14/29 Ottobre chiusura dell’aeroporto di Ciampino per lavori alla pista: si prospetta un nuovo aumento dei voli

lavori-ciampinoL’aeroporto di Ciampino sarà chiuso al traffico aereo dal 14 al 29 Ottobre. E’ la prima volta che lo scalo, dopo l’apertura ai voli commerciali low cost nel 2001 e la conseguente espansione illimitata, si fermerà per un periodo di tempo così prolungato. Solo una volta, dal 23 settembre al 2 ottobre 2012, in un solo giorno, Adr trasferì tutti i voli da Ciampino in un altro aeroporto per necessità di manutenzione della pista. Cio’ dimostrò che la riduzione dei voli richiesta dai cittadini e stabilita per legge è tecnicamente possibile.

Al di là di questo, i lavori che verranno effettuati questa volta sono di carattere strutturale. Sono mesi infatti che all’interno della pista avvengono movimenti inusuali, come il posizionamento di un banco di sabbia alto più di cinque metri e lungo un centinaio. Sono stati inoltre posizionati quattro silos enormi, alti come due piani di una palazzina. La pista dell’aeroporto è notoriamente irregolare e non a norma. Al centro, in profondità, presenta una frattura profonda. Il perimetro dell’aeroporto confina poi con le abitazioni. Le più vicine si trovano a soli 150 metri di distanza. L’aumento continuo del traffico aereo, oltre ad aver trasformato il cotesto urbano circostante e la vita dei cittadini su cui si riversano le nocività in termini di inquinamento ambientale, acustico e dell’aria, rappresenta perciò non solo un pericolo per la vicinanza delle abitazioni alla pista ma soprattutto la causa dell’aumento della probabilità che si verifichino incidenti frequenti, come l’ultimo avvenuto il 5 Ottobre. Un impianto industriale come questo, che produce un grande impatto sulle popolazioni limitrofe, caso unico in Europa di un aeroporto inserito proprio all’interno del contesto metropolitano, non può essere utilizzato al di sopra delle sue capacità perchè costituisce un pericolo per la sicurezza dei cittadini. Nello scalo di Ciampino infatti sono autorizzati unicamente 61 spostamenti giornalieri mentre nella realtà ci sono picchi di più di 230 spostamenti giornalieri e per questo è necessario un provvedimento da parte delle autorità competenti, Ministero dei Trasporti, Regione Lazio e Comuni interessati, in primis quello di Roma perché l’area dove insiste l’ aeroporto appartiene all’amministrazione di Roma Capitale, che imponga una riduzione immediata entro i limiti di legge per proteggere la sicurezza e la salute pubblica.

In questo caso, durante i 16 giorni in cui sono previsti i lavori, il traffico dei voli sarà traslocato nel vicino scalo di Fiumicino che incrementerà di circa 150 movimenti aerei giornalieri – tra arrivi e partenze – ovvero la media quotidiana del GB Pastine.

Ma quali saranno questi lavori? Le informative di stampa annunciano il rifacimento della pista ma in cosa consiste tale intervento? La riqualifica della pista a cosa prelude? Come risolvere una convivenza impossibile?

Quali saranno le SWY, RESA, CGA, CWY, Strip e CGA e la zone C/D del Piano di rischio e le curve di isorischio dopo i lavori previsti entro il sedime dello scalo del City Airport capitolino, le quali non decifrano i numeri della mappa acustica e neppure la zonizzazione acustica aeroportuale e la popolazione interessata?

Lo scorso 19 luglio 2016, durante un Consiglio Comunale di Ciampino, il sindaco Terzulli aveva genericamente anticipato la notizia con un “devono rifare la pista”. Il Comitato di Ciampino in una nota aveva rilevato:

“AdR e ENAC continuano a potenziare Ciampino ignorando le Norme. È particolarmente grave che questa ulteriore sviluppo dell’infrastruttura aeroportuale avvenga mentre, presso il Ministero dell’Ambiente, è in corso la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) su un progetto, presentato da ENAC e AdR, che non contiene alcuna documentazione su queste nuove opere”.

Ufficialmente si parla di “esecuzione di interventi di manutenzione sulla pavimentazione, che saranno eseguiti 24 ore su 24, 7 giorni su 7, su alcune parti della pista di volo dei raccordi e della via di rullaggio“.

Ma gli interrogativi non mancano: le opere riguarderanno le attuali dimensioni-layout di pista e rullaggi e raccordi e/o di nuove realizzazioni. magari modificando le caratteristiche fisiche della stessa pista e degli spazi laterali e longitudinali per “migliorare” i livelli di safety operativi?

E’ forse interessata la riqualifica strutturale della pista dovuto allo spessore originale dei terreni, al loro cedimento e alla sostituzione con materiali del sottosuolo con altri aventi caratteristiche consolidate al fine di rifare il profilo stratigrafico sottostante?

Oppure questi lavori rappresentano un presupposto per il potenziamento del traffico aereo? Da chi sono stati autorizzati e da chi sono stati finanziati? Forse tale opera “strutturale” è connessa con l’annucio, avvenuto la scorsa estate, da parte del manager di Ryanair Michael O’Leary di voler effettuare un miliardo di euro di investimenti in Italia, aumentando rotte e frequenze dei voli? Tale aumento, con tutta probabilità, a Roma ricadrà sullo scalo di Ciampino dove Ryanair ne fa da padrona, nonostante l’attività dell’aeroporto sia già ampiamente insostenibile dal punto di vista ambientale, sanitario e e della sicurezza pubblica.

