Le bellezze storico-archeologiche da ammirare nel VII Municipio

parco-acquedottiIn questo articolo riportiamo dei brevi approfondimenti sulle maggiori bellezze storico-archeologiche presenti nel territorio del VII Municipio. Un patrimonio in continua crescita, attraverso ritrovamenti recenti come quello della Villa Flaviana, che ha però bisogno di essere riscoperto in funzione della cultura e della conoscenza e di essere valorizzato e reso fruibile a tutti come ad esempio le tre ville romane presenti all’interno del Parco archeologico di Centocelle, il cui accesso è negato al pubblico perché il parco non è stato ancora completato ed aperto alla cittadinanza. Abbiamo così delineato una mappatura fatta di luoghi simbolo come il Parco degli Acquedotti, monumenti a cielo aperto, catacombe, mausolei, ville romane e musei: il Parco degli Acquedotti; la Porta Furba; la Catacomba presso via Latina; il Mausoleo di Monti del Grano; il Casale di Roma Vecchia; la Tomba dei Sette Scalini; la Villa dei Quintili; il Parco archeologico di Centocelle; Villa Flaviana.

Il Parco degli Acquedotti

Stretta tra i quartieri di Cinecittà e Quarto Miglio si estende un’area verde di 15 ettari residuo di un tratto di campagna romana che originariamente raccordava i Colli Albani e le porte della città. Qui sorgevano ben 6 degli 11 acquedotti che rifornivano l’antica Roma. A questi si aggiunge l’Acquedotto Felice, costruito in epoca rinascimentale dal papato e ancora oggi impiegato per l’irrigazione. Il Parco degli Acquedotti si trova all’interno del sistema di parchi che costituisce il Parco Regionale dell’Appia Antica.

La Porta Furba

E una specie di arco trionfale costruito sotto Sisto V (1585) e inserito nell’acquedotto dell’Acqua Felice (si trova sulla via Tuscolana nella zona di Arco di Travertino). Secondo la tradizione popolare deve il nome alle bande di malfattori che ivi si appostavano intorno al Seicento per taglieggiare i viaggiatori. In realtà è una corruzione di “Formae Urbis”. Vicino alla Porta Furba si accampò l’esercito della famosa Regina Giovanna, assediante in Roma Braccio di Montone.

Catacomba presso via Latina

14448980_1658471054465415_4328340752860726283_nSotto un marciapiede dell’Appio Latino “sopravvive” una splendida catacomba affrescata di una famiglia aristocratica dell’antica Roma. Vi si accede da un tombino ubicato nel marciapiede in via Latina, davanti al civico 258. Ospita circa quattrocento inumazioni.

E’ l’ipogeo di via Dino Compagni, presso via Latina, un cimitero privato degli inizi del IV secolo dopo Cristo, scavato probabilmente in quattro fasi tra il 320 e il 360 dopo Cristo. Venne realizzato per ospitare le salme di una o più famiglie imparentate tra loro. Siccome la struttura conserva pitture con temi sia pagani sia cristiani (scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, quali la caduta di Adamo ed Eva, Noé ubriaco, la cena di Isacco, il Diluvio Universale, Sansone che strozza il leone, il sogno di Giuseppe, Mosè salvato dalle acque, Caino e Abele), s’ipotizza che i membri della famiglia erano divisi tra paganesimo e fede cristiana. Comunque non si conosce il nome o i nomi delle famiglie sepolte.

