Intervista al figlio dell’ambulante bengalese aggredito in via Tuscolana

Pubblichiamo l’intervista realizzata al figlio dell’ambulante bengalese aggredito il 20 gennaio in via Tuscolana, all’altezza della fermata della Metro A Giulio Agricola. Sabato 4 Febbraio, dalle ore 20,30, ci sarà una Cena di Solidarietà presso il centro sociale Spartaco – via Selinunte 57, promossa dalla Rete Territoriale Cinecittà Bene Comune. Tutti i proventi della cena saranno devoluti attraverso l’associazione Duhmcatu a Tajul Islam che durante l’aggressione ha perso un occhio e che tuttora è ricoverato in ospedale. Di seguito pubblichiamo l’appello dell’Associazione Dhuumcatu, “La protesta contro noi stessi”, divulgato in occasione della manifestazione pubblica che si è svolta lunedì 30 Gennaio in via Tuscolana.

Vi invitiamo a partecipare alla manifestazione contro l’aggressione subita da un cittadino del Bangladesh nei giorni scorsi, a causa della quale l’uomo ha perso un occhio ed è ricoverato in ospedale da 10 giorni. Come possiamo accettare questi atti di violenza?
Gli immigrati non sono esseri umani ? Si può picchiare un immigrato ? Oppure si commettono questi atti solo per divertimento ? Chi è responsabile di tutto ciò?
Per noi è responsabile la politica e i politici. Se durante il dibattito politico, gli immigrati vengono accusati di portare la crisi, di rubare i posti di lavoro, di portare il degrado e la criminalità, di conseguenza alcuni giovani senza morale si sentono in diritto di attaccare gli immigrati e si sentono protetti dalle istituzioni.
Preghiamo i politici e gli intellettuali italiani di fermare la falsa propaganda contro i lavoratori immigrati.
Abbiamo bisogno di marciare insieme per promuovera la convivenza pacifica tra immigrati e italiani, neri, bianchi, islamici e appartententi a tutte le religioni.
Solo trasmettendo il valore della convivenza alle SECONDE generazioni potremmo sperare in un mondo di fratellanza.
E invece assistiamo ogni giorno ad atti di violenza, una persona che perde la vita, un’altra che perde la vista. Abbiamo solo una domanda per i ragazzi che hanno picchiato quell’uomo. Avete idea di come sarà la sua vita adesso, senza poter più vedere la bellezza del mondo? Pensate a quanto dolore proverà quest’uomo, quando per il resto della sua vita gli sarà chiesto come ha perso l’occhio e lui dovrà ammetterre che è stato aggredito da un gruppo di giovani.
Siamo tutti noi responsabili di questo clima di violenza, dobbiamo sentirci tutti in colpa, perché noi genitori, di tutte le nazionalità, non siamo stati in grado di insegnare ai nostri figli il valore della convivenza pacifica.
Oggi non siamo qui a manifestare contro questi giovani, ma contro noi stessi e contro la classe politica che continua ad alimentare l’odio nella nostra società e a dirci che siamo una minaccia gli uni per gli altri. Tu contro di me ! Voi contro di Noi !! LORO contro noi tutti !!!

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