UN PIANO SU MISURA PER I PROFITTI DI RYANAIR

Il Ministero dell’Ambiente ignora ancora una volta le problematiche poste dai cittadini

Sembra sia diventata una favola gattopardesca la vicenda legata all’emergenza sanitaria e ambientale prodotta dal traffico aereo dell’aeroporto di Ciampino.

Dopo 18 anni durante i quali, ogni giorno, vengono riversate tonnellate di cherosene sulle teste di più di 400 mila cittadini che vivono nei comuni di Ciampino, Marino, Santa Maria delle Mole e del VII Municipio di Roma, non c’è stato nessun cambio di passo, nessuna inversione di tendenza, nessuna presa di posizione da parte del Governo attuale rispetto alle scelte dei governi precedenti i quali hanno tollerato e in alcuni casi promosso lo sviluppo senza regole del traffico aereo di Ciampino.

“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” è il senso di quello che i tecnici del Ministero dell’Ambiente hanno comunicato ha rappresentati dei comitati e dei comuni interessati durante l’incontro che si è svolto giovedì 13 settembre nella sede centrale del Ministero.

La convocazione, dopo alcune sollecitazioni, è arrivata per mettere a conoscenza cittadini e amministratori locali sull’ultima fase di valutazione del piano per la riduzione del rumore proposto da Aeroporti di Roma.

Mettendo da parte il fatto che è inaccettabile che sia lo stesso soggetto (Adr), che si è reso fautore e responsabile dello sviluppo incontrollato e fuori legge del traffico aereo (e non un soggetto terzo che non ha un conflitto d’interesse), a “scrivere un piano” per sanare le inadempienze e irregolarità da lui stesso prodotte; tralasciando il fatto che Adr ha già presentato nel 2015 un piano per la riduzione del rumore che è stato bocciato da tutti comuni con la conseguente perdita di altri tre anni per l’elaborazione di un nuovo progetto; provando ad ignorare la sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha sancito che la riduzione dell’inquinamento acustico sarebbe dovuta avvenire entro e non oltre il 1 luglio 2018, tutte le richieste fatte dai comitati, dagli amministratori locali e dai cittadini non sono state accettate dal Ministero.

I tecnici del Ministero hanno ribadito le stesse cose che avevano comunicato ai comitati e agli amministratori locali dopo l’incontro ottenuto ormai un anno fa a seguito di una manifestazione indetta per chiedere trasparenza e partecipazione sul processo in corso.

Attualmente nel Piano di riduzione non è presente nessuna certezza riguardo agli strumenti e ai tempi previsti per la riduzione dell’inquinamento acustico. Inoltre, se gli strumenti approntati risulteranno inefficaci, il Ministro non avrà nessuna possibilità di sanzionare inadempienze e modificare il provvedimento.

Il Piano partirà nel 2020 e non nel 2018 come stabilito dalla Corte di Giustizia Europea.

Il Piano è stato poi elaborato sulla base di simulazioni computerizzate con prototipi di arei inesistenti che Ryanair prevede di acquistare in futuro (se mai saranno messi in commercio) e ciò testimonia come il piano non sia fatto di dati reali e concreti oltre ad essere stato disegnato su misura per gli interessi economici di una sola compagnia cioè Ryanair.

La questione più importante, però, è stata sollevata dal Sindaco di Marino Colizza: perché il Ministero approva un decreto, che dà via libera al Piano, che non può rendere operativo perché non possiede il potere reale per attuarlo?

Il timore è che la riduzione avverrà solo sulla carta perché se il Ministero provasse ad attuarla, oltre a non avere il potere e gli strumenti previsti dalla gerarchia delle fonti di diritto, subirà probabilmente numerosi ricorsi legali al Tar che lo vedranno sconfitto di fronte al gestore aeroportuale e alla compagnia Ryanair.

Inoltre, non c’è stato nessun coordinamento con il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, soggetto che ha invece il potere di rendere esecutivi i possibili provvedimenti per ridurre e regolare l’attività aeroportuale del Pastine riportandola entro i limiti di legge.

I Comitati hanno anche segnalato come la Spea, che ha firmato tutte le relazioni e consulenze per la Valutazione dell’Impatto Ambientale dell’aeroporto di Ciampino (valutazione sulla quale si base il Piano presentato da Adr), sia attualmente indagata per il crollo del ponte Morandi; come la Pavimental, che si occupa della pavimentazione dell’aeroporto, sia la stessa che ha eseguito la pavimentazione del ponte di Genova e l’Atlantia, agenzia finanziaria che supporta Autostrade per l’Italia e a cui sono collegate le due società, è la stessa agenzia finanziaria che ha guidato l’azione della Spea e della Pavimental al Pastine e al ponte Morandi.

Il Comitato per la riduzione dell’impatto ambientale dell’aeroporto di Ciampino e Cinecittà Bene Comune hanno ribadito che lo strumento più efficace e tempestivo per risolvere questa emergenza ambientale e sanitaria è la riduzione immediata dei voli a 61 movimenti giornalieri (attualmente ce ne sono in media più di 240), come previsto dagli studi scientifici e sanitari eseguiti dagli organi competenti.

Solo così si potrà porre fine all’emergenza ambientale e sanitaria e si potrà parlare finalmente di un cambiamento vero, perché basato sul rispetto del diritto dei cittadini a vivere in un ambiente sano e sicuro, e a non essere più costretti a respirare l’aria avvelenata degli aerei che da oltre 18 anni dissemina tragicamente tumori e malattie nervose e cardiovascolari fra i cittadini.

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