Cresce il livello della discussione in VII Municipio, al vaglio la proposta su decentramento e partecipazione lanciata dalla Rete Cinecittà Bene Comune

assemblea

un momento dell’assemblea

All’incontro erano presenti diversi rappresentanti delle istituzioni locali, tra questi il Presidente del Municipio Monica Lozzi, l’Assessore Comunale a Roma Facile Flavia Marzano e la Consigliera Regionale Silvana De Nicolò.

E’ stata una discussione significativa e un po’ fuori programma quella che si è verificata Venerdì 27 Gennaio nella Sala Rossa del VII Municipio, indetta dalla Rete Territoriale Cinecittà Bene Comune. Gli interventi non hanno riguardato principalmente le vertenze sociali in corso, i problemi che quotidianamente si presentano ai cittadini, quanto un problema che li attraversa tutti, trasversalmente, il decentramento amministrativo e la partecipazione dei cittadini al governo del territorio. Per una volta non si è discussa “la lista della spesa” dei problemi e delle richieste dei cittadini ma di una proposta politica che ha molto a che fare con la vita di tutti i giorni. Come rilanciare la sovranità popolare e la possibilità di incidere sulle decisioni che riguardano il territorio? Quali strumenti hanno i cittadini per difendere i beni comuni e i servizi? Come si rinnovano tali strumenti per cercare di invertire la tendenza segnata da un continuo impoverimento generale e dalla perdita di posti di lavoro? Tematiche più da convegno e per gli addetti ai lavori che per un’assemblea tra cittadini e amministratori locali a confronto, ma questo è stata la prerogativa che ha visto diversi amministratori rispondere per le rime alle proposte e alle domande incalzanti dell’assemblea. Cittadini, fra cui molti attivisti impegnati nelle tematiche del sociale e amministratori, hanno discusso di politica in funzione della città, passando ai raggi x il tema della democrazia locale, della crisi della rappresentanza, di come attivare la partecipazione e percorsi di democrazia sostanziale in funzione delle scelte che riguardano il territorio. Tutto ciò a partire dall’analisi di un documento diffuso in rete e volantinato durante l’incontro. L’incontro ha riscosso entusiasmo non solo tra i cittadini, tra i quali segnaliamo il coordinatore della Comunità Territoriale Maurizio Battisti e Nunzio D’Erme, esponente di spicco dei movimenti antagonisti, ma anche tra i rappresentanti istituzionali, tra i quali non poteva mancare la presidente del Municipio Monica Lozzi, l’Assessore Comunale a Roma Facile Flavia Marzano, che si pone proprio il compito di facilitare l’amministrazione, e la Consigliera Regionale Silvana De Nicolò del Movimento 5 Stelle, fautrice di diverse proposte sulla partecipazione diretta dei cittadini. Nell’aula era presente anche il Presidente del Consiglio del VI Municipio che ha preso la parola, l’Assessore alle Politiche Sociali del IV Municipio, ed altri assessori municipali e consiglieri che si sono mischiati al pubblico.

La proposta presentata dalla Rete Cinecittà Bene Comune e dalla Comunità e dal “Che”ntro di Tor Bella Monaca,  punta a rinnovare e rafforzare il ruolo istituzionale stesso dei municipi che pur trovandosi nella situazione di governare territori con popolazioni numericamente paragonabili a medie e piccole città italiane, non godono delle stesse risorse economiche e degli stessi strumenti amministrativi. Di fatto i municipi possono esprimere solo un parere non vincolante per l’amministrazione centrale. In questo modo si continua a progettare ed a intervenire sul territorio senza che i cittadini abbiano la possibilità reale di farsi sentire e di affermare la loro volontà.

16194948_10154961308987298_2003462171707345249_nLa proposta, da approfondire ma ritenuta da chiunque è intervenuto  piena di spunti interessanti, fornisce una percorso concreto per permettere ai cittadini, non solo di essere consultati ma anche di svolgere un ruolo nella progettazione e di intervenire attivamente anche nelle fasi di controllo di un provvedimento o di un opera che riguarda il territorio. Si introduce inoltre una novità, il diritto di veto, come elemento vincolante per il municipio che insieme alla richiesta di decentramento amministrativo capovolgerebbero l’intero sistema di funzionamento politico locale, restituendo più potere in basso e strumenti inediti nelle mani dei cittadini, per difendersi da soprusi calati dall’alto e dalla insidia della corruzione.

Monica Lozzi nel suo intervento ha ribadito la necessità di portare avanti la battaglia del decentramento, tra l’altro già presa in considerazione in sede comunale ed ha rilanciato sul ruolo del Movimento 5 Stelle nella direzione della proposta, cercando di dare più potere ai cittadini.

Ma adesso cerchiamo di sintetizzare il contenuto della proposta che sostanzialmente i promotori dell’assemblea chiedono venga varata in qualche modo dai rappresentanti istituzionali del municipio, per poi essere accolta a livello cittadino.

Il Luogo Istizionale di partecipazione e confronto sarà un organismo articolato in due dinamiche, quella centrale (Municipale) e quella locale ( territori o quartiere del Municipio).