Alcuni anni orsono lo studio “Atlante degli aeroporti italiani” One Works, Nomisma, KPMG nello spazio riservato allo scalo di Ciampino, fra l’altro riportava:

“Le problematiche di inquinamento acustico e la saturazione della capacità delle infrastrutture impongono oramai da tempo ad avviare il processo di localizzazione di Ciampino, e suggeriscono la trasformazione del ruolo dello scalo in city airport, con tratte principalmente domestiche, per un’utenza di nicchia, con orario di apertura dello scalo ridotto rispetto all’attuale…”

Il limite dell’aeroporto deriva dalla sua collocazione all’interno della conurbazione metropolitana di Roma, in un area che, tra il 1960 e il 1980, ha raggiunto la sua massima espansione urbanistica. Non solo limiti fisici all’espansione, ma anche forti riduzioni dovute all’inquinamento acustico prodotto nelle zone residenziali, limitano il numero di voli giornalieri da e per lo scalo.

Le prospettive di potenziamento delle operazioni di volo sulla pista della Capitale devono comunque essere contemplate con “le normative in vigore correlate con:

– Gli artt. 707 e 715 del Decreto Legislativo n°96 del 9 maggio 2005 – Nuovo Codice della Navigazione, Revisione della Parte Aeronautica, poi modificato ed integrato dal Decreto legislativo n. 151 del 15 marzo 2006;

– ENAC – Circolare APT-33 “Piani di rischio previsti dall’art. 707 del Codice della Navigazione” del 30/08/2010;

– ENAC – Policy di attuazione dell’art. 715 del Codice della Navigazione;

– ENAC – “Regolamento per la Costruzione e l’Esercizio degli Aeroporti”, Cap. 9 – Par. 6, aggiornato all’emendamento 8 del 21/12/2011.

L’Aeroporto di Roma-Ciampino dovrebbe, anche, rientrare tra di quelli identificati da ENAC, per l’elaborazione del rischio terzi, il risk assessment da sottoporre alla verifica e coordinamento con i Comuni di Roma, Ciampino e Marino per verificare il carico antropico esistente e quello massimo accettabile, residenziale e non, la volumetria esistente e quella massima consentita.

Inoltre, a breve, presso il Ministero dell’Ambiente, si aprirà la Conferenza dei Servizi per valutare la proposta avanzata da ADR, a seguito degli obblighi di legge, per la riduzione dell’impatto acustico provocato dalle attività dell’Aeroporto di Ciampino, che opera al di fuori delle indicazioni di legge almeno dal 2001, stando alla normativa di riferimento indicata dalla stessa ADR al punto 2 del suo Piano.

Fin dalle prime rilevazioni ambientali pubblicate da ARPA Lazio nel 2009 è stato evidenziato il superamento dei limiti di rumore ammessi e da ben 5 anni la stessa ARPA Lazio pubblica Bollettini mensili che confermano, mese per mese, il superamento dei limiti di legge.

Tutto questo senza che nessun ente istituzionale sia finora intervenuto a far rispettare le normative nazionali. Una prima proposta di ADR per il Piano di rientro acustico fu bocciata dai Comuni di Roma, Ciampino e Marino già nel gennaio del 2014, che la giudicarono inadeguata e insufficiente.

Come dichiara in un comunicato il Comitato per la riduzione dell’impatto ambientale di Ciampino: “La proposta attuale appare di nuovo completamente inadatta e lacunosa. Non interviene per l’immediato ma differisce l’ipotetico rientro nelle norme solo al 2021. I calcoli e le analisi, effettuati in modo non oggettivo e trasparente, non permettono la corretta comparazione dei dati che invece, confrontati sulle giuste medie dei voli, determinano un aumento delle attività dell’aeroporto e non una riduzione. L’intervento di riduzione sulle fonti acustiche è rimandato alla futura adozione di un numero limitato di velivoli di nuovo tipo (Boeing 737-200 MAX) che però è stato ordinato dalla sola Ryanair e ancora deve essere costruito e testato. Tutto rimane quindi estremamente vago e distante e di certo c’è solo che le attività dell’Aeroporto di Ciampino resteranno sostanzialmente invariate, operando ancora impunemente fuori dai limiti di legge fino al 2021, e neanche da allora il Piano garantirà una riduzione certa dell’inquinamento acustico.

Il Sindaco di Ciampino si è espresso a favore del piano perché giudica sufficienti le garanzie di una futura riduzione dei voli nonostante tutte le riserve e le eccezioni finora avanzate dai comitati e da alcuni consiglieri municipali.

Oltre a ciò c’è l’evidente emergenza ambientale e sanitaria prodotta dall’emissione continua delle polveri sottili PM 10 e PM 2.5. Circa l’85% dell’inquinamento prodotto da un’aereo si riversa infatti nell’area in cui avviene il decollo e l’atterraggio, manovre che per il loro impatto possono essere paragonate all’inquinamento prodotto contemporaneamente da 2500 autovetture non catalitiche.

L’inquinamento prodotto dall’aeroporto di Ciampino rappresenta una delle cause principali che hanno consentito al vicino VII Municipio di conquistare lo scorso anno la maglia nera per lo smog presente nell’aria. I limiti previsti dalla legge per la concentrazione delle polveri sottili sono costantemente violati nell’area del Parco degli Acuedotti, che si trova sulla rotta di atterraggio degli aerei, raggiungendo dei valori sei volte superiori rispetto alla soglia di allarme.

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