Emergenza aeroporto di Ciampino: entro il 18 Aprile Regione, Comuni e Municipi colpiti potranno comunicare le loro prese di posizione sull’inaccettabile e pretestuso piano di riduzione proposto da Adr

Le proteste dei cittadini e il conflitto di interessi di Enac

A seguito della manifestazione di protesta che si è svolta Giovedì 6 Aprile davanti al Ministero dell’Ambiente, promossa da una rete di associazioni e comitati fra cui il Comitato per la Riduzione dell’Impatto Ambientale dell’Aeroporto di Ciampino, la Rete Territoriale Cinecittà Bene Comune, Ciampino Bene Comune, il Circolo Legambiente Appia Sud “Il Riccio”, Città in Comune-Ciampino e l’Associazione per il Cambiamento-Marino, per chiedere un intervento straordinario rispetto all’emergenza ambientale e sanitaria causata dall’aeroporto di Ciampino, è stato ottenuto durante l’incontro con i due Direttori Generali del Ministero responsabili delle due procedure in atto riguardanti il “Pastine”(Via e Piano di Riduzione del Rumore) che, entro il 18 aprile, tutte le istituzioni coinvolte (Regione, Comuni e Municipi), potranno comunicare con documenti concreti e ufficiali le rispettive prese di posizione e pareri sul Piano di riduzione del rumore per l’aeroporto di Ciampino (art. 2 D.M. 29/11/2000), ripresentato l’11/11/2015 dal Gestore AdR Spa, in una procedura in corso al Ministero dell’Ambiente che poi passerà alla “Conferenza Unificata Stato-Regioni”.

Durante l’incontro si è venuto a conoscenza che la procedura per l’approvazione del “Piano di contenimento ed abbattimento del rumore dell’Aeroporto G.B. Pastine” sarà gestita in sede della Conferenza Unificata per effetto del DPR 201/2015 con il quale l’aeroporto di Ciampino viene ricompreso nell’ambito degli aeroporti di interesse nazionale.

La decisione sul discutibile piano di riduzione del rumore proposto da AdR è stata oltre che sottratta ai poteri decisionali dei Comuni interessati – Roma, Ciampino e Marino – sfilata anche alla Conferenza dei Servizi presso il Ministero dell’Ambiente, contrariamente a quanto auspicato in un primo tempo. Le decisioni sul futuro dei cittadini saranno prese direttamente e senza mediazioni dalla “Conferenza Unificata Stato-Regioni”, cioè un organo a livello nazionale dove le decisioni vengono prese in modo poco trasparente senza ascoltare i territori colpiti dall’attività fuori dalle norme dell’Aeroporto di Ciampino.

Nonostante ciò, in seguito alle pressioni dei comitati, delle associazioni e delle istituzioni locali fra cui il Comune di Marino nella figura dell’Assessore Tammaro, i Consiglieri Comunali di Ciampino Marco Bartolucci del Movimento 5 Stelle e Guglielmo Abbondati di Sel, la Consigliera Regionale del Movimento 5 Stelle Silvana De Nicolò e l’Assessore all’Ambiente del VII Municipio Marco Pierfranceschi, la Direzione Generale dei Rifiuti e L’Inquinamento (RIN) ha concesso, anche se non dovuto dato il carattere nazionale dell’istruttoria, che i Comuni di Ciampino, Marino e Roma, forniscano un “contributo istruttorio” al Piano entro il 18/04/2017.

Lunedì 10 Aprile si è poi svolto un altro incontro fra i comitati e il Dirigente del Ministero dei Trasporti che sta seguendo le procedure riguardanti l’aeroporto di Ciampino. Durante l’incontro con i tecnici del Ministero si è evidenziato come esista un forte conflitto di interessi rispetto al ruolo svolto dall’Enac, l’autority del Ministero dei Trasporti ovvero l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, unica Autorità di regolazione tecnica, certificazione, vigilanza e controllo nel settore dell’aviazione civile in Italia.

L’Enac infatti, per quanto riguarda la procedura di impatto ambientale (VIA), anziché vigilare sul rispetto delle norme aeroportuali, è esso stesso il proponente. Inoltre, nelle sue controdeduzioni pubblicate il 21/12/2016 nel sito del Ministero dell’Ambiente, rifiuta di proseguire la valutazione della “componente rumore” e per questo i comitati di cittadini chiedono che sia invece garantito il corretto svolgimento della procedura e la coerenza con la procedura di Conferenza Unificata.