L’Istanza locale rappresenta il “fulcro” dell’assemblea municipale dei cittadini, proprio per questo tutto il processo/percorso parte da essa. Questa istanza rappresenta i diversi quartieri del Municipio. In questa Istanza per esercitare il voto si deve essere redidenti, lavorare o studiare nella stessa Comunità e territorio. L’Istanza locale per porre all’attenzione le priorità, tematiche e problemi cui dare sostegno/supporto per il loro sviluppo deve passare con l’approvazione della maggioranza 51%. L’Istanza locale per poter richiedere il diritto di veto da portare all’Istanza centrale deve passare con una votazione e maggioranza qualificata del 65% . L’assemblea si riunisce una volta al mese, previa richieslta “straordinaria” che per essere accettata dovrà avere la maggioranza dei voti 60% dei delegati.

L’istanza centrale è il luogo dove si raccolgono le specificità delle comunità e territori e dove si decidono priorità e progettualità a cui il Municipio (in quanto Istituzione dei Cittadini) deve dare risposte e soluzioni adeguate. In sostanza deve essere capace di funzionare come luogo dove le istanze locali trovano sintesi e forza, dove le singole specificità diventano collettivo.

Le sue prerogative saranno quelle di essere un organismo che sappia sviluppare le sue dinamiche e forme in distinte fasi; consultiva, progettuale, controllo, esercizio del diritto di veto.

La sua rappresentanza deve essere aperta a tutti; singoli cittadini, professionalità, conoscenze, associazioni di volontariato, realtà sociali, associazioni e realtà culturali cooperativistiche, associazione dei commercianti, istanze istituzionali locali presenti ( Università, Scuola, Servizi socio-sanitari locali della Asl, Servizi Socio-Sanitari del Municipio, …).

Per Esercitare del diritto di voto si deve essere residenti, studiare o lavorare nella comunità e territorio, ma è fondamentale la partecipazione a tutte le fasi del processo di confronto e dibattito non è sufficente partecipare solo alle assemblee decisionali, si deve partecipare alle diverse istanze; consultiva, progettuale, controllo. Questo è valido sia nell’assemblea centrale che locale. Questo per fare in modo che i cittadini della comunità e territorio votino con conoscenza e consapevolezza.

Per Esercitare del diritto di veto, si deve raggiungere una maggioranza qualificata pari ai 2/3 cioè il 65% dell’assemblea municipale dei cittadini.

Nella fase Consultiva si confrontano e discutono i diversi problemi e necessità dei territori e dei suoi cittadini, allo stesso tempo la capacità di confronto e valutazioni sulle politiche e risorse programmate dall’amministrazione sul territorio, “pensare” alle priorità su cui “investire” ed intervenire. Tutto tenendo conto della peculiarietà dei diversi quartieri e territori del Municipio stesso. Ovviamente tutto questo avviene tenendo conto dei diversi ruoli: Istituzione e Assemblea

Nella fase Progettuale si sviluppano tavoli di lavoro in cui le conoscenze, saperi e professionalità presenti nel municipio e territorio fanno proprie le osservazioni/valutazioni/necessità espresse nelle assemblee e le sappiano “trasformare” in progetti concreti, individuando strumenti e personale, risorse possibili, modalità d’intervento, utenza usufruibile. Ovviamente a questa fase progettuale sono chiamati ad essere parte attiva le “conoscenze” e “saperi” in relazione alla specificità del progetto/intervento (se si tratta di intervento legato ai minori saranno artefici del progetto personale del Dipartimento Infantile o psichiatria infantile della Asl presente nel Municipio, le assistenti sociali, le insegnanti delle scuole, assistenti del Tribunale dei Minori … Se si tratta di intervento sulla sicurezza degli edifici delle scuole saranno chiamate le conoscenze della stessa, insegnanti, dirigenti scolastici, servizio tecnico del Municipio, … Se si tratta di progetti e interventi su servizio socio-sanitario saranno investiti cooperative legate al servizio, assistenti sociali, operatrici che lavorano nel servizio di sostegno, professionalità e formazione dell’Università di Tor Vergata … Se si tratta di interventi e progetti legati allo sviluppo di attività culturale saranno investiti artisti, musicisti, teatranti, street-art, l’Università di Tor Vergata, le scuole, … ).

La fase Controllo richiede attenzione/conoscenza/presenza, per la sua importanza e delicatezza è necessario che i cittadini siano partecipi, vigili sulle decisioni, norme e delibere che la Giunta e Consiglio mettono in essere, come allo stesso tempo è fondamentale avere conoscenza, del contesto e aspettative/necessità della comunità, in sintesi possiamo dire sviluppare la dinamica … “controllare il controllore”. Esercitare controllo in maniera adeguata e con saggezza fa si che tutti siano, necessariamente, tesi ad agire nella correttezza e trasparenza, nelle reali esigenze/necessità della persona e rispetto della comunità e territorio. In questo esercizio assumendo e facendo rispettare prerogative/forme/modi della partecipazione e della conoscenza/trasparenza, si sviluppa un rapporto costruttivo di reciproco scambio/fiducia all’interno degli stessi organi centrale e locale, inoltre, sarà fondamentale ed utile per fare in modo che l’assemblea dei cittadini e l’istituzione agiscono in sinergia e rapporto di fiducia reciproco per gli interessi della comunità.

Lo sviluppo e la funzionalità dei tavoli di lavoro svolgerà poi un ruolo importante, da una parte debbono corrispondere alle prerogative e tematiche cui l’assemblea è chiamata ad esprimersi; consultiva, controllo, progettuale, dall’altra debbono avere quella capacità di sintesi rispetto alle proposte che vengono dall’assemblea, su cui “lavorare” per produrli in progetti da riportare poi in sede di discussione, confronto e votazione.

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