Settimana dell’Arte Contemporanea a Roma: intervista all’artista Laura Cionci

In occasione di Rome Art Week, giovedì 27 ottobre 2016 dalle ore 18,30 si è svolta la presentazione del progetto AbraQUADRabra di Laura Cionci, curato dalla storica dell’arte Serena Di Giovanni. In questa intervista abbiamo incontrato l’artista visuale Laura Cionci che ha realizzato un’opera sulla facciata del centro sociale Spartaco in via Selinunte 57, nel quartiere dell’Ina Casa Quadraro. Abbiamo chiesto all’artista quale tecnica ha utilizzato per il suo lavoro, quali sono stati i materiali che ha impiegato e qual è l’idea guida che l’ha ispirata nella realizzazione dell’opera.

L’intervento artistico, destinato alla facciata dell’edificio, restituirà una nuova ‘facies’ al centro sociale, da sempre attento alle esigenze del quartiere in quanto consolidato luogo di produzione e fruizione indipendente della cultura. Il ‘progetto AbraQUADRabra’ nasce proprio in seno alla duplice esigenza di rinnovare, per un verso, l’immagine pubblica di Spartaco e di sostenere, per l’altro, l’arte pubblica contemporanea. Della quale il centro sociale autogestito, nel corso degli anni, si è fatto più volte promotore sottoponendo anche la sua storica sede, costruita dall’architetto italiano Adalberto Libera, a interventi da parte di numerosi artisti nazionali e internazionali.
AbraQUADRabra è una scatola cinese, il frutto di un attento studio sull’uomo e sulle biodiversità; una ricerca nella ricerca avviata da Laura Cionci nell’ambito di altri interventi come ‘progetto H’ e ‘HBRHCDBRH’. I quali afferiscono a un’unica indagine di carattere antropologico, sviluppata e presentata dall’artista a partire dal 2013 in Italia e all’estero, in particolare a Roma e a Milano, a Montevideo (Uruguay), a Buenos Aires (Argentina) e, proprio nel 2016, alla III Biennale di Arte Pubblica in Colombia. L’intervento al Quadraro è quindi un’azione circoscritta all’interno del macroprogetto ‘ABRACADABRA’, termine antichissimo che designa ‘la voce del desiderio’, uno ‘spazio surreale’, un ‘non luogo’ composto di emozioni oscillanti tra presente e futuro, tra ciò che ardentemente bramiamo e ciò che realmente accade. La concretizzazione visiva di una speranza, di un’aspettativa, creata nella mente dell’osservatore dalla forza del gesto artistico.

AbraQUADRabra è però, soprattutto, un progetto ‘inclusivo’, che estende a quanti più soggetti possibili la totale partecipazione ai principi del centro sociale ‘Spartaco’, dei quali l’intervento di Laura Cionci si fa ‘espressione figurata’. In questo senso esso si configura come un manifesto critico contro l’odierna società individualista che conduce a svalutare gli interessi e le esigenze della collettività in nome dell’indipendenza e dell’egoismo del singolo. AbraQUADRabra è una metafora visiva dell’interconnessione mentale ed emotiva necessaria tra ogni essere umano, una allegoria per immagini del concetto di comunità inteso nel suo senso più globale e non strettamente fisico-geografico. È uno scrigno dei desideri, un ventaglio di opportunità, un percorso onirico scandito da elementi iconografici ancestrali, simbolici e inconsci. Una selva di figurazioni antropiche e zoomorfe; un’enunciazione, un grido di richiamo alla verità delle cose, a ciò che un tempo abbiamo desiderato e poi lasciato lì, serrato nei cassetti della memoria dimenticati. Un avvertimento ad ‘andare oltre’ la superficialità del nostro vivere e a scavare nel profondo, nell’essenziale. Un monito a prendersi cura, collettivamente, degli oggetti e degli spazi che determinano il presente per costruire ‘luoghi futuri’. Un invito a realizzare, condividere, conoscere e apprendere invece che demolire e distruggere. Un appello a non obliterare quel che si è faticosamente raggiunto nell’incessante richiesta di appagamento dei nostri bisogni personali, in quanto “ciò che ora hai, un tempo era tra le cose che speravi di avere” (Epicuro).

AbraQUADRabra, in fondo, non è altro che una formula magica in grado di visualizzare l’invisibile, il nascosto, ciò ‘che è’ ma che non appare facilmente. È un sogno, un’invenzione multiforme dell’anima, una placida estasi di libertà infinita. Una visione surreale a occhi aperti, un prezioso, scintillante e glitterato desiderio prodotto dalla psiche umana.

NOTAZIONI BIOGRAFICHE

Laura Cionci nasce a Roma nel 1980. Vive e lavora tra l’Italia e il Sud America. Si forma all’Accademia di Belle Arti di Roma con il Prof. Gino Marotta e inizia il suo percorso artistico nel 2009. La sua ricerca si sviluppa intorno ai fenomeni sociali, approfondendo gli aspetti antropologici che rendono leggibili i diversi codici culturali, sociali e politici. Nel 2011 presenta Ipnagogie a Roma nella galleria Hybrida Contemporanea curata da Martina Sconci e nello stesso anno a Berlino presenta Adoquines curata da Fabio Campagna nella galleria 91 mq. Nel 2012 inizia il suo percorso internazionale con i progetti SAUDE! a Sao Paulo, all’interno del Sao Paulo Calling in Brasile, e il progetto Carnevalma in Uruguay al Museo del Carnaval, in Argentina al Centro Cultural Borges e in Colombia, nella zona Rosa, con una performance contaminante il canto, la fotografia e il video. A Buenos Aires sviluppa vari progetti tra cui Colorem habet, substantiam vero alteram nella Facoltà di Diritto. Nel 2013 è in residenza all’Istituto di cultura Italiano di Montevideo e presenta vari progetti anche a Buenos Aires. A Buenos Aires, Napoli e Maranola è con “Valore Energetico”, performance e installazione nella città. Inizia un percorso internazionale con il progetto EXODUS curato da Emanuela Termine. Per la 9° giornata del contemporaneo è invitata a Lamezia Terme in residenza con “L’umore dell’amore”. Successivamente a Roma inizia il nuovo “ABRACADABRA”, che si svilupperà a Buenos Aires e nel 2014 a Montevideo con una grande opera per i 70 anni del Teatro de Verano. Ad aprile 2014 inaugura la mostra “PASODOBLE” nella storica galleria Franco Toselli a Milano. Inizia un nuovo percorso video, installativo e fotografico attraverso la ricerca del terzo paesaggio del “giardiniere” Gilles Clements e Masanobu Fukuoka che fa nascere il nuovo progetto FRICHE. Tra il 2014 e il 2015 è in residenza artistica presso la Fondazione AMALGAMA Cultural, a Cali in Colombia, dove torna nel 2016 per la III Biennale di Arte pubblica e Muralismo. Ancora con ABRACADABRA entra nel progetto “Waiting Posthuman” di cui fanno parte artisti, filosofi architetti e storici dell’arte. Collabora come fotografa per Stefano Boeri Architetti. Attualmente vive a Milano.

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