Mausoleo di Monti del Grano

14445059_1657088394603681_6162534152608513461_oLungo la Via Tuscolana, poco oltre Porta Furba, nella zona est della città, si trova il popoloso quartiere del Quadraro con i suoi alti palazzi. A piazza dei Tribuni, all’interno di un un parco e ricoperta di alberi, si nasconde un’imponente tomba a tumulo, la terza per grandezza a Roma dopo i Mausolei di Adriano e di Augusto: Monte del Grano
Il nome con cui il monumento è conosciuto deriva dalla sua forma, assunta dopo l’asportazione dei blocchi di travertino che ricoprivano la struttura, la quale ricorda quella di un moggio di grano rovesciato.
Il monumento appare oggi come una collina, ricoperta da vegetazione, alta 12 metri e con una circonferenza di ben 140.
Si accede all’interno attraverso un corridoio, lungo 20 metri, che si apre su di una cella circolare con copertura in mattoni che ha un diametro di circa 10 metri. Un tempo, la cella era divisa in due piani e due lucernari ne assicuravano l’illuminazione e l’aerazione.
Nel 1582 fu qui ritrovato un grande sarcofago, ora ai Musei Capitolini, sul quale si volle riconoscere la figura dell’Imperatore Alessandro Severo (222 – 235 d.C.). In realtà i bolli ritrovati su alcuni mattoni anticipano la costruzione dell’edificio intorno al 135 d.C., vale a dire al periodo dell’Imperatore Adriano.
E’ sicuro comunque che un tale monumento, per la sua imponenza, sia stato realizzato per un esponente di spicco della famiglia imperiale o della classe senatoria. Nel ‘500 al di sopra del Mausoleo fu realizzata una torre, raffigurata in un’incisione del Piranesi, crollata all’inizio del 1900..

Casale di Roma Vecchia

Casale “Roma Vecchia”. Parco degli Acquedotti. Localizzato tra il IV e V miglio dell’antica Via Latina, tra gli acquedotti Claudio e Marcio, il Casale di Roma Vecchia è costituito da un insieme di edifici concentrati intorno ad una corte interna; la struttura principale, databile al XIII secolo, è costruita in blocchetti di peperino, scaglie di selce e frammenti di marmo di reimpiego, inglobando resti di edifici di epoca romana. Si ipotizza che in origine l’edificio appartenesse alla tipologia dei casali-torre, sintesi tra funzione strategica di controllo della torre e palazzetto baronale, successivamente trasformato in casale a destinazione agricola. La denominazione “Roma Vecchia” della tenuta a cui la struttura apparteneva si deve alla presenza nel territorio delle rovine della villa di Sette Bassi, che per la loro estensione erano ritenute nel ‘700 una vera e propria città.

Tomba dei Cento Scalini

Nella foto l’ingresso alla tomba dei cento scalini.
Esternamente oggi la tomba appare come una gettata di calcestruzzo e schegge di tufo di circa 4 X 6 metri appena rialzata dal piano di campagna e chiusa da una vecchia botola di ferro ornata dal simbolo papale del Chi Rho.

La Villa dei Quintili

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Proprietà dello Stato solo dal 1986, la Villa dei Quintili era la più grande e fastosa residenza del suburbio romano. Il nucleo originario apparteneva ai fratelli Quintili, consoli nel 151 d.C. ed è stato ampliato quando la villa è divenuta proprietà imperiale con l’imperatore Commodo. Commodo amava risiedervi a causa della tranquillità della campagna e dei benefici dei bagni termali presenti nella villa.
Questa si estende tra l’Appia Antica e la via Appia Nuova ed è costruita attorno ad una grande piazza. Il nucleo edilizio più imponente è quello composto dagli ambienti padronali e per la servitù: un edificio circolare, una serie di stanze e le due grandi aule termali del calidario e del frigidario, alte quattordici metri, con ampie finestre e marmi policromi. Il complesso monumentale si affaccia a terrazze sulla campagna romana ed offre un panorama che ha ispirato nel tempo molti celebri artisti.

