CARNEVALE AL QUADRARO – Il racconto fotografico

Foto a cura di Umberto Tati

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Al centro sociale Spartaco è tornata una tranquillità nostalgica classica del lascito delle persone speciali ogni volta che se ne vanno, dopo che per 3 giorni tanti artisti e attivisti si sono prodigati senza risparmio per la realizzazione del carnevale di quartiere del Quadraro giunto alla sua 16° edizione. Ma questa tranquillità che si respira non è destinata a perdurare viste le numerose iniziative in cantiere del centro sociale.

Si è concluso uno degli appuntamenti più attesi nella programmazione culturale dell’intero quartiere che quest’anno si è svolto in tre intense e meravigliose giornate  caratterizzate da un evento straordinario per il 10° compleanno della Murga Los Adoquines de Spartaco, annunciato giorni prima da un gigantesco striscione appeso alle pareti del mercato rionale.

Gli organizzatori di questa edizione  hanno  iniziano la prima giornata del carnevale  venerdì primo marzo con un anteprima dello spettacolo della Murga Los Adoquines de Spartaco  per celebrare i 10 anni della sua energica attività. Uno spettacolo collettivo realizzato da tanti artisti che includeva pillole di esibizioni realizzate in questi anni dalla murga del quartiere, affrontando molteplici contenuti, passando come trapezisti del circo dal tema caldo della TAV a quello sempre più attuale e urgente del razzismo, paragonando le persone a dei brillantini tutti di colore diverso ma brillanti allo stesso modo. Dalla trascuratezza di una città meravigliosa ed eterna come Roma ma eternamente ferita. Dalle patologie come  sentimenti acquisiti e irriconoscibili dalle nuove generazioni  quali il controllo sociale sempre più asfissiante e capillare e delle distrazioni di massa indotte dalla commercializzazione delle vite.  Tutto intervallato da recitazione, musiche dal vivo, danze e costumi murgheri. Il tutto è stato ripreso da una tv e seguito costantemente da radio web. Al termine dello spettacolo che si è svolto presso i locali del centro sociale di via Selinunte è seguito un dj set fino al mattino.

Il giorno dopo la fatica è stata superata dalla voglia di sfilare per il quartiere, di nuovo gli artisti della murga hanno dovuto riprepararsi con specchietti e pennelli alla mano, per il famoso trucco seducente che li distingue con tanto di brillantini, piume e levite, la fantasiosa divisa del murghero che altro non è che un sfoggiante frac colorato di verde , giallo e nero, ornato di personalissimi ricami.

Più di mille persone tra adulti, ragazzi e bambini , provenienti da diversi angoli del quartiere si sono concentrati alla partenza della sfilata in maschera davanti alla chiesa di San Policarpo. Quando parte il corteo di maschere si capisce subito che i partecipanti arriveranno in 2 mila alla fine del percorso, includendo altre maschere durante il tragitto.

Indispensabile è stata la disponibilità di molti volontari che hanno aiutato i vigili urbani e le forze dell’ordine a gestire il traffico di un sabato pomeriggio particolarmente caotico.

Mentre una ciclo catapulta lancia coriandoli fabbricata giorni prima dalla Ciclofficina Pirata del Quadraro cannoneggiava, la sfilata si riempiva di interventi artistici con giocolieri e trampolieri che precedevano la murga al completo che come un’armata danzante marciava in testa sparando musica con diversi tamburi.

Giunti all’area pedonale di Largo Spartaco, come da copione, la piazza si è trasformata in un teatro naturale dove il gruppo di murgheri si esibito nello spettacolo di quest’anno, lasciando a bocca aperta ancora una volta il pubblico e annunciando la continuazione dei festeggiamenti proseguiti tutta la notte con il gruppo di Cumbia Cacao Mental, ospiti d’eccezione di questo carnevale presso il centro sociale Spartaco, provenienti direttamente Da Milano. L’indomani domenica 3 Marzo i festeggiamenti sono continuati dal pomeriggio con foto, video e musica e ovviamente con dolci carnevaleschi preparati ad opera d’arte dalla cucina del centro.

Come una magica medicina che cura i mali della solitudine e della vita nevrotica del quartiere, questi momenti aiutano a far nascere e a rafforzare le comunità che nei quartieri popolari tendono a sparire.

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