VII Municipio: l’emergenza abitativa colpisce migliaia di cittadini

Molti cittadini del nostro Municipio vivono da tempo in uno stato di emergenza abitativa. In questo articolo tenteremo di approfondire alcuni aspetti di questa problematica: gli Enti Previdenziali pubblici e privatizzati; il condominio di via Bibulo 13; i piani di zona 167 nel quartiere di Tor Vergata. Circa 1700 appartamenti collocati nella zona di piazza Don Bosco, piazza dei Consoli e via Tuscolana sono rimasti fuori dalla cartolarizzazione del 2001 degli Enti Previdenziali Pubblici (Inps, Ex Impadai, Ex Impadap). Di questi 1200 inquilini hanno un contratto scaduto e non rinnovato e 500 sono diventati occupanti. Con i processi di privatizzazione messi in atto negli ultimi anni si è data la gestione prima alla Sovigest, successivamente alla Prelious e infine alla Romeo.  Ma questa scelta non ha fatto altro che alimentare l’emergenza abitativa nel VII Municipio e nell’intera città. Aumenti degli affitti e sfratti per quegli inquilini considerati senza titolo.

Ma grazie alla lunga battaglia portata avanti dagli inquilini resistenti è stata approvata nel 2014 la sanatoria dei sine titulo con il decreto “Sblocca Italia”. Ma a tutt’oggi non vengono regolarizzate le posizioni degli inquilini.

Migliaia sono invece gli inquilini degli Enti previdenziali privatizzati (Enasarco, Enpam, Cassa Ragionieri, Geometri ecc.) che stanno subendo i processi di dismissione a prezzi speculativi o aumenti degli affitti. Moltissimi, tra questi tanti anziani, non riescono ad accettare le richieste avanzate da questi enti e rischiano di finire nel vortice dell’emergenza casa.
Molti sono gli immobili dell’Enasarco sul territorio del VII Municipio. L’Enasarco era un Ente Previdenziale Pubblico che nel 2003 si è trasformato in una fondazione pubblico-privata. Gli appartamenti però sono stati venduti a prezzi di mercato anche grazie all’accordo siglato dai sindacati confederali degli inquilini (Sunia, Sicet, Uniat, U.I., ecc.), non sottoscritto dall’Asia. Sono stati venduti meno del 40% su 300 appartamenti collocati in via San Giovanni Bosco, Viale Palmiro Togliatti e via Flavio Stilicone e 700 in via Chiovenda nel quartiere Lamaro, per un totale di 25 palazzi interi. Tutto l’invenduto e poi passato sotto il controllo di un fondo bancario.

Emergenza che ha già manifestato i suoi effetti anche nel condominio di via Lucio Calpurnio Bibulo 13, un palazzo che è stato requisito nel 2006 dall’allora Presidente del X Municipio Sandro Medici per risolvere l’emergenza abitativa. La proprietà era di una società che fallì, 50 appartamenti vuoti più 49 famiglie con regolare contratto. Attualmente gli inquilini stanno portando avanti una vertenza affinché il palazzo sia acquisito al patrimonio pubblico in funzione del diritto all’abitare. Negli scorsi mesi però ci sono state due aste di mercato che sono andate a vuoto. Gli inquilini hanno protestato contro questo procedimento dell’asta sostenuti dal Sindacato Asia. Più volte si è manifestato l’impegno da parte del Presidente del VII Municipio Monica Lozzi per risolvere questa problematica. La soluzione sta nell’applicazione del piano casa regionale che comprende gli inquilini di via Bibulo. Attualmente l’ostacolo consiste nel fatto che il Comune non vara ancora una delibera per l’acquisto.

