio illimitato nel tempo e il diritto esclusivo ad edificare, in quanto vincitrice di una gara europea.

In questo quadro normativo si inserisce la decisione da parte del Comitato Olimpico per Roma 2024 di realizzare il villaggio olimpico nell’area di Tor Vergata. Il progetto prevede che nel comprensorio di Tor Vergata, 600 ettari, siano edificati 24 mila nuovi alloggi che, secondo le parole del Presidente del Coni Malagò, dovrebbero poi essere destinati agli studenti di Tor Vergata.

La pubblicazione della Convenzione fa quindi emergere nuovi dubbi su questa possibile scelta. I lavori saranno infatti necessariamente realizzati dalla Vianini e dalle società a questa collegate, esclusi i servizi pubblici come le scuole finora assenti dal progetto, e per questo saranno poi venduti probabilmente a prezzo di mercato. Magari vedranno anche ospitare degli studenti, di certo non 24 mila perché la popolazione studentesca di Tor Vergata è di circa 30 mila unità provenienti per lo più dall’area cittadina e provinciale, ai quali saranno applicati comunque canoni di mercato, d’altronde come avviene già oggi per il Campus X sito in via di Passo Lombardo 341. Le risorse pubbliche serviranno di conseguenza a realizzare profitti privati. Allo stesso tempo non si comprende come delle opere pubbliche necessarie come lo studentato Boccone del Povero dell’Università di Tor Vergata in via Cambridge non sia stato ancora restituito agli studenti  vincitori di borsa con i suoi 82 posti letto a causa di un cantiere aperto da più di 4 anni e nonostante le risorse siano già state stanziate.

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