Un’anomalia tutta italiana nella quale il proponente, anzichè essere il gestore aeroportuale cioè Adr come previsto dalla legge, è la stesso Enac, che dovrebbe invece svolgere la funzione di controllo. I tecnici del Ministero hanno perciò suggerito ai rappresentanti dei comitati e delle istituzioi locali di richiedere un incontro politico con il Gabinetto del Ministero dei Trasporti per fare chiarezza su tale questione anche alla luce della prossima applicazione della normativa europea nella quale si prevede il passaggio delle competenze e dei poteri ora posseduti da Enac in capo ad un’autorità indipendente europea.

La Direzione tecnica del Ministero dei Trasporti ha inoltre informato di essere stata contattata dai tecnici del Ministero dell’Ambiente, come richiesto dai cittadini durante la mobilitazione di Giovedì 6 Aprile.

Continua perciò la campagna informativa e di sensibilizzazione per la riduzione dei voli. Il 25 Aprile al Parco degli Acquedotti, dove la concentrazione delle polveri sottili come rilevato da Legambiente è di 6 volte superiore rispetto ai limiti previsti dalla legge nell’area del parco archeologico, la Rete Territoriale Cinecittà Bene Comune, che organizza la Festa della Liberazione, allestirà un gazebo nel qule si raccoglieranno le firme dei cittadini per chiedere un intervento straordinario e immediato per la riduzione dei voli e la risoluzione dell’emergenza ambientale e sanitaria causata dal traffico aereo del “Pastine”.

Di seguito riportiamo alcune note e criticità che sono state evidenziate rispetto al piano di riduzione del rumore proposto da Adr.

Premesso che l’aeroporto “G.B. Pastine” di Ciampino-Roma (noto come “Aeroporto di Ciampino”) opera fuori dai limiti di legge dall’inizio dell’attuale fase di sviluppo, iniziata nel 2001, non avendo preventivamente fatto la Valutazione d’Impatto Ambientale (art. 6 L. 349/1986 e DPCM 377/1988) e non avendo applicato le disposizioni della legge 447/1995 s.m.i. e Decreti collegati, riguardante il contenimento dell’impatto acustico;

Premesso che a partire dai primi report del 2009 di Arpa Lazio sull’inquinamento acustico e dalla zonizzazione acustica aeroportuale approvata dalla Conferenza dei Servizi del 2010 è confermato che l’aeroporto opera costantemente fuori dai limiti normativi;

Premesso che l’ UE ha aperto una procedura di infrazione comunitaria (EU Pilot 6876/14/ENVI);

Premesso che ci sono 1700 esposti presentati nel 2015 alla Procura della Repubblica;

Premesso che il cono di atterraggio insiste sul Parco degli Acquedotti, dove la rilevazioni di Legambiente hanno mostrato una concentrazione di polveri sottili Pm10 6 volte al di sopra dai limiti previsti dalla legge;

Si esprimono le seguenti osservazioni sul Piano di riduzione del rumore per l’aeroporto di Ciampino (art. 2 D.M. 29/11/2000), ripresentato l’11/11/2015 dal Gestore AdR Spa, dopo essere stato respinto nella sua prima versione del novembre 2013 dai tre Comuni interessati):

  1. In base alla legge 447/1995 s.m.i. e D.M. collegati il rientro entro i limiti normativi deve avvenire entro l’anno 2018 e non entro l’anno 2021.

  2. Il numero di voli relativi all’anno di riferimento (2013) e all’anno previsto per il rientro nei limiti normativi (che deve essere il 2018) devono essere calcolati nello stesso modo e tenere conto, sia per il 2013 che per il 2021 (che deve essere 2018), delle fluttuazioni dovute ai momenti di maggior traffico, come prevede la legge.

  3. L’introduzione dell’insonorizzazione degli edifici non pu essere presa in considerazione nel caso degli aeroporti in quanto è contraria alle disposizioni di legge nel caso degli aeroporti.

  4. Le procedure “antirumore” di decollo ed atterraggio già attive non possono essere prese in considerazione come strumento per la riduzione del rumore in quanto dimostratesi inefficaci in base alle rilevazioni mensili del rumore effettuate da Arpa Lazio;

    5. L’introduzione di una nuova tipologia di aerei di linea a minor impatto ambientale (Boeing 737 MAX 200) non può essere presa in considerazione sia perché si tratta di aeromobili non ancora in produzione e quindi privi di certificazione, sia in quanto si fa riferimento ad un’azione volontaria di acquisto di nuovi aeromobili della sola compagnia aerea Ryanair e non ad un obbligo che introduca limiti di rumorosità per gli aeromobili di qualsiasi compagnia voglia operare sullo scalo.

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