Cosa è successo al Centro Sociale Corto Circuito?

Una grande manifestazione a Cinecittà riapre il centro sociale Corto Circuito chiuso da un imponente intervento delle forze dell’ordine che ha interrotto per divese ore la circolazione dell’intero quartiere Lamaro.

corto-circuito-roma-490x250Alle prime ore di giovedì 13 Ottobre, la Polizia Giudiziaria diretta dal comandante Di Maggio, per conto della magistrutura e con l’impego di un imponente schieramento di forze dell’ordine ha effettuato un’operazione di sequestro del centro sociale Corto Circuito sito in via Filippo Serafini 57. L’operazione scattata all’alba ha chiuso diverse vie del quartiere creando non pochi disagi al traffico locale. Di fatto non è avvenuto uno sgombero ma il sequestro e la rimozione di alculne strutture adagiate all’interno dell’area delimitata dal recinto. Si tratta di un tendone di circa 30 metri quadri di plastica e alluminio che ospitava temporaneamente le attività sociali e la scuola popolare del centro sociale in sostituzione dei locali veri e propri che sono rimasti distrutti 4 anni fa da un incendio. Tra il sequestro ci sono pure un casotto di legno di pochi metri quadrati, e tutte gli utenzili e le attrezzature di lavoro utilizzate anche per l’osteria popolare. Inoltre è stata messa sotto sequestro la struttura in paglia e legno, ideata proprio per ripristinare almeno una parte del precedente padiglione distrutto dall’incendio. Va ribadito con chiarezza che l’autorizzazione per realizzare il nuovo padiglione con tecniche ecologiche e non impattanti era stata consegnata al Comune di Roma dall’associazione del corto in quanto assegnataria legittima dell’area ma dalle diverse aministrazioni che si sono succedute dal 2013 non è mai stata concesso il nulla osta, ancora oggi la richiesta giace in un cassetto dellamministrazione per essere approvata. Così con un atto di coraggio i ragazzi del corto erano riusciti dopo una lunga campagna di sottoscrizioni a reperire i fondi e quindi senza chiedere un’euro all’amministrazione, avevano avviato i lavori di montaggio del’ecocapannone. Sono rimasti fuori dal sequestro l’area verde Stefano Cucchi , il campo di calcetto (in cui prima c’era un padiglione distrutto nel 1991 da un agguato fascista dove perse la vita Auro Bruni) e la palestra popolare. I rappresentanti del centro sociale dalle prime ore del mattino quindi si sono riuniti in assemblea in Piazza Cavalieri del Lavoro e da li hanno organizzato un corteo che si è mosso nel pomeriggio attraversando il territorio con migliaia di persone,sfidando l’arrogaza e i sproporzionati reparti di polizia. 

Il corteo è sfilato pacifico e composto e al termine è stato ripresa l’area in modo tale che già il giorno seguente sono riprese le attività ma in modo ridotto per via del sequestro di tutte le attrezzature e degli strumenti. Un atto quello del sequestro che poteva essere anche evitato ma è evidente che qualcuno a cercato inutilmente di far salire la tensione, visto che gli abusi sono connessi alla mancata autorizzazione di un tendone. Al termine dell’operazione di polizia, l’area è stata completamente restituita al legittimo proprietario cioè il Comune di Roma. Ora finalmente potranno essere riprese le trattative di regolarizzazione direttamernte tra i ragazzi del Corto e l’amministrazione e questo significa ridare la decisione sul futuro del centro sociale prettamente alla politica, senza l’intralcio della magistratura che impediva di fatto qualsiasi decisione sul furturo dell’area. L’amministrazione ora potrà affidare nuovamente l’area a chi da anni la gestisce, in previsione di una più duratura assegnazione tramite una delibera comunale sul patrimonio destinato ad attività culturali e sociali che superi l’attuale 140 e che come è noto è in fase di scrittura e di approvazione in consiglio comunale. Nella fattispecie è l’Assessorato al Patrimonio di Roma Capitale a dover produrre gli atti necessari per la regolarizzazione che il Corto Circuito chiede da più di 26 anni, tanti infatti sono gli anni che sono passati in attesa di un riconoscimento definitivo per un luogo da sempre attivo e impegnato nel sociale. A questi uffici i ragazzi del Corto si riservano di chiedere anche l’autorizzazione per completare la realizzazione dell’edificio in paglia di cui già avevano provveduto a consegnare il progetto agli uffici. L’amministrazione guidata dalla Sindaca Virginia Raggi si è resa disponibile ad intervenire e a fornire le richieste del centro sociale non appena avrà in mano le carte che attestano il rientro in possesso dell’area, cosa che accadrà nei prossimi giorni. Durante la giornata di mobilitazione in difesa del centro sociale, sono intervenuti fisicamente per esprimere sostegno diverse figure istituzionali tra queste anche la Presidente del VII Municipio Monica Lozzi, l’assessore alla cultura e alla scuola del municipio Elena De Santis, la consigliera del Comune di Roma Eleonora Guadagno presidente della commissione cultura e la consigliera regionale Silvana De Nicolò.

di seguito le interviste realizzate dalla redazione De “La Salita Del Quadraro”

intervista all’avocato del centro sociale Corto Circuito Fabio Grimaldi

Intervista al portavoce del centro sociale Corto Circuito Nunzio D’Erme

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