Anche il Quadraro ha la sua campionessa di pugilato

Intervista alla campionessa italiana Emanuela Pizzingrilli

Emanuela Pizzingrilli è un’atleta della Quadraro Boxe classe 1987 che il 18 Marzo 2018 ha conquistato il titolo di Campionessa Italiana Elite 2° Serie 64 Kg, andando ad aggiungersi alla già folta schiera di campioni di casa Quadraro ma occupando per la prima volta il podio nella categoria femminile.

COSA SIGNIFICA PER UNA DONNA FARE PUGILATO NEL 2018? 

Purtroppo, mi sono imbattuta spesso in questa domanda e la mia risposta è sempre stata: perché dovrebbe esserci qualcosa di strano in una donna che pratica sport da combattimento? Proprio perché siamo nel 2018 mi sembra assurdo che ancora ci sia chi pensa che esistono sport per donne e sport per uomini, è una visione talmente bigotta che la definisco medievale, se c’è qualcuno che la pensa così evidentemente ha sempre preso in considerazione solo il punto di vista degli uomini e mai quello delle donne.

È un po’ come chi pensa che i bambini non possano giocare con le bambole e le femminucce non possano giocare con le automobili. Chi ha deciso che una bambina debba fare per forza danza o pallavolo? Quando sento queste affermazioni mi convinco sempre più che c’è bisogno che le donne facciano pesare attivamente il loro punto di vista nella società, mettendosi in gioco e assumendo protagonismo soprattutto lì dove si decide delle nostre vite. Se c’è ancora chi fa queste distinzioni nello sport figuratevi quando si parla di lavoro, di soldi e di diritti cosa succede.

COME TI SEI AVVICINATA A QUESTO SPORT?

In realtà la mia passione per la boxe nasce insieme alla palestra stessa. Ho cominciato a conoscere questo mondo quando ho preso parte al progetto della palestra popolare, la “Quadraro Gym”, che nasce dal recupero di alcuni locali pubblici mai utilizzati e che da sempre erano visti come il locus amenus del quartiere. Così con gli attivisti del centro sociale Spartaco e gli abitanti del quartiere abbiamo deciso di mettere fine a quel degrado e dare vita ad un progetto che potesse restituire quei locali a tutta la comunità e così nacque la palestra e con lei il corso di pugilato. La scelta di fare un corso di boxe non fu’ casuale, il pugilato è uno sport che insegna tanto autocontrollo, la disciplina, il rispetto per l’avversario e soprattutto è un ottimo sfogo per la rabbia e lo stress e perciò rispondeva a uno degli obiettivi che ci ha spinto in questa impresa, ossia dare ai giovani del quartiere un’alternativa al “muretto” dove passare i pomeriggi. Chi dice che la boxe è uno sport per violenti si vede che non l’ha mai praticata, perlomeno non nella nostra palestra! La boxe è uno sport di cui ti innamori subito, ti fa stare bene, è una sfida continua con te stessa, la boxe non si fa con i muscoli ma con la testa. Ti fa stare talmente bene che una volta che inizi non riesci a separartene.

DA ATLETA E DA CITTADINA DI QUESTO QUARTIERE, PENSI SIA UN MUNICIPIO ATTIVO DAL PUNTO DI VISTA SPORTIVO?

Beh negli anni la situazione è cambiata molto, hanno chiuso moltissimi centri sportivi e le piazze si sono svuotate di bambini, ad oggi il fare sport viene relegato per la maggior parte alle catene di palestre o ai centri d’eccellenza quando invece ci sarebbe bisogno di diffondere sempre di più lo sport nelle scuole e in tutti i quartieri, le Asd e l’associazionismo di base svolgono in questo senso un ruolo fondamentale perché’ ancora riescono a far entrare in contatto i bambini e le bambine col mondo dello sport anche solo dal punto di vista ludico. Qui gli spazi e gli eventi dedicati allo sport non sono molti, abbiamo la fortuna di avere il parco degli acquedotti dove si può andare a correre e dove ci sono alcuni attrezzi, ma a fronte dei 250.000 abitanti del solo ex x municipio, si tratta di una goccia d’acqua nel deserto.

SEMPRE MENO GIOVANI AL GIORNO D’OGGI SI AVVICINANO AL MONDO DELLO SPORT, PENSI SIA UNA TENDENZA DESTINATA A PEGGIORARE?

Probabilmente sì. Negli ultimi anni sono state veramente poche le scelte prese in merito alla diffusione della pratica sportiva tra i giovani e soprattutto lo sport è diventato ormai una spesa a cui le famiglie non sempre riescono a far fronte. Sempre di più oggi si pensa al mondo dello sport solo in funzione del profitto e della creazione di eccellenze mentre ci si dimentica totalmente del ruolo educativo dello sport anche solo amatoriale e dilettantistico. Culturalmente è passata la concezione che un bambino debba praticare uno sport solamente se è destinato a diventare un campione, un’affermazione che oltre ad essere assurda è controproducente anche dal punto di vista della formazione di campioni. Come possiamo pensare di formare dei campioni se mancano gli atleti da allenare?

DI COSA PENSI CI SIA BISOGNO PER MIGLIORARE QUESTA SITUAZIONE?

Credo che ci sia estremo bisogno di ricreare un vivaio di giovani sportivi che praticano sport per puro divertimento, che si avvicinano al mondo dello sport per piacere e non per obbligo. Per farlo però è necessario un intervento serio e strutturale da parte delle istituzioni e del mondo della politica, non bastano i buoni pensieri servono investimenti in strutture sportive pubbliche, in spazi aperti e gratuiti soprattutto nei quartieri con più alto numero di giovani (che spesso sono le periferie) e non in grandi opere totalmente inutili come ad esempio la Vela di Calatrava che si trova proprio qui vicino.

A PROPOSITO DELLA VELA, PENSI CHE LA VICENDA DELLE OLIMPIADI SIA STATA UN’OCCASIONE PERSA?

Assolutamente no, fin dall’inizio la vicenda ha aperto un dibattito anche nella nostra palestra, da sportivi e da cittadini ci siamo sentiti automaticamente chiamati in causa e abbiamo voluto esprimere le nostre considerazioni in merito in quanto fin da subito siamo stati contrari a quel progetto. Era evidente a tutti che si trattava di un’operazione solamente economica e speculativa e che di sportivo non aveva niente. Un enorme progetto che avrebbe fatto guadagnare milioni a chi su quei terreni ha il “diritto esclusivo” di costruzione e che ai cittadini non avrebbe portato niente. C’era chi diceva che essere contrari al progetto delle olimpiadi voleva dire essere contro lo sport, al contrario! Come pensiamo di reggere il confronto con le altre nazioni quando i nostri bambini non sanno neanche più fare una capriola? Bisogna si spendere milioni di euro nello sport, ma per la sua diffusione vera e capillare e non per grandi eventi spot che non sono altro che dei regali a costruttori e banchieri. Proprio quella Vela di Calatrava ne è la prova vivente: 960 milioni di soldi pubblici spesi per un cantiere iniziato e mai terminato, non era meglio utilizzare quei soldi per aprire centinaia di impianti sportivi pubblici? Chi vuole arricchirsi e fare profitto con lo sport (soprattutto utilizzando i soldi pubblici) è il vero nemico dello sport. Fare sport è un diritto fondamentale per tutti i cittadini perché investire nello sport significa investire nella salute, nella socialità, vuol dire insegnare la consapevolezza di un corretto stile di vita, vuol dire puntare sul miglioramento della società in cui viviamo.

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