Venerdì 2 Dicembre corteo delle scuole del VII Municipio

gulCi eravamo lasciati, circa due settimane fa, con una situazione che vedeva, per la prima volta dopo diversi anni, le scuole del VII Municipio in fermento, con una mobilitazione che non si vedeva da tempo e un ciclo di occupazioni animato da degli studenti più agguerriti che mai. Due settimane dopo, in seguito a continue attività inserite in un contesto di mobilitazione, come corsi e assemblee

sull’alternanza scuola-lavoro, discussioni sul referendum costituzionale e un’intensa opera di inchiesta sulle condizioni infrastrutturali delle scuole, i ragazzi delle scuole hanno deciso di far culminare la loro protesta in un corteo territoriale, che partirà alle 9.30 da Piazza Don Bosco per raggiungere la sede del Municipio, convocato per la giornata del 2 Dicembre. Un evento importante per il nostro territorio, con le scuole della zona che riprendono protagonismo, si mettono in gioco, un evento assai raro dato il contesto odierno, specie per quel che riguarda le aree più periferiche della città. I ragazzi porteranno in piazza delle rivendicazioni avanzate e concrete, cercando un confronto con le autorità municipali e presentando loro dei dossier che mettano in evidenza le situazioni infrastrutturali a dir poco critiche dei vari istituti del nostro quartiere. Le rivendicazioni, più specificatamente, si articoleranno su tre richieste fondamentali.

In primo luogo, le scuole tenteranno di presentare le criticità strutturali alle autorità, richiedendo interventi tempestivi per mettere in condizioni di sicurezza tutti gli edifici interessati. I ragazzi del Liceo Giulio Carlo Argan richiederanno inoltre la concessione e il finanziamento di un progetto che attribuisca loro la creazione di un murales presso la Stazione Tuscolana, nodo di svincolo fondamentale del quartiere, da anni in condizioni a dir poco fatiscenti. Alla base di tale richiesta si trovano diverse motivazioni. Come spiegato nell’articolo di due settimane fa, le mobilitazioni studentesche durante quest’autunno sono state animate principalmente dall’opposizione a un modello di alternanza dequalificante, che trasforma gli studenti in manodopera gratuita per l’impresa di turno, privandoli anche di ogni apporto formativo. Tramite la concessione di un progetto di tale genere i ragazzi dell’Argan vogliono riuscire a costruire concretamente un modello di alternanza più corretto, con un finanziamento da parte delle autorità competenti, un’attività coerente con il corso di studi, potenzialmente formativa e soprattutto di utilità pubblica e sociale piuttosto che privata. Non va sottovalutato inoltre il risvolto che potrebbe avere un’iniziativa del genere sul quartiere: si tratterebbe di un momento di valorizzazione artistica e culturale, dedicato alle nuove generazioni, sempre più lasciate in balia di slot-machines e sostanze stupefacenti a causa della totale mancanza di servizi culturali e sportivi accessibili, specie nelle periferie. Il tutto lasciando un segno indelebile sul territorio, con una struttura fondamentale che sarebbe, almeno in parte, riqualificata. L’ultima richiesta riguarda la possibilità di istituire nelle loro scuole commissioni paritetiche in cui avere potere decisionale per la scelta dei percorsi di alternanza, i quali devono essere retribuiti e disciplinati da delle tutele in termini di orario di lavoro.

Enrico Bilardo, studente

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