Museo Archeologia per Roma-Tor Vergata

Il Museo APR si trova in una parte della città di Roma, marginale, ma con un’alta densità di resti archeologici. L’esposizione è all’interno di Villa Gentile, un casale degli inizi del ‘700, costruito sui resti della Torre Vergata (XIII secolo), che ha dato il toponimo al quartiere, e a sua volta sorta su ruderi di una più antica villa di epoca romana.
Qui è possibile scoprire la ricchezza archeologica della
periferia romana e il filo storico che la lega al centro della città attraverso un percorso museale che si snoda lungo 4 sale tematiche: Resti antichi e città contemporanea; Le sepolture in età romana; La villa di Passolombardo; Il lavoro dell’archeologo.

Il Museo di Archeologia per Roma, il primo didattico e interattivo sull’archeologia della città, propone uno sguardo originale sull’archeologia della Capitale e un rapporto inedito fra centro e periferie urbane.
Numerose attività didattiche, culturali e di intrattenimento, per bambini e per adulti, sono organizzate dal Centro di ricerca CESTER e dallo Spinoff CESTER-Impresa dell’Università di Roma “Tor vergata”. Il museo è aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 10.30 alle 16.00.
L’ingresso è libero.

Parco Archeologico di Centocelle

Sorge su un pianoro che contiene numerosi resti archeologici, a testimoniare una frequentazione dell’area fin dal VI secolo a.C. Oltre a due depositi, uno repubblicano e uno cultuale, sono state riscoperte negli scavi di fine XX secolo le tre ville di epoca romana della Piscina, delle Terme e ad Duas Lauros (in latino ai Due Allori). Quest’ultima è particolarmente rilevante in quanto compresa in una grande proprietà imperiale, identificata nell’abitazione dei Secondi Flavi, quale residenza dell’imperatrice Elena, e che per le sue dimensioni venne chiamata Centum Cellae, da cui deriva l’attuale toponimo.

Villa Flaviana

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Nel quartiere di Cinecittà Est, nell’area verde davanti al mercato rionale di via Stefano Oberto, durante i sondaggi archeologici effettuati dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma per la realizzazione del Punto Verde Qualità, gli archeologi hanno riportato alla luce parte di una villa romana che è subito diventata il simbolo del Parco, venendo chiamata dagli abitanti “Villa Flaviana”. Le parti finora scoperte sono una serie di vasche , pozzi e dolia (grandi contenitori di ceramica in cui veniva conservato l’olio o il vino) che sembrano appartenere alla zona rustica di una grande villa. La pars rustica era quella zona che era riservata alla produzione, di solito, di vino o olio e poteva essere dotata di alloggi per la servitù.

Gli studi e gli scavi sono ancora in corso. Il perimetro e la struttura portante delle vasche è in opus quadratum (blocchi rettangolari di tufo o pietra sovrapposti senza malta), una tecnica che viene utilizzata fino al II-I secolo a.C.: possiamo pensare che la struttura generale dell’impianto produttivo si stato realizzato entro la tarda età repubblicana. Fra le vasche una è ancora rivestita dalla “malta idraulica” che la rendeva e la rende ancora impermeabile! La stessa malta si ritrova nella canalina rimasta pressoché integra, che doveva servire a collegare una serie di vasche che si trovavano su livelli differenti. Il perimetro del complesso produttivo della pars rustica sembra molto grande ed articolato).

Il risultato più spettacolare sono sicuramente i cunicoli che si ramificano sotto la villa, trovati causalmente nel 2011. Si tratta di due sistemi di cunicoli scavati nelle strato geologico di Lahar. Non si è sicuri se la realizzazione dei due sistemi è coeva. Il primo pozzo ha un diametro di 80 cm ed arriva a 4,50 metri di profondità, da questo pozzo parte un cunicolo , coperto da un soffitto a volta, che si dirige per 17 metri in direzione sud-ovest. L’altro pozzo ha un diametro di 60 cm ed arriva ad 11 metri di profondità. In fondo al pozzo si apre un vano, da questo partono quattro cunicoli . i cunicoli di questo sistema sono coperti da uno strato di fango. Nel sistema dei cunicoli gli speleologi hanno reperti di ceramica databili in età repubblicana.

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