Le palazzine costruite con i Piani di Zona nel quartiere di Tor Vergata, Osteria del Curato, ecc. sono state autorizzate dalla Legge 167 che prevede la realizzazione di edilizia pubblica agevolata. Le cooperative hanno così costruito sui terreni comunali percependo finanziamenti pubblici a fondo perduto. Ma le ditte e le cooperative costruttrici hanno applicato canoni e prezzi per l’acquisto di mercato, violando la legge e creando nuova emergenza casa.
Hanno avanzato richieste rivolte agli inquilini di 70 mila euro più alte rispetto al prezzo dell’edilizia agevolata. Ad esempio, per le centinaia di appartamenti in affitto la quota da versare è passata da 300 a 700/800 euro. Molte famiglie rischiano di perdere la casa dopo aver già pagato dai 120 ai 170 mila euro alloggi sociali. Anche in questo caso gli inquilini sono stati sostenuti dal sindacato degli inquilini per questa vertenza, centinaia di alloggi sono stati sequestrati a Roma dalla magistratura dopo la denuncia della stessa Asia-Usb tutt’ora in corso.
A Tor Vergata per la prima volta è stata revocata la concessione alla Cooperativa e salvate otto famiglie sotto sfratto, determinante è stato l’azione del Presidente del VII Municipio Monica Lozzi e il sostegno dato anche nei momenti in cui i reparti della celere e l’ufficiale giudiziario hanno tentato di eseguire lo sgombero.

Di seguito pubblichiamo un contributo di Agostino Zelli, abitante di via Calpurnio Fiamma protagonista delle lotte del Comitato inquilini senza titolo del VII Municipio e attivista del sidacato Asia:
“Parlare di casa oggi è come parlare di una vera emergenza nazionale, e l’emergenza attualmente non la risolve lo stato ma la magistratura che ne sta facendo una crociata contro la fascia più debole della società, impiegando ogni giorno centinaia di uomini e mezzi per sfrattare e/o sgomberare tutte quelle famiglie in emergenza abitativa ignorando troppo spesso che con la crisi economica che ci perseguita e la sempre più frequente perdita di un posto di lavoro diventa molto difficoltoso trovare una nuova casa e su queste situazi1oni le istituzioni sono sempre più silenziose ed assenti. Eppure le soluzioni ci sono, si può parlare di numerosissime case di enti locali vuote ma inutilizzate, si potrebbe pensare alla ristrutturazione di caserme abbandonate, ripristinare i fondi a sostegno dell’affitto, assorbire le case degli enti previdenziali e di edilizia pubblica, riacquistare a prezzi di edilizia agevolata tutto il patrimonio privato invenduto. Tutto ciò in questa società moderna è impensabile, quindi la soluzione alternativa dei bisognosi è occupare gli spazi vuoti, soluzione rischiosa ed intraprendente che si scontra con il pugno di ferro del governo il quale attuando l’articolo 5 del decreto Renzi-Lupi nega la Residenza e l’allaccio di luce gas a chi abusivamente occupa un immobile (casa). Ormai in tutti i Municipi ed il nostro non è da meno, riscontriamo tantissime situazioni di famiglie disagiate che dormono in macchina o in posti di fortuna e la situazione andrà sempre peggiorando visto che l’attacco all’emergenza abitativa sta arrivando anche dagli enti di previdenza pubblica intenzionati dismettere a breve tutto il loro patrimonio immobiliare. Siamo stanchi di sentire ogni volta la stessa risposta questa emergenza abitativa necessita di soldi per essere risolta ed i fondi per l’edilizia popolare non ci sono , stranamente però i finanziamenti si trovano per salvare le BANCHE, per i PALAZZINARI e LA CLASSE POLITICA DI SOPRA E DI SOTTO ed avere migliaia di famiglie in crisi abitativa è una risorsa al voto di scambio molto utile con l’approssimarsi di elezioni politiche, regionali e comunali. La speranza di una città come Roma era di un vero cambiamento, ricominciare con un nuovo percorso politico ma oggi dopo nove mesi dall’insediamento della giunta capitolina,non abbiamo ancora un assessore alle politiche abitative e la priorità per la città sembra essere il nuovo stadio di calcio alla faccia di chi diceva Roma ai romani, invece ci troviamo una città alla deriva con le sue periferie sempre più nel degrado ed all’orizzonte la strada della civiltà finisce in un BUCO NERO”

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